954 Empoli assemblea-sociale, Archivio Unicoop Firenze

A quindici anni dalla fondazione della Cooperativa del Popolo di Empoli, sotto la presidenza di Duilio Susini, la relazione del Consiglio di Amministrazione sul bilancio d’esercizio 1959, diventa l’occasione per celebrare l’importante anniversario. Il brano che segue, tratto dai verbali custoditi nell’Archivio storico di Unicoop Firenze, è interessante perché ci parla della fatica del dopoguerra attraverso la testimonianza di chi c’era. Ma anche delle speranze di giustizia e di pace che si nutrivano all’alba degli anni ’60 del Novecento.

Cooperativa del popolo Empoli
Relazione del Consiglio d’Amministrazione all’Assemblea dei soci
(…) Prima di addentrarsi nei problemi inerenti l’esercizio 1959, in questo 15° anniversario della fondazione della Cooperativa del Popolo, riteniamo doveroso da parte nostra, ricordare anche se brevemente il cammino fino a qui percorso dal nostro sodalizio.

Molti voi qui presenti, che avete seguito l’attività della Cooperativa fin dal suo lontano sorgere (anno 1944) avete potuto vedere il costante sviluppo della nostra società, sia dal punto di vista strutturale che da quello economico, sociale e mutualistico.

Sono stati 15 anni di lavoro intenso, di preoccupazioni e perché no anche di affanni. I primi dieci anni possiamo dirli addirittura duri. Sono stati quelli in cui la Cooperativa si è formata le basi per divenire una grande azienda. (…) Infatti mentre nel 1944 la Cooperativa iniziava la sua attività con l’apertura di un solo spaccio in Empoli Via L. Da Vinci, in soli 10 anni, nel 1954 si trovava ad averne ben 48 con una gamma merceologica notevole. Generi alimentari e affini, ortofrutticoli casalinghi, macellerie, tessuti, attrezzi e prodotti per l’agricoltura.

Questo veloce sviluppo aziendale, mise la cooperativa nella necessità inderogabile di porsi strutturalmente all’altezza dei compiti che la nuova situazione esigeva. Da qui l’urgenza della costruzione dei nuovi magazzini generali, della cantina, dei forni da panificazione ecc. (…)

Contemporaneamente all’acquisto dell’area dove ha sede la nostra cooperativa (…) si dovette risolvere i molteplici problemi derivanti dall’incorporazione di un folto gruppo di Cooperative, la maggioranza delle quali avevano problemi economico finanziarie difficili. (…)

La Cooperativa (…) ha superato il momento più difficile principalmente per l’attaccamento di tutti i soci e consumatori (…). Essi risposero in gran numero, all’appello del Consiglio d’Amministrazione di allora, e portarono e tutt’ora continuano a portare i loro risparmi alla Cooperativa (…)

Anche il personale dipendente dette il suo contributo, sia rinunciando in quel periodo alle tabelle salariali, sia rilasciando a titolo di prestito una parte del proprio salario. (…)

In questo 15° anno è doveroso da parte nostra ringraziare a nome di nostri 9000 soci, tutti coloro che in quel periodo diedero il loro aiuto morale e materiale per la creazione della cooperativa.

In quel tempo, è bene ricordarlo, quando maggiormente avevamo bisogno del credito bancario, non si aprivano per noi o per il movimento Cooperativo in generale le porte delle banche. Oggi invece che possiamo anche farne a meno, si fanno molto generosi e ci invitano a farsi loro clienti. E’ la solita pratica bancaria; si offrono i soldi a chi ne ha meno bisogno e si lasciano morire soffocate quelle aziende che potrebbero rifiorire solo se gli venisse dato un po’ d’aiuto e di respiro.

In quello stesso periodo ferveva, oltre tutto, più o meno sorda una campagna contro il movimento cooperativo (…). Chi non ricorda i manifesti che invitavano la popolazione a non servirsi ai nostri spacci? E le ancora più dure circolari del ministro Scelba (…).

Fu lo stesso periodo se ricordate degli sfratti delle Case del Popolo, e gli ingiustificabili aggravi fiscali (…) a tutto danno della politica calmieratrice che le cooperative conducono (…).

Siamo molto lieti che il 15° anniversario della fondazione (…) cada in un nuovo clima politico, nel quale ci auguriamo sia messa al bando per sempre, la discriminazione, e regni per sempre la concordia e la pace. (…) Noi salutiamo tutte le iniziative, che mirano allo scopo di raggiungere la pace in tutto il mondo (…).

Plaudiamo perciò al viaggio che il Presidente On. Gronchi, ha effettuato nella Unione Sovietica, ai contatti diretti che ha avuto con il suo popolo e i suoi dirigenti, allo scopo di creare le basi per una pacifica coesistenza internazionale fra tutti i popoli, indipendentemente dalle fedi politiche e religiose di ognuno.

1949 Verbale del CdA della Cooperativa del Popolo di Empoli: nomina di D.Susini

 

Anni 50, Empoli, assemblea sociale, il presidente Susini

 

1958 Empoli, assemblea soci Via della Repubblica

Le nostre storie