Laureata in filosofia nel 1986 presso l'Università di Firenze. Ha lavorato presso riviste di settore ed ha collaborato con l'Informatore Coop Unicoop Firenze con articoli, correzione di bozze, editing e redazione televideo. Ha formazione "nell'area dell'intercultura e della facilitazione delle interazioni comunitarie", ha frequentato il Laboratorio di comunicazione e avvio al giornalismo per adulti italiani e stranieri", organizzato dall'agenzia Eform e dalla rivista Testimonianze. Insegna in corsi per stranieri Lingua e Cultura italiana. È tornata a collaborare con Unicoop Firenze per redazione pubblicazioni, correzione bozze e editing, e per la produzione di comunicazione (cartacea e web) dell'iniziativa Il dì di festa.    

Nell’archivio storico di Unicoop Firenze sono custoditi i verbali della Cooperativa di Marti, in provincia di Pisa. E’ un esempio di sodalizio moderato, in cui i principi di solidarietà sono sottintesi e mai enfatizzati, in cui i soci si autodefiniscono azionisti. Ecco un po’ di cronologia degli esordi.

20 marzo 1905 Prima assemblea e prima pagina dei verbali. La data, 20, appare cancellata e riscritta, chissà perché. L’ordine del giorno è l’elezione a mezzo di schede segrete del Presidente effettivo della Società cooperativa e di tutte le cariche in ordine allo statuto approvato nella seduta del 26 marzo 1905.

10 luglio 1905 Adunanza del Consiglio Direttivo. (…) veduto che la farina di grano convertita in pane non da quel prodotto che dovrebbe dare (…) il Consiglio delibera di nominare una commissione per l’acquisto del grano. È l’esordio del problema della qualità del pane. Il 20 di luglio il Consiglio rifiuta un aumento di stipendio al fornaio…

13 agosto 1905 Adunanza del Consiglio Direttivo. Poiché un vagone di semola e semolino avariato è fermo, per errore, alla stazione di La Rotta, il Consiglio delibera di accettare la merce, ma di fare una formale protesta contro il fornitore e l’Amministrazione delle Ferrovie. Delibera inoltre di mandare una circolare agli abitanti di Marti e zone limitrofe perché si servano più spesso allo spaccio cooperativo. Il 31 agosto viene nominato un nuovo fornaio. Il 10 di settembre Il Presidente riferisce agli intervenuti che il panettiere fornaio Fortunato Ceccarelli fa continue lagnanze per avere un locale adatto alla manipolazione del pane essendo il presente locale esposto a tramontana e ristretto (…). Il consiglio delibera all’unanimità di chiedere al proprietario del locale di cui la cooperativa è affittuaria, le modifiche necessarie. Riguardo alla farina avariata giacente alla stazione della Rotta, la responsabilità è dell’amministrazione ferroviaria per averla ammassata in un vagone dove penetrò la pioggia, con un danno di £ 70, per cui il Consiglio chiede di avviare le pratiche per il risarcimento.

11 maggio 1906 Adunanza generale. (…) Il Presidente comunica che il 13 maggio prossimo essendo il primo anniversario della costituzione della società sarebbe bene festeggiarlo sia con un banchetto sia con una conferenza (…). È giusto festeggiare in pompa magna, nonostante le difficoltà e, nella stessa seduta, si cerca un modo per rilanciare la cooperativa, con l’allargamento della base sociale. L’assemblea senza discussione approva all’unanimità che si modifichi l’art 2 che tratta della vendita a pronti contanti, in questo senso: è concesso agli azionisti un credito presso la dispensa fino al 75% sul valore della o delle azioni. Parimenti senza discussione approva ad unanimità che si debba aggiungere al articolo 5: che possono far parte, come soci della cooperativa anche tutte quelle persone di qualunque età sesso e condizione domiciliate nei paesi limitrofi.

Inoltre, benché azionisti, si cerca un modo per premiare i soci effettivamente attivi e così l’assemblea Approva pure all’unanimità che il venti per cento sugli utili non sia per l’anno venturo ripartito in proporzione delle azioni, come vuole l’articolo 16 dello Statuto, ma sibbene in proporzione del consumo che ognuno azionista ha fatto alla dispensa.

E si richiamano i valori solidaristici: Dopo vivace discussione (…) si approva anche a grande maggioranza di mantenere la parte dell’articolo 16 che per dieci anni destina il 10 per cento degli utili a benefizio della Società operaia come riconoscimento e come atto filantropico.

Ma c’è sempre la questione del pane. (…) l’Assemblea riconoscendo non essere questo troppo buono e dopo varie opinioni emerse sulle cause di ciò, approva la proposta del Sig. Giuseppe Gorini che è la seguente: riconoscendo nel Fornaio l’arte per fare il pane buono, prega il Presidente a volere invitare il Fornaio a volere esporre le ragioni perché il pane non deve venire buono, riferendogli di ricorrere ad altra persona nel caso che le ragioni apposte dal Fornaio non siano soddisfacenti. Dopo ciò il Presidente toglie la seduta.

20 giugno 1907 Adunanza generale. Un socio disonesto. Si affronta il caso di un socio espulso dal Consiglio Direttivo che chiede di essere presente all’Assemblea. Le ragioni dell’espulsione sono che oltre aver preteso da un fornitore della Cooperativa una percentuale, vi erano altre mancanze comunque per l’addietro. (…) L’assemblea udite tali dichiarazioni approva all’unanimità l’operato del Consiglio Direttivo (...) il Presidente dichiara inoltre che nessuna ragione personale induce il Consiglio direttivo a tale provvedimento, ma (…) il decoro, la serietà che l’istituzione gli imponeva, (…).

22 ottobre 1907. Adunanza generale. Il Presidente deplora la grande apatia dei soci e la loro colpevole ripugnanza nell’intervenire all’adunanze, perché prima di lamentarsi nelle pubbliche botteghe come spesso e volentieri succede, dovrebbero invece nell’adunanze sporgere i suoi reclami e nello stesso tempo studiare i mezzi più opportuni perché la nostra società vada di bene in meglio. Il Presidente inoltre fa conoscere a tutti come le entrate della Società sieno di molto diminuite e ciò per causa dei soci stessi, avendo molti di questi cessato di servirsi alla Cooperativa (…) e nello stesso tempo invita l’assemblea stessa a provvedere (…) onde la lavorazione del pane venga migliorata.

30 gennaio 1908 Adunanza del Consiglio Direttivo. Si parla dell’acquisto di un nuovo locale essendo l’attuale troppo ristretto. Nella stessa riunione essendo prossimi a mettere in vendita la carne salata (di maiale) vengono stabiliti i prezzi di prosciutto, spalla, lardo….

Il 2 agosto 1908 l’assemblea approva l’acquisto di N°8 stanze con circa 600 metri quadrati di terreno, visto che la cooperativa opera in locali in affitto in Via Garibaldi (Delibera di Consiglio del 4 aprile 1905).

Un picco di solidarietà il 6 gennaio 1909. Il Presidente, in seguito al terremoto che distrusse Messina e buona parte di Reggio Calabria del 28 dicembre 1908, viste l’imponenti oblazioni che da ogni parte dell’Italia si versavano a favore dei danneggiati Calabro Siculi invitava e pregava l’assemblea generale a non restare aliena a fatti così dolorosi e quasi irrimediabili. All’unanimità si delibera di dare al Comitato (pro Calabro Siculo) non meno di £ 50 e non più di £ 100.

31 marzo 1910. Adunanza del Consiglio Direttivo. Il Presidente fa conoscere all’intiero Consiglio che vi è qualche socio e non solo che si lamenta continuamente del pane (…).

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