Cultura
I SOLISTI DI PAVIA | GAVRYLYUK
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Nella Stagione Concertistica dei Teatri di Pistoia sono ospiti, al Teatro Manzoni, per la prima volta I Solisti di Pavia, ensemble dall’importante storia pluridecennale. Caratterizzato dalla versatilità dei repertori e dalla flessibilità dell’organico, il gruppo esplora in quest’occasione un programma che attraversa in musica un ventennio densissimo di storia americana ed europea. Li affianca in veste di solista il pianista Alexander Gavrylyuk, interprete di fama internazionale, riconosciuto per la tecnica strabiliante, l’energia travolgente e la lucidità del pensiero musicale. La Rhapsody in Blue di Gershwin (1924), qui proposta in una particolare versione per pianoforte e archi, apre il concerto come un’istantanea scintillante dell’America degli anni Venti, in cui il pianoforte diventa voce narrante di un universo frizzante, giocoso e poetico allo stesso tempo. Seguono due pagine per archi composte a pochi anni di distanza eppure raffiguranti mondi emotivi lontanissimi: il Concerto in re di Stravinskij (1946), elegante capolavoro di cesello dello stile neoclassico del compositore, mostra la scrittura per archi in tutta la sua perfezione, mentre il celeberrimo Adagio di Barber (1938), capace di toccare corde profonde con la sua struggente bellezza, avvolge l’ascoltatore in un’atmosfera sospesa e intensamente evocativa. A chiudere il concerto è il Concerto n. 1 per pianoforte, tromba e archi di Šostakovič, in cui Gavrylyuk dialoga con Alfonso González Barquín, prima tromba dell’Accademia di Santa Cecilia. Composto nel 1933, il brano sorprende per freschezza, brillantezza e libertà inventiva: tra rimandi al passato, umori contrastanti e virtuosismi scintillanti, emerge la personalità audace di un giovane Šostakovič, capace di giocare con forma e stile in modo irriverente e profondamente espressivo.