Laureata in filosofia nel 1986 presso l'Università di Firenze. Ha lavorato presso riviste di settore ed ha collaborato con l'Informatore Coop Unicoop Firenze con articoli, correzione di bozze, editing e redazione televideo. Ha formazione "nell'area dell'intercultura e della facilitazione delle interazioni comunitarie", ha frequentato il Laboratorio di comunicazione e avvio al giornalismo per adulti italiani e stranieri", organizzato dall'agenzia Eform e dalla rivista Testimonianze. Insegna in corsi per stranieri Lingua e Cultura italiana. È tornata a collaborare con Unicoop Firenze per redazione pubblicazioni, correzione bozze e editing, e per la produzione di comunicazione (cartacea e web) dell'iniziativa Il dì di festa.    

La copertina degli atti del convegno disegnata da Walter Sardonini e il frontespizio delle tavole di Sergio Staino

Velocità, lentezza, tempo: paradigmi attraverso cui si mostrano le modalità di relazione sociale e i protocolli di comunicazione culturale. In una società che si appresta al trapasso del secolo e di millennio, pervasa da un acuto malessere dovuto anche alla gestione dei propri tempi (di lavoro, di comunicazione, di movimento), il confronto con questi concetti appare attuale e urgente.

Questi i temi del convegno organizzato da Unicoop Firenze “L’universo ha tempo da perdere, immagini della lentezza, paradossi della velocità” tenutosi a Firenze il 9 e il 10 marzo 1995 presso l’Istituto degli Innocenti, sintetizzati dai curatori degli atti del convegno Vinicio Ongini, Domenico Bartolini e Riccardo Pontegobbi.

La pubblicazione degli atti, con la collaborazione del Comune di Campi Bisenzio, è stata una scelta felice, perché ha consentito di conservare interventi di taglio storico, sociologico, scientifico pedagogico preziosi e di grande interesse.

A quel convegno infatti parteciparono personaggi che hanno fatto la storia del pensiero del 900, anticipando tematiche che sarebbero diventate di drammatica attualità nel secolo successivo. L’intervento di Pietro Ingrao –presentatosi in questa sede in qualità di poeta - si intitolava “C’è un posto per i lenti? I pensieri di un acchiappanuvole”, mentre quello di Mons. Vincenzo Savio “Lentezza e ascolto nella preghiera. Alla ricerca della comunicazione tra l’uomo e l’assoluto”; Margherita Hack ci parlava di “Tempi umani e tempi astronomici. Ritmi evolutivi dell’universo”; Sandro Ruotolo de “I piccioni dell’Universo e le ali di internet”; Francesco Tonucci si chiedeva “Chi ha ancora voglia di perdere tempo con i bambini? Appunti per una pedagogia della lentezza”.

Ma tanti altri erano i relatori del convegno, durante il quale Sergio Staino realizzava le sue tavole di disegni a commento.

In chiusura la poesia sul tempo di Pietro Ingrao, contenuta nel suo intervento:

anche se ora non c’è tempo, e gli orologi gentilmente
ci sorprendono ogni secondo, ci scoperchiano
acquattati, ci agguantano

Le nostre storie