Presidente del consiglio di sorveglianza dell'Unicoop Firenze

Da Un’altra vita è possibile. Quando i valori dell’uomo condizionano le leggi del profitto, intervista di Turiddo Campaini con Pietro Jozzelli, B.C.Dalai editore, 2010

L’accezione comune considera i principi e i comportamenti etici come un ostacolo ad una visione che si fonda sulla crescita infinita dei consumi. Sono convinto del contrario.

Anche accadimenti recenti insegnano che nel condurre una attività imprenditoriale, il rischio sempre presente è proprio quello di smarrire l’etica per seguire senza i dovuti scrupoli il profitto e la crescita del valore. È un rischio sempre incombente. Per noi, cooperativa di consumatori, il rischio è di smarrire lo stesso motivo di esistenza dell’organizzazione.

Facendo questa riflessione sulla crisi, siamo tornati a vivere l’evoluzione e la storia delle nostre cooperative. In questo esercizio, da tempo Unicoop Firenze sta riallacciandosi alle sue origini.

Queste cooperative sono nate con gli spacci ed i piccoli negozi, con la pretesa di fare qualcosa anche per il tempo o la crescita culturale dei soci. Nelle cooperative di mezzo secolo fa, si organizzavano gite sociali o attività sportive per i ragazzi dei soci, si costruivano biblioteche, si premiavano gli studenti migliori, il socio veniva visto non solo come uno che va a fare la spesa una o più volte alla settimana ma anche come una persona che, se aiutata, può migliorare la propria vita.

Come si può, con i dovuti aggiornamenti, riprendere quel percorso? È partendo da riflessioni di questo tipo che da anni ci impegniamo in un grande progetto di solidarietà «Il cuore si scioglie» che quest’anno (2010) abbiamo fatto diventare una fondazione. L’impegno forte sul piano solidaristico è uno dei versanti che riteniamo utili per rafforzare l’anima sociale della cooperativa.

Cerchiamo di coinvolgere attivamente anche tutti quelli che operano nella nostra attività caratteristica, cioè tutti i lavoratori e tutti i dirigenti nonché le migliaia dei soci attivi nelle sezioni, abbiamo creato per così dire un mondo più vasto che ha portato alla collaborazione stretta con persone che operano nel campo del volontariato. Ecco, anche questo è un taglio particolare, cooperativo: solidarietà che non vuol dire solo beneficienza.

La beneficienza è positiva ma ha precisi limiti: noi ci proponiamo di aiutare le popolazioni e i bambini del Terzo mondo o quanti vivono in situazioni disperate in Italia. Ma un secondo obiettivo non secondario è sviluppare qui, nella nostra realtà, il senso di solidarietà, vogliamo dare un contributo per preservare e consolidare la coesione sociale che già esiste ma che bisogna non perdere, vogliamo estendere questa consapevolezza anche nelle generazioni più giovani.

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