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Le visite sono per approfondire e ammirare i capolavoli dell'arte senese:
Il calendario sarà così strutturato:
MAGGIO 2026 • Martedì 26 – ore 10:30 La Fonte Gaia di Jacopo della Quercia (durata 1 h)
GIUGNO 2026 • Sabato 6 giugno ore 10:30 Vecchietta al Santa Maria della Scala (durata 1 h) • Martedì 23 – ore 17:30 La Fonte Gaia di Jacopo della Quercia (durata 1 h)
LUGLIO 2026 • Martedì 14 – ore 10:30 Vecchietta al Santa Maria della Scala (durata 1 h) • Sabato 25 luglio ore 17:30 La Fonte Gaia di Jacopo della Quercia (durata 1 h)
AGOSTO 2026 • Sabato 22 agosto ore 10.30 Vecchietta al Santa Maria della Scala (durata 1 h)
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“MADAMA BUTTERFLY” È UN’OPERA IN TRE ATTI DI GIACOMO PUCCINI, RAPPRESENTATA PER LA PRIMA VOLTA NEL 1904. È UNA DELLE OPERE PIÙ CELEBRI DEL REPERTORIO LIRICO E SI DISTINGUE PER LA SUA INTENSA EMOTIVITÀ E LA BELLEZZA DELLE MELODIE.
Introduzione:
L’opera è ambientata all’inizio del XX secolo a Nagasaki, in Giappone, e affronta temi come l’amore, il sacrificio e il conflitto culturale. La storia ruota attorno a Cio-Cio-San, una giovane geisha, e il tenente americano B.F. Pinkerton, che si sposa con lei in un matrimonio combinato, ma senza alcuna intenzione di prendere sul serio il legame.
Sinossi:
Nel primo atto, Pinkerton arriva a Nagasaki e sposa Cio-Cio-San, promettendo di tornare dopo un breve periodo. Cio-Cio-San, innamorata e fiduciosa, abbandona la sua vita precedente e si dedica completamente a Pinkerton. Tuttavia, il tenente considera il matrimonio solo un gioco e non si preoccupa delle conseguenze.
Nel secondo atto, Cio-Cio-San attende con ansia il ritorno di Pinkerton, che nel frattempo è tornato in America. La giovane donna è convinta che il suo amore sia sincero e che tornerà da lei. La sua fede è messa alla prova quando scopre che Pinkerton ha sposato un’altra donna, ma continua a sperare.
Nel terzo atto, Pinkerton finalmente torna a Nagasaki, ma non per riunirsi con Cio-Cio-San. Scopre che ha avuto un figlio da lui e che ha vissuto in attesa del suo ritorno. La situazione culmina in un momento tragico, in cui Cio-Cio-San, sopraffatta dal dolore e dalla delusione, prende una decisione drammatica.
“Madama Butterfly” è un’opera che tocca profondamente il cuore, grazie alla sua musica sublime e alla sua storia straziante.
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LA FANCIULLA DEL WEST È UN’OPERA IN TRE ATTI DI GIACOMO PUCCINI. LA PRIMA RAPPRESENTAZIONE AVVENNE CON SUCCESSO AL TEATRO METROPOLITAN DI NEW YORK IL 10 DICEMBRE 1910. L’OPERA È ISPIRATA AL DRAMMA TEATRALE DI DAVID BELASCO “THE GIRL OF THE GOLDEN WEST”. LA MUSICA DI PUCCINI È MODERNA, DETTAGLIATA ED ENFATICA, GRAZIE ANCHE ALL’AUSILIO DELLA MACCHINA DEL VENTO, AVANGUARDIA DELL’EPOCA, CHE REGALA SUONI GREZZI E POTENTI.
SINOSSI:
Atto I: California 1850. Minnie è una vivace ed energica ragazza che gestisce la “Polka”, una taverna frequentata dai minatori che lavorano nelle vicinanze: tutti sono innamorati di lei e frequentano il locale bevendo e giocando a carte. Anche lo sceriffo Jack Rance la ama e si dichiara, ma la ragazza non lo ricambia. Arriva un forestiero, Dick Johnson, che Minnie si accorge di aver già incontrato; i due si innamorano. Intanto i minatori escono e vanno in cerca di una banda di malviventi capitanata da Ramerrez, mentre Minnie e Dick rimangono da soli dichiarandosi il loro amore.
Atto II: I minatori e lo sceriffo avvertono Minnie che lo straniero in realtà è il bandito Ramerrez, giunto al locale per rubare l’oro dei minatori. Sdegnata, Minnie caccia via Dick Johnson, che viene ferito con un colpo di pistola dallo sceriffo. Minnie, impietosita e al contempo innamorata, lo nasconde nella sua capanna, ma viene ugualmente trovato da Jack Rance. La ragazza propone un patto allo sceriffo: una partita a poker; se egli vince avrà sia lei che il bandito. Minnie bara, così il suo uomo è salvo.
Atto III: Dick Johnson è deciso ad abbandonare la sua vita da fuorilegge e tenta di far perdere le sue tracce, ma purtroppo i minatori lo trovano e preparano l’impiccagione. Minnie cerca di persuadere i minatori a risparmiare la vita al suo amato, pronto a morire, rievocando i momenti condivisi alla taverna. I minatori, commossi, lo liberano, così i due innamorati si allontanano per una nuova vita insieme.
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Nella città che gli ha dato i natali e che oggi ne custodisce la memoria, Cortona dedica a Gino Severini una grande mostra internazionale in occasione del 60° anniversario della sua scomparsa.
Tra i protagonisti dell’arte del Novecento, figura chiave nel dialogo tra Italia e Francia, tra avanguardia e tradizione, Severini fu un instancabile mediatore di idee, linguaggi e culture.
La mostra del MAEC - curata da Daniela Fonti e Margherita d’Ayala Valva - affronta in modo originale e innovativo proprio questo tema, ripercorrendone il percorso artistico e umano attraverso oltre 80 opere, documenti originali e un coinvolgente approfondimento multimediale. Dipinti, disegni e materiali d’archivio dialogano con capolavori di artisti come Balla, Boccioni, Carrà, Soffici e Picasso, rivelando il ruolo centrale svolto da Severini nella costruzione della modernità artistica europea.
Evento eccezionale dell’esposizione è il ritorno in Italia, dopo oltre 35 anni, del monumentale dipinto La danse du Pan Pan à Monico, proveniente dal Centre Pompidou di Parigi: una delle immagini simbolo del Futurismo, presentata insieme a nuove ricerche dedicate all’attività dell’artista tra arte, architettura e spiritualità.
Un’occasione unica per riscoprire il profondo legame tra Cortona e uno dei suoi più illustri interpreti nel panorama culturale internazionale del XX secolo, anche grazie agli itinerari severiniani che conducono alla scoperta dei luoghi, delle opere e delle testimonianze lasciate dall’artista nella sua città natale.
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Un’occasione unica, gratuita e riservata agli Under 30, offerta da Unicoop Firenze in collaborazione con Palazzo Blu Fondazione e Kinzica Soc. Coop, per visitare la mostra di grafica, illustrazione e fumetto dedicata a Piero Macola (Venezia, 1976), tra le voci più autorevoli del fumetto d’autore contemporaneo.
Formatosi all’Istituto Saint-Luc di Bruxelles e attivo tra Parigi e l’Italia, Macola ha costruito una carriera di respiro internazionale, collaborando dal 2014 con l’editore Futuropolis e pubblicando in Italia con Oblomov e Coconino Press. Accanto al fumetto, lavora come illustratore per editori e testate come Mondadori, Rizzoli, «Le Monde Diplomatique» e «Internazionale».
Il suo linguaggio visivo, frutto del dialogo tra documentazione, esperienza diretta e immaginazione, esplora temi quali memoria, identità e marginalità, muovendosi in equilibrio tra realtà e finzione.
Attraverso una ricca selezione di tavole originali, bozzetti e materiali preparatori, l’esposizione ripercorre alcune opere emblematiche: Le Tirailleur (2014), dedicato alla memoria postcoloniale; Gli indesiderati (2019), ambientato lungo il Po; Lagune (2023), distopia veneziana; fino a La Vallée heureuse (2026) , presentato in anteprima assoluta mentre è ancora in lavorazione, offrendo ai visitatori la rara possibilità di osservare un’opera nel suo farsi. Completa il percorso una selezione di illustrazioni realizzate tra il 2015 e il 2025.