Nei documenti conservati nell’Archivio storico di Unicoop Firenze, si possono leggere interessanti prese di posizione da parte della dirigenza della Cooperativa a Empoli, che danno un’idea di che cosa si muovesse in generale nell’ambito del movimento cooperativo di quel periodo.

Unicoop Empoli Soc. Coop. di consumo a r.l.
Bozza di relazione per l’assemblea generale dei soci anno 1970, Gestione 1969
L’anno 1969 si è svolto in una situazione di preoccupazione e di lotte in seguito al continuo aumento del costo della vita. Le condizioni economiche del nostro Paese hanno determinato uno stato di tensione che ha visto i lavoratori uniti in grandi battaglie per la difesa del potere d’acquisto e per la conquista di migliori condizioni economiche e sociali.
Al rialzo dei prezzi oltre alle vicende italiane (…) non è mancato una spinta inflazionistica internazionale, prima fra tutte, la politica economica americana che ha esportato in Europa ed in tutta l’area del dollaro l’inflazione causata nel loro paese dalla guerra nel Viet-Nam (…).
Dobbiamo arginare questa offensiva che vuole far tornare indietro i lavoratori ed annullare le vittorie ottenute attraverso un’esaltante lotta sindacale che partendo dalla battaglia per la pensione si è andata articolando nei rinnovi contrattuali collettivi, nelle nuove condizioni di lavoro all’interno della fabbrica e che investe, con una nuova visione unitaria del movimento sindacale tutta una lotta per la riforma delle strutture economiche e sociali del nostro paese. (…)
Noi dell’UNICOOP abbiamo seguito le recenti battaglie dei lavoratori e vi abbiamo partecipato sia direttamente sia con la nostra solidarietà materiale. Infatti oltre 1.500.000 lire sono state devolute per la lunga lotta dei metalmeccanici e per l’occupazione della Vittadello, della Bellini e della Columbus, mentre una grande manifestazione di cooperatori svoltasi a Roma, convocata dalla Lega alla insegna della lotta per una nuova politica della casa, del carovita (…) è indice di una coscienza nuova (…) di lotta anche fra le grandi masse del consumatore. (…)
Per questo diciamo che il nostro movimento ha un carattere politico e sociale per la trasformazione della società, e fa parte di una azione di contestazione ad un sistema in cui il capitalismo privato impone le sue leggi economiche nel paese a tutto danno della stragrande maggioranza dei cittadini rappresentata dai lavoratori e dal ceto medio che traggono solamente dal frutto del loro lavoro gli elementi necessari alla loro essitenza.

Empoli 12/11/1969 AI MEMBRI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE AI SINDACI REVISORI
(…) Nostro compito è l’esaltazione della figura del socio tenendo vivo il Suo interesse con continue iniziative economiche, ricreative culturali, mediante frequenti riunioni, assemblee, dibattiti (…) Occorre inoltre politicizzare la nostra base sociale (…)
Altro problema da affrontare è l’allargamento del nostro corpo sociale attingendo particolarmente alle leve giovanili.

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