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Il mondo di domani inizia da quello che facciamo oggi.

La sezione soci aderisce al progetto Buon Fine, il recupero di prodotti buoni non più vendibili (per difetti nella confezione o perché vicini alla scadenza) donati ad associazioni di volontariato onlus per assistere gli indigenti.
Nelle botteghe orafe di Firenze, ancora oggi si custodiscono tecniche antiche: gesti pazienti, dettagli quasi invisibili e ore di lavoro silenzioso che trasformano il metallo in forme misurate.
Lo Stile Orafo Fiorentino è una tradizione viva, che continua ad affascinare chi cerca autenticità, maestria e una bellezza capace di attraversare il tempo.
Vannini Gioielli dal 1960 crea gioielli su misura che uniscono tradizione artigianale e design contemporaneo, pensati per accompagnarti nel tempo.
Scopriremo come l’arte e la storia incontrano l’innovazione, per dar vita anche a riproduzioni di gioielli storici, testimoni di un’arte intramontabile.
Rabih Abou Khalil, musicista di origine libanese ora residente in Germania, dove si è trasferito a causa della guerra civile che ha insanguinato il suo Paese, ha fatto dell’incontro tra culture differenti il tratto distintivo della sua ricerca sonora.
Compositore, suonatore di oud e direttore d’orchestra, ha collaborato con alcuni tra i più grandi nomi del jazz, con musicisti tradizionali arabi e armeni, quartetti d’archi classici, cantanti di fado e molti altri.
L’Orchestra Sinfonica della BBC e il Frankfurt Modern Ensemble gli hanno commissionato diverse composizioni, riconoscendolo come una figura centrale nel dialogo tra Oriente e Occidente.
Nato e cresciuto nel clima cosmopolita della Beirut degli anni Sessanta e Settanta, ha iniziato a suonare l’oud, il liuto arabo a collo corto, all’età di quattro anni.
Nel 1978, dopo aver lasciato il Libano, ha studiato flauto classico all’Accademia di Musica di Monaco di Baviera con Walther Theurer. Lo studio approfondito della tradizione classica europea gli ha permesso di osservare la musica araba da una prospettiva teorica nuova, dando origine a una ricerca capace di attraversare e mettere in relazione sistemi musicali diversi.
Un intenso dittico di danza contemporanea eseguito dalla compagnia Equilibrio Dinamico.
La prima parte è il re-work ad alta intensità di un pezzo del collettivo francese (LA)HORDE, dove quindici danzatori esplorano i ritmi frenetici e acrobatici della street dance underground.
Nella seconda parte, la coreografia di Jill Crovisier trasforma la scena in un paesaggio vivo, attraverso una gestualità rituale che connette i corpi con lo spazio e la memoria.
Fondata a Firenze nel 2002 da tre artigiani con percorsi differenti, Extro unisce competenze che spaziano dall’oreficeria al design.
Nel laboratorio della Casa Artigiana dell’Orafo, a pochi passi dal Ponte Vecchio, tradizione e sensibilità contemporanea dialogano nella realizzazione dei manufatti.
Scopriremo come per Extro lo Stile Orafo Fiorentino rappresenti un ponte tra epoche diverse: da un lato il patrimonio tecnico e culturale nato nel Rinascimento, dall’altro la sensibilità progettuale contemporanea.
Nell'ambito del progetto Giovani e Musei, sviluppato dai Musei Civici Fiorentini e dalla Fondazione MUS.E con un gruppo di giovani, prende forma il prossimo 14 ottobre l'evento Mostra chi sei. Svelati al Forte, specificatamente dedicato al pubblico under 30.
L'iniziativa, frutto di un percorso di co-progettazione che ha visto il coinvolgimento diretto di giovani under 30, si configura come un momento di esperienza artistica e di socialità condivisa, concepito per avvicinare le nuove generazioni ai luoghi della cultura attraverso modalità innovative e partecipative.
La serata si articola secondo un itinerario dinamico: all'arrivo, i partecipanti saranno invitati a compilare un rapido test, funzionale all'individuazione di profili di affinità e alla costituzione di diversi gruppi. A loro saranno dedicate speciali visite guidate, disegnate in relazione alle preferenze e alle caratteristiche dei gruppi, con focus su opere scelte del progetto espositivo Drama: Four Acts, che esplora il dialogo tra sculture, installazioni e suoni grazie alle opere di Marino Marini, Paolo Canevari, Per Barclay e Friedrich Andreoni. I giovani saranno quindi coinvolti in una serie di percorsi concepiti proprio per loro, favorendo una fruizione dell'arte diretta e relazionale, che valorizza la dimensione empatica ed elettiva con le opere d'arte.
Al termine delle visite, l'evento proseguirà con un momento conviviale con aperitivo, costituito da una proposta di drink a tema e musica di sottofondo all'interno della spettacolare cornice panoramica del Forte di Belvedere.
Tra le colline del Mugello, un territorio dove tradizione e saper fare artigiano sono ancora vivi, la bottega del Maestro Artigiano Stefano Parrini apre le sue porte per scoprire le tecniche della lavorazione del cuoio.
Un'occasione per conoscere da vicino materiali, strumenti e gesti che raccontano il valore di un mestiere che continua a rinnovarsi nel rispetto della tradizione.
Meeting point:
Ore 9.30 – Ritrovo a “La Casa del Prosciutto”, Via Ponte a Vicchio, 1, 50039 Vicchio FI
Ore 9.45 - Partenza del trekking urbano/campestre
Ore 11.30 - Fine trekking e appuntamento per la visita con Stefano Parrini
Centauri è una bottega orafa nel centro storico di Firenze, vicino al Lungarno, dove laboratorio e vendita convivono in continuità con la tradizione artigianale della città e con una competenza maturata nel tempo.
Scopriremo la loro produzione che si colloca nel solco delle tecniche dell’oreficeria fiorentina, con particolare attenzione alla qualità dei processi, alla selezione delle materie prime e alla lavorazione manuale della superficie.
In questo contesto, Centauri si inserisce nella continuità dello Stile Orafo Fiorentino come espressione di una competenza radicata nel contesto storico e produttivo della città.
La Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e la Fondazione “Musica per Roma” annunciano l’importante commissione di una nuova opera lirica: Romanzo criminale tratta dal best seller di Giancarlo De Cataldo. L’opera, con le musiche e la direzione di Nicola Piovani, il libretto di De Cataldo e la regia di Massimo Popolizio, programmata al Teatro del Maggio Fiorentino a ottobre 2026, andrà in scena a Roma all’Auditorium Parco della Musica "Ennio Morricone" nel 2027.
“Sono assolutamente entusiasta, emozionato e immensamente felice di questo progetto” così esordisce Giancarlo De Cataldo all’annuncio della nuova opera lirica tratta dal suo romanzo, “È quasi come se stessi vivendo in un sogno” - continua lo scrittore – “Un'opera lirica tratta da Romanzo criminale è per me proprio un sogno che si avvera. È grazie a Carlo Fuortes che mi sono avvicinato al mondo dell’opera e ne sono rimasto sedotto e innamorato. Grazie a lui ho iniziato a frequentarlo in punta di piedi, e ora mi considero addirittura un neo-melomane; sapere che ora dal mio lavoro nasca addirittura un’opera lirica per me è una vera conquista. Romanzo criminale è un romanzo popolare di genere che è diventato un romanzo monumentale nel corso del tempo tanto che il suo valore è stato riconosciuto anche dalle Accademie; ha introdotto degli elementi letterari nel genere noir; ha dato vita a un film e a due serie televisive in questo modo aprendo delle piste e addirittura entrando nel linguaggio traslando il titolo originale in modi di dire: “Romanzo Quirinale”, per esempio; ora mi sembra ancora più spericolata quell'idea di aprire una pista nell'opera e mi piace enormemente farlo con Nicola Piovani e di farlo al Maggio Fiorentino e poi, ovviamente, anche a Roma. Anche Piovani è un artista che attraversa le varie forme musicali e inoltre - mi viene da dire - precisa De Cataldo - Nicola ha uno spettacolo storico, nato un suo libro con lo stesso titolo, che si chiama La musica è pericolosa; siccome hanno sempre accusato Romanzo criminale di essere pericoloso, mi sembra un giusto incontro tra quelli, lui e me, che “fanno male”. Il Teatro del Maggio è inoltre il luogo d’elezione dove, come dice il sovrintendente Fuortes, da sempre “la tradizione del nuovo” è la sua cifra distintiva, dove la sperimentazione e le contaminazioni tra le arti hanno casa e dove un progetto simile, che può diventare altrettanto un apripista, come lo sono stati il libro prima e poi il film e le due serie, può dunque prendere corpo con concretezza e credibilità.”
Gli fa eco Nicola Piovani, il celebre musicista e compositore Premio Oscar, alla sua terza opera lirica: “Progettare una nuova opera musicale è un’idea appassionante e gioiosa, ma piena di molti interrogativi e di un po’ di paura. Considero il teatro musicale una delle forme d’arte più alte inventate nei secoli dagli uomini. L’incrocio fra poesia, canto e azione scenica, coniugato con i colori dell’orchestra, ha per me un fascino celestiale e febbrile insieme. Sono felice di aver accettato l’invito di Carlo Fuortes a lavorare nel glorioso Teatro del Maggio e mi fa oltremodo piacere che l’opera verrà anche rappresentata a Roma all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Una trama forte e un librettista di valore sono precondizioni perché si possa costruire un’opera musicale e, in questo caso, ci sono tutte e due: Giancarlo De Cataldo, oltre che un grande romanziere, è un conoscitore appassionato d’opera col quale mi sono inteso al volo. Intraprendiamo questo viaggio teatrale insieme con molto entusiasmo, e l’entusiasmo spesso aiuta. Romanzo criminale è il titolo di un grande libro e di un grande film. Provare a farlo diventare un’opera all’altezza non sarà facile: ma le scommesse difficili mi affascinano”.
L’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento nasce nel 1937 come Centro Nazionale di Studi sul Rinascimento e assume l’attuale denominazione nel 1942.
Con sede a Palazzo Strozzi, l’Istituto rappresenta uno dei più autorevoli centri internazionali dedicati allo studio dell’Umanesimo e del Rinascimento, distinguendosi per l’attività scientifica, editoriale e convegnistica.
Nel corso della sua storia è stato guidato da figure di primo piano della cultura italiana, da Giovanni Papini a Eugenio Garin e Cesare Vasoli; attualmente è presieduto dal Professore Michele Ciliberto, sotto la cui guida l’Istituto continua a promuovere ricerche e iniziative di rilievo internazionale.
A questo calendario si aggiunge l'appuntamento speciale previsto per il 30 ottobre:
Definire Antropolaroid non è semplice: ad oggi non c’è nulla di paragonabile al lavoro originalissimo di Granata.
Forse dovremmo chiamare in causa Charlie Chaplin, ma anche il teatro dei racconti e della terra sicula o semplicemente un lavoro sull’immaginazione, la musica, la memoria.
Uno spettacolo ad alta condensazione ed intelligenza teatrale nel quale ci sono, rielaborate con molta sensibilità, schegge di storia dello stesso interprete in scena, con quel titolo che fonde insieme la ricerca antropologica con lo scatto fotografico, la memoria trattenuta nell’immagine, racconto tramandato, vissuto profondamente.
Opera in tre atti, libretto di Nahum Tate dal quarto libro dell’Eneide di Virgilio
traduzione dell’inno omerico a Giunone in inglese antico a cura di Mattia Mantellato
Musica di Henry Purcell
Prima esecuzione mondiale (ipotesi di restauro della partitura e della drammaturgia originali del prologo a cura di Attilio Cremonesi e Francesco Bondì)
Prima rappresentazione documentata: Londra, Josias Priest’s Boarding-School at Chelsea, 1689 – Edizione a cura di Clifford Bartlett – Editore proprietario King’s Music
Personaggi e interpreti:
Dido Anna Caterina Antonacci,
Belinda Penelope Kendros
Seconda Donna Erica Zulikha Benato
La Maga Margherita Sala
Prima strega/Spirito Anita Montserrat
Seconda strega/Marinaio Valentina Coletti, Enea Enea Scala
Direttore Attilio Cremonesi
Regia, scene, costumi Francesco Bondì
Assistente scenografo Roberto Tusa
Lighting Designer Cristian Zucaro
Coreografia Sabrina Vicari
Ensemble Auser Musici
Coro Arché – Direttore del coro Marco Bargagna
Compagnia di danza Teatro di Pisa
Nuovo allestimento del Teatro Verdi di Pisa in coproduzione con il Teatro Goldoni di Livorno
Un passato intramontabile, tanto grande da appartenere al mito; una narrazione senza tempo dei tormenti del cuore umano resi magistralmente da uno dei più grandi compositori della storia della musica: è Didone ed Enea, di Herny Purcell, che ritorna Teatro Goldoni dopo quasi venti anni per celebrare l’incontro tra la tragedia virgiliana e il genio del Seicento inglese. Un gioiello musicale, capolavoro del barocco, un’opera breve ed intensa quanto deliziosa e raffinata che coniuga la l’abilità melodica del compositore e del suo librettista Nahum Tate per raccontare la nota vicenda del libro IV dell’Eneide di Virgilio ruotando attorno all’amore e all’abbandono di Didone, tra arie, cori e danze con grande equilibrio che suscitano profonde emozioni all’ascolto.
Gioco-spettacolo ambientato all’interno della Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti.
Alcuni soggetti femminili raffigurati nelle opere esposte “prendono vita” di fronte agli occhi del pubblico e le storie dei singoli quadri si intrecciano, creando una storia di mistero e passione che il pubblico dovrà ricostruire.
Un delitto efferato è stato commesso al museo e saranno gli stessi spettatori nei panni di giovani investigatori a risolvere un mistero del passato che riaffiorerà nel presente.
Visita-spettacolo in cui due guide inaffidabili raccontano vite d’artista attraverso fatti documentati, falsità plausibili e leggende, sfidando il pubblico a distinguere ciò che è vero da ciò che è falso, ma anche ciò che sappiamo da ciò che abbiamo imparato a raccontare.
Gli Uffizi custodiscono infatti alcune tra le opere più celebri della storia dell’arte, universalmente conosciute e riprodotte come le storie, più o meno reali, più o meno fantastiche, che gli sono state costruite attorno nel tempo.
Ma se torniamo ad osservare senza sovrastrutture, scopriamo che le opere rivelano dettagli che possono raccontare molto dell’artista o della propria epoca di appartenenza.
L’attività è pensata per sviluppare uno sguardo critico attorno ad alcune delle opere più conosciute (o anche del tutto sconosciute), partendo da quello che il visitatore vorrebbe sentirsi dire sugli eventuali fatti e aneddoti intorno all’opera e creando un gioco narrativo partecipato che conduce all’analisi attiva e spontanea dell’opera.
Partecipa attivamente alla vita della Cooperativa attraverso la tua sezione Soci. Inviaci una mail indicando la tua appartenza territoriale e l’area di tuo interesse. Ti aspettiamo!
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