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SEZIONE SOCI

Le Signe

Mappa sezione soci
Indirizzo
c/o coop.fi - via S. Maria Castagnolo, 5, LASTRA A SIGNA (Firenze)
Contatti
Telefono 0558749221
Email sez.lesigne@socicoop.it
Informazioni
Orari di apertura
dal lun. al ven 10-12/17-19; sab.mattina 10-12.
Progetti e iniziative in corso

La sezione soci aderisce al progetto Buon Fine, il recupero di prodotti buoni non più vendibili (per difetti nella confezione o perché vicini alla scadenza) donati ad associazioni di volontariato onlus per assistere gli indigenti.


Presso il punto soci Coop del Coop.fi di Lastra a Signa, è attivo un servizio di prestito e lettura libri gratuito aperto a tutti, in collaborazione con la Biblioteca comunale.
Il prestito libri, gratuito e gestito da volontari, è aperto da lunedì a venerdì, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18.

 

La sezione soci aderisce al Progetto Ausilio con il servizio spesa insieme (servizio gratuito di accompagnamento alla spesa rivolto ad anziani).
E’ svolto dai volontari della sezione in collaborazione con la Misericordia di San Mauro a Signa e Lastra a Signa.
Per informazioni rivolgersi alla sezione soci

Un progetto di Unicoop Firenze e Giallo Mare Minimal Teatro. Incontri per creare un gruppo di “spettatori consapevoli” per promuovere la partecipazione ed il coinvolgimento attivo del pubblico nella vita dei teatri toscani.
In collaborazione con Teatro delle Arti Teatro Cinema Lastra a Signa.
Per partecipare 3487999451

Il Consiglio della Sezione Soci Coop

Presidente
Guerrini Elisabetta
Consiglieri
Agostini Sergio, Bambi Sergio, Benvenuti Stefania, Berrettoni Luciani, Bertini Marco, Daddi Silvano, D'Amico Dario, Francesca Maria, Giordano Giuseppe Antonino, Momigli Giovanna, Morelli Fiorella (vicepresidente), Monco Sergio, Parrini Fabrizio, Polverosi Alessandro, Pratolini Maria Fiorella, Romanelli Cristina, Sacchi Adriana, Scarselli Maria Cristina, Scotellaro Gaetanina

Eventi territoriali

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Cultura
RICCARDO III
Dal 7 al 8 febbraio 2026
Firenze

RICCARDO III di William Shakespeare, adattamento Antonio Latella e Federico Bellini, traduzione Federico Bellini, regia Antonio Latella, con Vinicio Marchioni.

Il male è. Non è una forma, non è uno zoppo. Non è un gobbo. Il male è vita. Il male è natura. Il male è divinità. Il nostro intento è quello di provare ad andare oltre l’esteriorità del male cercando di percepirne l’incanto.

È chiaro che se il male stesso viene rappresentato attraverso un segno fisico il pubblico è portato ad accettarlo, vede la “mostruosità” e la giustifica. Anzi, prova empatia se non simpatia con e per il protagonista.

Ma è ancora accettabile questo “alibi di deformità” nel ventunesimo secolo? Probabilmente il Bardo ne aveva bisogno per giustificare al pubblico, in qualche modo, tutte le malefatte del protagonista.

Difatti utilizzò un corpo maschera, molto più vicino a un giullare di corte, al fool, la cui figura era spesso caricata di segni esteriori – come la gobba – che, nel tempo, hanno assunto significati ambivalenti: grotteschi ma anche propiziatori. Non è un caso che nella cultura popolare si corresse a toccare la gobba per buon auspicio.

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Cultura
Provincia Novecento, Arte a Empoli 1925-1960
Dal 21 novembre 2025 al 14 febbraio 2026
Firenze

Cento anni sono una distanza cronologica ideale per una ricognizione completa di quella stagione artistica mai indagata prima, che vide fiorire un gruppo di giovani pittori empolesi. La mostra nasce proprio con l’intento di raccontare le vicende di quella cerchia di artisti che, esattamente un secolo fa, iniziò a riunirsi in una piccola rimessa di attrezzi nell’orto dietro la casa di Mario Maestrelli, in via Tripoli. Mario e l’amico Virgilio Carmignani, adolescenti nel 1925, riuscirono a creare un gruppo di artisti che frequentava la “stanzina” di casa Maestrelli, rielaborando gli insegnamenti dell’Istituto d’Arte di Porta Romana a Firenze. Accanto a loro, pittori come Amleto Rossi, Ghino Baragatti, Loris Fucini e Sineo Gemignani, insieme a Piero Sedoni e Pietro Tognetti, contribuirono a formare una generazione che, tra fine anni Venti e decennio successivo, iniziò a farsi notare in ambito nazionale. La guerra segnò una cesura drammatica, influenzando profondamente le loro opere e le loro scelte personali, mentre il Dopoguerra aprì nuove strade artistiche, dal realismo sociale all’astrattismo, segnando l’evoluzione di una comunità creativa.

Oltre a dipinti e sculture, disegni, bozzetti e fotografie d’epoca raccontano un territorio vivace e curioso, dove la vita quotidiana si intrecciava all’arte, e la provincia diventava uno spazio di libertà. La mostra nasce dal desiderio di restituire quel legame emotivo e culturale tra artisti e città, per riscoprire la forza poetica e civile di un gruppo che attraversò il secolo con coerenza e passione.

In mostra opere di Mario Maestrelli, Virgilio Carmignani, Amleto Rossi, Ghino Baragatti, Loris Fucini, Sineo Gemignani, Renato e Nello Alessandrini, Enzo Faraoni, Piero Sedoni, Pietro Tognetti, Gino Terreni, Gigi Boni, Dante Vincelle e Cafiero Tuti.

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Cultura
Pagliacci/Cavalleria Rusticana
19 febbraio 2026
Firenze

Pagliacci

Pagliacci, opera in due atti con prologo, di Ruggero Leoncavallo, si colloca sulla fortunata scia di Cavalleria rusticana, che aveva aperto la strada al filone del teatro verista. Il libretto, approntato dallo stesso autore, è tratto da un argomento di cronaca nera, un delitto passionale realmente accaduto a Montalto Uffugo, il paese della Calabria dove viveva il compositore da giovane. Rappresentata al Teatro Dal Verme di Milano il 21 maggio 1892, sotto la bacchetta di Toscanini, l’opera raggiunse fama internazionale in brevissimo tempo. L’ambientazione popolare, dove i sentimenti violenti sono restituiti da una vocalità convulsa, fa da sfondo al dramma della gelosia di Canio, capocomico di una compagnia itinerante. Grazie al sottile espediente narrativo del teatro nel teatro, della vita reale che si consuma nella commedia recitata sulle scene, Leoncavallo potenzia la carica drammatica del soggetto. Il demone della gelosia che divora il protagonista, uomo infelice nella realtà e nella finzione, non può che condurlo alla catastrofe finale, con l’efferato omicidio della moglie adultera Nedda e del suo sfortunato amante.

Cavalleria rusticana

Al concorso indetto dall’editore Sonzogno nel 1888, per un’opera in un atto unico, si classifica al primo posto Cavalleria rusticana, lavoro di Pietro Mascagni, allora compositore ventenne di belle speranze. Fin dal suo debutto, al Teatro Costanzi di Roma il 17 maggio 1890, l’opera di Mascagni si guadagna un meritato e strepitoso successo, complici un soggetto di grande attualità, l’omonima novella di Giovanni Verga ridotta a libretto da Guido Menasci e Giovanni Targioni-Tozzetti, e una musica che, dalle arie dei protagonisti ai duetti, dal Preludio fino al celebre Intermezzo, è pervasa da una passionalità senza pari. Cavalleria rusticana è una storia di amori tormentati, passioni brucianti, gelosie e vendette che si conclude nel sangue nel giorno di Pasqua. Nel momento in cui la cristianità celebra il trionfo della vita sulla morte, per i protagonisti dell’opera non c’è posto per la redenzione o il perdono. Solo la giustizia sommaria, in punta di coltello, avrà il potere di vendicare l’onore perduto e l’onta del tradimento.

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Cultura
CERETTA_SPAGNOLO
24 febbraio 2026
Firenze

Atmosfere italiane, energia romantica e grandi emozioni: il concerto diretto da Diego Ceretta, direttore principale dell’ORT, è un vero viaggio musicale nell’Europa dell’Ottocento, tra nord e sud. Si parte con Schumann e le sue Ouverture, Scherzo e Finale op. 52, una musica piena di ritmo e carattere, dove ogni movimento ha un’identità forte ma contribuisce a un racconto unico e super coinvolgente.

Al centro del programma c’è il Concerto n. 2 per clarinetto di Carl Maria von Weber, uno dei brani più spettacolari del repertorio romantico: intenso, teatrale, ricco di melodie che restano in testa e passaggi tecnici da togliere il fiato. A interpretarlo è Kevin Spagnolo, uno dei clarinettisti più interessanti della scena internazionale, vincitore del Concorso di Ginevra e noto per uno stile fluido, elegante e pieno di energia.

A chiudere il concerto, due pezzi ispirati all’Italia: l’Ouverture in stile italiano di Schubert, leggera e brillante come un’opera buffa, e la celebre Sinfonia “Italiana” di Mendelssohn, nata dopo il suo viaggio nel nostro Paese. Una musica luminosa, ritmata e piena di colori, che sa davvero di sole e movimento.

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Cultura
LETTORI GIOVANI, LETTORI SMART! 
Dal 27 febbraio 2026 al 1 marzo 2026
Firenze

L’appuntamento dedicato ai libri, per chi li fa, li legge e li ama.

Dal 27 febbraio al 1° marzo, la Stazione Leopolda di Firenze ospita la quinta edizione di TESTO [Come si diventa un libro], evento dedicato all’editoria contemporanea e ai suoi protagonisti, organizzato da Pitti Immagine in collaborazione con Stazione Leopolda e ideato da Todo Modo.

Protagoniste 165 case editrici, con una selezione di titoli e novità da scoprire e acquistare, oltre 180 autrici e autori da tutto il mondo e quasi 200 appuntamenti in programma, tra anteprime, presentazioni, seminari, laboratori, panel, produzioni originali e collaborazioni. TESTO sarà ancora una volta l’occasione per osservare da vicino il grande e affascinante laboratorio dell’editoria, attraverso sette stazioni – Il manoscritto, Il risvolto, La traduzione, Il segno, Il racconto, La libreria, Il lettore – che raccontano dal di dentro come si diventa un libroTema della quinta edizione è ESTRO, sinonimo di creatività, di vivacità intellettuale, di irrequietezza interiore, dal greco oîstros, “tafano”, e proprio un tafano è il tema grafico di TESTO 2026.

 

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Cultura
TJEKNAVORIAN_FLIEDL
19 marzo 2026
Firenze

 Un programma che mescola atmosfere intense, eleganza classica e l’energia inconfondibile di Beethoven. Sul podio c’è Emmanuel Tjeknavorian, direttore austriaco classe 1995: nato come violinista, oggi è anche Direttore Musicale dell’Orchestra Sinfonica di Milano. Il suo stile? Gesto deciso, idee chiare e una grande capacità di raccontare la musica.

Il concerto si apre con La morte di Mélisande di Jean Sibelius, una pagina breve ma potentissima, tratta dalla suite ispirata al dramma simbolista di Maeterlinck. È una musica sospesa, delicata e malinconica, che in pochi minuti crea un’atmosfera intensa e carica di emozione.

Si prosegue con il Concerto n. 2 per violoncello di Franz Joseph Haydn, scritto alla fine del Settecento: un brano elegante e brillante, dove tecnica e leggerezza dialogano in modo naturale. A interpretarlo è Jeremias Fliedl, giovane violoncellista austriaco, apprezzato per il suono curato, il fraseggio espressivo e una musicalità autentica.

A chiudere, la Sinfonia n. 4 di Beethoven, composta nel 1806 tra la Terza e la Quinta. Meno drammatica rispetto ad altre sue sinfonie, ma piena di energia, equilibrio e intelligenza compositiva: una musica luminosa, compatta e sorprendentemente trascinante. .

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