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Il mondo di domani inizia da quello che facciamo oggi.
Presso lo spazio soci della Coop.fi di Certaldo (viale Matteotti) è presente un punto prestito libri gratuito gestito da volontari con la Biblioteca Comunale Bruno Ciari.
«Ho visto Wozzeck in scena, prima della guerra, e ne ho ricavato una così incredibile impressione che mi sono deciso di metterlo immediatamente in musica». Così scriveva Alban Berg all’amico e collega Anton Webern nel 1918, epoca in cui il suo nome era conosciuto solo nella ristretta cerchia degli allievi di Schoenberg. La fama e l’affermazione internazionale arriveranno qualche anno dopo e proprio grazie a Wozzeck, opera ispirata all’omonimo romanzo di Georg Büchner, che diventerà ben presto un’opera simbolo del primo Novecento nonché emblema del teatro espressionista. Nel testo di Büchner Alban Berg aveva infatti individuato temi particolarmente cari alla poetica espressionista quali l’incubo, l’alienazione mentale, l’omicidio brutale. L’opera in tre atti e quindici quadri debuttò alla Staatsoper di Berlino il 14 dicembre del 1925 riscuotendo notevole successo. Berg concepì l’opera come un sistema di forme chiuse dove ogni scena di ogni atto rimanda a una struttura formale della tradizione strumentale occidentale come la suite, la rapsodia, la marcia, la passacaglia, per citarne solo alcune, riviste attraverso una scrittura orchestrale livida e angosciata. Sul versante della vocalità, spicca il canto quasi parlato in Sprechgesang di Wozzeck, che rinunciando a ogni artificio melodico sottolinea la dolente umanità del protagonista.
Allestimento della Royal Opera House, Covent Garden
L’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento nasce nel 1937 come Centro Nazionale di Studi sul Rinascimento e assume l’attuale denominazione nel 1942.
Con sede a Palazzo Strozzi, l’Istituto rappresenta uno dei più autorevoli centri internazionali dedicati allo studio dell’Umanesimo e del Rinascimento, distinguendosi per l’attività scientifica, editoriale e convegnistica.
Nel corso della sua storia è stato guidato da figure di primo piano della cultura italiana, da Giovanni Papini a Eugenio Garin e Cesare Vasoli; attualmente è presieduto dal Professore Michele Ciliberto, sotto la cui guida l’Istituto continua a promuovere ricerche e iniziative di rilievo internazionale.
11 settembre ore 17:30:
Storia della tolleranza e della religione naturale nel Rinascimento: Un percorso tra i materiali bibliografici e iconografici per approfondire il tema della tolleranza religiosa, del dialogo interculturale e della spiritualità filosofica tra Quattrocento e Cinquecento.
30 settembre ore 17:30:
Il pensiero politico e la rappresentazione della guerra nel Rinasci-mento:Attraverso fonti e documenti si esploreranno le riflessioni sulla guerra, la violenza e il potere nella civiltà rinascimentale, con riferimenti a Machiavelli, Guicciardini ed Erasmo.
L’arte orafa è un mestiere che ancora oggi viene tramandato all’interno delle famiglie, che conservano con cura l’esperienza del passato, coniugandola con disegni moderni e dettagli unici nel loro genere.
Vertigo, fondata da Alessio Giustini e Beatrice Piccioli nel 2000, è una boutique di creazione di gioielli focalizzata sulla sperimentazione nuovi stili e tendenze e sulla continua ricerca di nuovi materiali e nuove forme.
Scopriremo la tecnica del traforo fiorentino e le fasi di realizzazione di un gioiello esclusivo.
Nelle botteghe orafe di Firenze, ancora oggi si custodiscono tecniche antiche: gesti pazienti, dettagli quasi invisibili e ore di lavoro silenzioso che trasformano il metallo in forme misurate.
Lo Stile Orafo Fiorentino è una tradizione viva, che continua ad affascinare chi cerca autenticità, maestria e una bellezza capace di attraversare il tempo.
Vannini Gioielli dal 1960 crea gioielli su misura che uniscono tradizione artigianale e design contemporaneo, pensati per accompagnarti nel tempo.
Scopriremo come l’arte e la storia incontrano l’innovazione, per dar vita anche a riproduzioni di gioielli storici, testimoni di un’arte intramontabile.
Il Giardino di Boboli, un luogo che da secoli sembra saperne qualcosa d’amore, forse persino troppo.
Tra statue, giochi bucolici, angoli nascosti e divinità che osservano silenziosamente, Venere e Amore accompagneranno il pubblico in un percorso tra le molte trasformazioni del sentimento umano: desideri taciuti, sguardi che dicono più delle parole, esitazioni, avvicinamenti e quella sottile paura che lasciarsi andare possa cambiare, per sempre, l’equilibrio di un legame.
Un’esperienza immersiva tra amore, desiderio e fragilità, in cui il giardino diventa metafora delle relazioni umane: un luogo fatto di sentieri, deviazioni, incontri e smarrimenti.
Perché in amore, come al Giardino di Boboli, a volte per ritrovarsi bisogna prima avere il coraggio di perdersi.
Fondata a Firenze nel 2002 da tre artigiani con percorsi differenti, Extro unisce competenze che spaziano dall’oreficeria al design.
Nel laboratorio della Casa Artigiana dell’Orafo, a pochi passi dal Ponte Vecchio, tradizione e sensibilità contemporanea dialogano nella realizzazione dei manufatti.
Scopriremo come per Extro lo Stile Orafo Fiorentino rappresenti un ponte tra epoche diverse: da un lato il patrimonio tecnico e culturale nato nel Rinascimento, dall’altro la sensibilità progettuale contemporanea.
Centauri è una bottega orafa nel centro storico di Firenze, vicino al Lungarno, dove laboratorio e vendita convivono in continuità con la tradizione artigianale della città e con una competenza maturata nel tempo.
Scopriremo la loro produzione che si colloca nel solco delle tecniche dell’oreficeria fiorentina, con particolare attenzione alla qualità dei processi, alla selezione delle materie prime e alla lavorazione manuale della superficie.
In questo contesto, Centauri si inserisce nella continuità dello Stile Orafo Fiorentino come espressione di una competenza radicata nel contesto storico e produttivo della città.
Gioco-spettacolo ambientato all’interno della Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti.
Alcuni soggetti femminili raffigurati nelle opere esposte “prendono vita” di fronte agli occhi del pubblico e le storie dei singoli quadri si intrecciano, creando una storia di mistero e passione che il pubblico dovrà ricostruire.
Un delitto efferato è stato commesso al museo e saranno gli stessi spettatori nei panni di giovani investigatori a risolvere un mistero del passato che riaffiorerà nel presente.
Visita-spettacolo in cui due guide inaffidabili raccontano vite d’artista attraverso fatti documentati, falsità plausibili e leggende, sfidando il pubblico a distinguere ciò che è vero da ciò che è falso, ma anche ciò che sappiamo da ciò che abbiamo imparato a raccontare.
Gli Uffizi custodiscono infatti alcune tra le opere più celebri della storia dell’arte, universalmente conosciute e riprodotte come le storie, più o meno reali, più o meno fantastiche, che gli sono state costruite attorno nel tempo.
Ma se torniamo ad osservare senza sovrastrutture, scopriamo che le opere rivelano dettagli che possono raccontare molto dell’artista o della propria epoca di appartenenza.
L’attività è pensata per sviluppare uno sguardo critico attorno ad alcune delle opere più conosciute (o anche del tutto sconosciute), partendo da quello che il visitatore vorrebbe sentirsi dire sugli eventuali fatti e aneddoti intorno all’opera e creando un gioco narrativo partecipato che conduce all’analisi attiva e spontanea dell’opera.
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