Laureata in filosofia nel 1986 presso l'Università di Firenze. Ha lavorato presso riviste di settore ed ha collaborato con l'Informatore Coop Unicoop Firenze con articoli, correzione di bozze, editing e redazione televideo. Ha formazione "nell'area dell'intercultura e della facilitazione delle interazioni comunitarie", ha frequentato il Laboratorio di comunicazione e avvio al giornalismo per adulti italiani e stranieri", organizzato dall'agenzia Eform e dalla rivista Testimonianze. Insegna in corsi per stranieri Lingua e Cultura italiana. È tornata a collaborare con Unicoop Firenze per redazione pubblicazioni, correzione bozze e editing, e per la produzione di comunicazione (cartacea e web) dell'iniziativa Il dì di festa.    

Cartolina storica di San Casciano da www.gazzettinodelchianti.it

Nei verbali delle Assemblee della Società operaia di San Casciano, custoditi nell’archivio storico di Unicoop Firenze, si trova la storia di un orfanatrofio che non fu mai costruito. Le citazioni sono in corsivo.

Nell’agosto del 1889 il Consiglio della Società operaia di San Casciano riceve una lettera dal Prof.Ermenegildo Francolini. Nella lettera, mentre con una facilità di parola non comune si fanno gli elogi di questo Sodalizio verso il quale e verso il Paese si esternano sincere dimostrazioni di affetto e di simpatia, si esprimono voti che la Società nostra possa in tempo non lontano farsi iniziatrice per fondare un ricovero di educazione ed istruzione per gli orfani del comune di Sancasciano.

Il Prof. Ermenegildo Francolini era una personalità: ingegnere e professore di meccanica, algebra e trigonometria, nel 1847 aveva pubblicato “Memorie di Sancasciano in Val di Pesa”, e nel 1866 “Trattato elementare di trigonometria piana e sue applicazioni”. All’epoca della lettera alla Società operaia doveva essere quindi piuttosto anziano, considerando che la Gazzetta Ufficiale dell’8 novembre del 1869 lo menziona per essere stato collocato a riposo dietro sua domanda dal R.Liceo di Pistoia.

Terminata la lettura che ha incontrato il plauso generale, il socio Zecchi Mario propone che l’assemblea emetta un voto di lode e di ringraziamento al Prof Francolini. Il Revisore dei conti Chiti Rag. Faustino mentre si associa alla proposta Zecchi ritiene utile far presente come, ricevuto il gentile omaggio (un opuscolo dedicato agli operai dell’Associazione di San Casciano, n.d.r.) esternò all’Autore le sue congratulazioni e profittando delle amorevoli cure e della benevolenza addimostrate alla Società nostra ed al Paese espresse voti ardentissimi perché l’idea veramente nobile della fondazione di un ricovero per gli orfani potesse sollecitamente esser tradotta in atto mercé la valida collaborazione di colui che l’ha concepita e rivolge premura per la pubblicazione del progetto edilizio. Soggiunge che il predetto Sig. Prof. Francolini con lettera di cui dà lettura, conferma che, per quanto riflette la fondazione del ricovero, non mancherà il suo appoggio, sempre che non venga meno quello dei compaesani.

Insomma, la questione del finanziamento dell’opera è sotto gli occhi di tutti da subito, visto che il Professore si è dichiarato disponibile a contribuire ma solo dopo l’impegno di altri soggetti.

E così si delibera, fra le altre cose, di incaricare il Consiglio Direttivo, previ gli opportuni concerti col Prelodato Sig. Proponente Francolini, di fare gli studi opportuni affinché l’idea possa essere concretata e, quanto prima fia possibile, tradotta in atto l’umanitaria istituzione. C’è grande entusiasmo e la mozione viene approvata per acclamazione da tutti gli intervenuti, i quali spontaneamente, scuprendosi il capo, si sono alzati in piedi.

Nel verbale del 3 agosto 1891 si legge una lettera del Professore in cui racconta che, nei due incontri avuti col Presidente, è emerso che non c’era alcuna intenzione di raccogliere fondi per l’orfanatrofio senza aver prima stilato un programma. Sottolinea che, una volta inviata la minuta del programma, il 29 agosto 1890, la proposta non è ancora stata discussa e che comincia a credere il ritardo dipenda da consiglieri sfavorevoli (…) con pregiudizio del pubblico bene.

Un socio osserva che fra i presenti non tutti conoscono l’argomento. Quindi si riassume tutte la storia che viene messa a verbale. Si viene così a sapere che il Consiglio, tramite ii Presidente, aveva chiesto al Professore per due volte di far note le sue intenzioni ed eccitarlo, conforme i desideri espressi dal Sodalizio, a sottoscrivere per il primo un’offerta, ma che la prima volta il Francolini aveva risposto che aveva bisogno di approfondire il progetto e la seconda, il 1° settembre 1889, manifestò il desiderio di differire al gennaio successivo l’esecuzione del progetto. In seguito alle ulteriori sollecitazioni del Consiglio, nell’ottobre successivo, il Professore proponeva di incaricare 2 o 3 soci di compilare il programma. Si racconta poi come, in occasione dell’assemblea del 2 agosto 1890, il Professore avesse fatto pervenire una proposta contenente le condizioni da sottoporre ai generosi, ossia ai sottoscrittori, minacciando di dimettersi da socio onorario se non fosse stata discussa. Tale programma però non venne discusso perché il Consiglio non lo vide accompagnato dall’offerta del Prof. Francolini.

Finito il resoconto, viene aperta la discussione, di cui nel verbale però non c'è traccia.

Così finisce la storia: Il Socio Ettore Zei, domandata ed ottenuta la parola, propone l’ordine del giorno puro e semplice, ritendendo di essere di difficilissima attuazione il progetto che richiede capitali non indifferenti, mentre manca perfino la prima offerta ed il numero di quelli da ricoverarsi sarà limitatissimo. E l’assemblea approva all’unanimità per alzata e seduta.

Insomma, l’ordine del giorno è chiaro, l’orfanatrofio non si farà e, d’altra parte, servirebbe a pochi…

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