Laureata in filosofia nel 1986 presso l'Università di Firenze. Ha lavorato presso riviste di settore ed ha collaborato con l'Informatore Coop Unicoop Firenze con articoli, correzione di bozze, editing e redazione televideo. Ha formazione "nell'area dell'intercultura e della facilitazione delle interazioni comunitarie", ha frequentato il Laboratorio di comunicazione e avvio al giornalismo per adulti italiani e stranieri", organizzato dall'agenzia Eform e dalla rivista Testimonianze. Insegna in corsi per stranieri Lingua e Cultura italiana. È tornata a collaborare con Unicoop Firenze per redazione pubblicazioni, correzione bozze e editing, e per la produzione di comunicazione (cartacea e web) dell'iniziativa Il dì di festa.    

1944 Firenzuola (da goticatoscana.eu) e dicembre 1943 Borgo San Lorenzo (da piazzadellenotize.it)

Dicembre 1952. Nell’editoriale del Notiziario della Cooperativa di consumo fra ferrovieri di Firenze si fanno, come di consueto, gli auguri per il Natale dei Consoci. Si auspica inoltre la convivenza pacifica delle nazioni e la speranza che le forze della ragione prevalgano, alla fine.

Ma l’argomento principale è il lavoro: Dalla storica data della promulgazione della Repubblica (Repubblica Democratica fondata sul lavoro) gli italiani attendono (…) l’attuazione concreta della solenne affermazione per cui la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro (…). Ogni sei famiglie italiane vi è un disoccupato. (…) non vi è chi non veda che la reale forza e l’efficiente solidità di uno stato moderno, non sono già basate sull’accentrarsi del reddito in poche mani privilegiate, ma sono bensì condizionate al benessere e alla prosperità dei più vasti ceti dei lavoratori.

Date queste premesse, l’iniziativa di cui si parla a pagina 3 PEI BAMBINI DELLA MONTAGNA, ci offre uno spaccato delle condizioni di vita nelle zone extraurbane della Toscana negli anni successivi alla fine della seconda guerra mondiale: Esiste un problema della montagna, della gente cioè che fa la miseria sulle nostre montagne. In questo tardo dopoguerra (…) sulle montagne c’è più fame e disoccupazione che altrove. (…) In certi comuni dell’alto Mugello, della Garfagnana, del Pistoiese, si conta fino al 70% di disoccupati (…) e migliaia di famiglie sono ben lontane dal minimo di condizioni biologiche ed igieniche per vivere.

Ricordando la raccolta nazionale a cui cooperatori fiorentini avevano partecipato l’anno precedente per i bambini di Cassino, si chiede un contributo di solidarietà e di affetto per i bambini delle nostre montagne (…) che più di tutti soffrono le conseguenze della guerra (…). Negli spacci saranno collocate cassette di raccolta dove i soci e le massaie, potranno lasciare ciò che vogliono e possono: dalla caramella al pacco di zucchero, dalla pasta al vasetto di marmellata, dai biscotti al formaggino. Tutto serve per chi non ha nulla.

Un bell’esempio di solidarietà dei vecchi cooperatori, capaci di una visione ampia della realtà e nel contempo di una grande capacità di agire localmente.

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