Laureata in filosofia nel 1986 presso l'Università di Firenze. Ha lavorato presso riviste di settore ed ha collaborato con l'Informatore Coop Unicoop Firenze con articoli, correzione di bozze, editing e redazione televideo. Ha formazione "nell'area dell'intercultura e della facilitazione delle interazioni comunitarie", ha frequentato il Laboratorio di comunicazione e avvio al giornalismo per adulti italiani e stranieri", organizzato dall'agenzia Eform e dalla rivista Testimonianze. Insegna in corsi per stranieri Lingua e Cultura italiana. È tornata a collaborare con Unicoop Firenze per redazione pubblicazioni, correzione bozze e editing, e per la produzione di comunicazione (cartacea e web) dell'iniziativa Il dì di festa.    

Notiziario della Cooperativa di consumo fra ferrovieri di Firenze: maggio 1956 (a sn), marzo 1957 la mimosa negli spacci

Nel numero di dicembre del 1950 del Notiziario della Cooperativa di consumo fra ferrovieri di Firenze si inaugura la Rubrica delle massaie che, essendo deputate alla spesa quotidiana e a far quadrare i conti, senza peli sulla lingua dicano pregi e difetti di ciò che tutti i giorni hanno sott’occhio.

Nei numeri successivi la voce delle donne non si sente granché, così nel maggio del 1956 viene inaugurata la pagina Riservato alle donne per instaurare un colloquio con Voi egregie signore, consorti figlie o parenti dei nostri soci (…). Si chiedono cosi, di nuovo, consigli e critiche, anche se le donne non sono giuridicamente appartenenti al Corpo Sociale. La pagina contiene anche I consigli dell’arredatrice e L’angolo della moda.

In questa situazione venata di tale bonario paternalismo, le massaie tuttavia riescono a prendere l’iniziativa alla grande. Quando, il 16 e il 17 novembre 1957 si riunisce a Milano l’Assemblea delle massaie, con l’approvazione della Carta della massaia, appare evidente che le donne non solo soltanto massaie, ma hanno molto da dire alla cooperazione e ai politici.

Nella Carta si chiedono alla cooperazione qualità e giusto prezzo dei prodotti, l’estensione della vendita anche ai prodotti non alimentari, l’adozione di forme di vendita moderne anche nelle campagne per poter abbassare i prezzi, l’istituzione di servizi di propaganda, di consulenza e di controllo tecnico scientifico (…) per le massaie, chiedono lavanderie e stirerie collettive, corsi di cultura, nidi, asili, doposcuola e colonie.

Agli enti pubblici chiedono l’allargamento del C.I.P. ai rappresentanti dei consumatori e delle cooperative, la riforma dei mercati generali in senso non corporativo, l’abolizione delle imposte dirette che gravano sui consumi fondamentali e la riforma del sistema tributario, il potenziamento dei servizi pubblici, l’istituzione di assessorati femminili negli enti locali. Infine chiedono che lo stato assicuri al Movimento cooperativo i crediti e i finanziamenti indispensabili.

Nelle pagine del Notiziario dei Ferrovieri del numero di dicembre del 1957 si fa un’analisi delle richieste, sottolineando quelle a cui si sta già dando risposta, ci si meraviglia della richiesta di servizi di educazione e consulenza, ci si prende l’impegno di fare il possibile per assecondarle. Per le questioni più generali si demanda agli organi del Movimento Cooperativo nazionale e al governo.

Ma, come sappiamo, tutta questa competenza, lucidità di analisi e cultura delle donne rimangono ampiamente sottoutilizzate nella società di quegli anni. Solo di quegli anni?

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