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Eventi territoriali

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Cultura
IL MISANTROPO
Dal 27 al 29 marzo 2026
Siena

Andrée Shammah torna a Molière con Il misantropo: “Una storia d’amore, un amore possesso, una nevrosi. Un tema moderno come non mai”. Un’edizione fresca dell’opera, un lavoro a sei mani tra Andrée Ruth Shammah, Luca Micheletti e Valerio Magrelli, incentrato sull’elogio semantico della parola e della sua musicalità.

Protagonista è Fausto Cabra: un Alceste, qui in costume, scuro, al centro di un mondo popolato da personaggi vestiti nella stessa foggia ma in colori pastello diversi tra loro, a simboleggiare una società variegata nella forma ma omologata nella sostanza.

Accanto a lui una straordinaria compagnia. In scena c’è la “disperata vitalità” di un uomo solo davanti al potere, solo davanti ai benpensanti.

L’uomo folle che è deriso dalla società, ma in realtà è l’unico capace di cogliere la follia di chi lo circonda.

Vorrebbe isolarsi nei suoi ideali ma la sua amata non è disposta a seguirlo.

È la commedia dell’impossibilità di esprimersi liberamente quando si è preda delle passioni.

Un dramma comico e umanissimo, commovente e feroce, sull’incomunicabilità e sul corto circuito terribile e risibile che genera.

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Cultura
ASTOR, UN SECOLO DI TANGO
Dal 17 al 19 aprile 2026
Siena

La Compagnia del Balletto di Roma nel 2021 inizia un viaggio tra le suggestioni e le sonorità del tango in occasione del centenario della nascita di Astor Piazzolla (Mar del Plata, 11 marzo 1921), autore e interprete musicale tra i più importanti di questa forma d’arte nata a fine ‘800 nei sobborghi di Buenos Aires.

Sorto dall’esigenza di comunicare tra culture, lingue e tradizioni diverse, il tango ci ricorda chi siamo, da dove veniamo e qual è stato il percorso che ha indissolubilmente unito umanità distanti in un comune “non luogo”, oltrepassando oceani e confini.

Proprio il mare è il fil rouge che unisce o separa nuovi mondi e speranze: uno spazio immenso da attraversare dove si rischia di perdersi; vortice di riflussi e moto ondulatorio che scandisce il ritmo di partenze e ritorni. Astor, nuova produzione del Balletto di Roma, è un “concerto di danza” in cui le musiche di Piazzolla, arrangiate da Luca Salvadori ed eseguite dal vivo dal bandoneón di Mario Stefano Pietrodarchi, esecutore brillante di fama internazionale, emergono come le vere protagoniste in una nuova armonia artistica danzata.

Un soffio, un respiro, quasi una parola, ci svelano la fragilità dell’uomo Piazzolla, ma anche quella di tutti noi che abbiamo subìto oggi una distanza forzata, una relazionalità dematerializzata, un contatto interrotto, una vita spezzata. In scena, ispirato dalla carismatica presenza del maestro Pietrodarchi e dalle preziose immagini di Carlo Cerri, Valerio Longo porta otto danzatori del Balletto di Roma a compiere un viaggio trasformativo in cui respiri, abbracci e fusioni sono al centro di azioni coreografiche intense, astratte e fuse in quel moto ondulatorio magico del bandoneón.

La parola-chiave è “coraggio”: quello declamato dai testi immortali di Jorge Luis Borges nei suoi tanghi e milonghe, così come quello dello stesso Piazzolla, che ha rotto gli schemi della musicalità del “tango viejo” per arrivare al “nuevo tango” che tanto lo ha reso celebre nel mondo.

A curare tutti gli elementi compositivi di quest’opera/concerto è la maestria e l’esperienza di Carlos Branca, regista argentino di spicco sulla scena internazionale e profondo conoscitore dell’uomo Piazzolla. Astor rievoca i sentimenti degli odierni viaggiatori del mondo, l’umanità intera, andando oltre la purezza tecnica e rituale del tango, per rafforzarne energie, desideri e palpitazioni tutte contemporanee. Un concerto da cui fioriscono corpi capaci di esprimere l’audacia di un respiro mancato e quella di un abbraccio negato: primo atto d’amore dopo una violenza che tutto ha spazzato via, tranne la voglia di stringersi e ritrovarsi.

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Cultura
AMLETONE
23 aprile 2026
Siena

AmletOne nasce da quattro anni di studio sul testo di Shakespeare durante un corso di teatro inclusivo e il motivo per cui abbiamo deciso di farne uno spettacolo è stato una folgorante serie di solo apparenti sincretismi: usando spesso il testo come breviario essenziale di meccanismi teatrali, siamo incappati in una sua forma assolutamente anomala ma quanto mai precisa nel raccontare la concretezza del dramma e su questo abbiamo deciso di scommettere.

Il lavoro di una compagnia inclusiva non è certamente lineare, poichè i dialoghi del gruppo spesso stridono di quotidiane impossibilità pratiche ma la strada dissestata ben si confà al marcio danese e lo spettacolo che vi presentiamo non guarda alle nostre fragilità in quanto tali, non le usa né le ignora, ma ne ascolta le prosodie e cerca di star loro dietro.

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Cultura
TITOLI DI TESTA
Dal 28 al 30 aprile 2026
Siena

Uno stand-up che azzarda paralleli tra seduzioni pubbliche e private, tra crisi di coppia e crisi istituzionali.

E infine la confusione universale tra amore e sesso, tra mariti e amanti, tra single e “bingle”; e poi ancora politici, imprenditori, uomini di potere… parole e discorsi che gravitano intorno alle nostre vite.

Satira sociale e satira di costume si intrecciano in una società che ha promosso la deficienza naturale a intelligenza artificiale, l’ignoranza a ingenuità e le chiacchiere da bar ad avamposti culturali. Tik Tok a pilastro dell’informazione.

Lo show della Reggiani procede attraverso folgoranti monologhi e rapide incursioni di personaggi dello spettacolo e dell’informazione da lei stessa interpretati, nuovi “maîtres à penser” di una società mediatica svuotata di senso e di valori.

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