Un gruppo di partigiani di Sansepolcro, una trincea tedesca, festa alla liberazione di Sansepolcro. Da "Insurrezione e lotta armata a Sansepolcro" di Luca Madrignani

Ecco ampi stralci da un articolo sulla cooperazione in Valtiberina, scritto dall’allora Presidente Giuseppe Lancisi nello speciale pubblicato dall’Informatore Coop nel giugno 1988 a seguito dell’inaugurazione del punto vendita di Viale Osimo avvenuta il 14 ottobre 1987.

Fin dall’infanzia sentivo parlare dai genitori e dai nonni della cooperazione rossa e di quella del P.P. (che poi significavano socialismo da una parte e partito popolare dall’altra).

Ne parlavano con orgoglio: ricordavano le tre giornate rosse celebrate dopo la prima guerra mondiale a Sansepolcro nella sede e nei punti vendita della Cooperativa Operaia con il grande vantaggio per i consumatori, in quanto in quei giorni tutto venne venduto a prezzo di acquisto, compresi articoli casalinghi, stoffe ed altro. (…)

Immaginiamoci quanto saranno stati duri quei tempi per le classi meno agiate: molto analfabetismo e tanta, tanta paura della maggior parte dei padroni di allora. (…) Si cominciò, infatti, da parte di proprietari terrieri e industriali a combattere e denigrare le Cooperative che operarono più o meno bene per alcuni anni dalla fine della prima guerra mondiale, come se non fosse bastata la guerra per lo più combattuta da contadini ed operai che non la volevano affatto.

I tanti lutti, i mutilati e gli invalidi, la disoccupazione, il malgoverno dei Savoia ed i miopi politici della maggioranza di allora, aprirono la strada al fascismo il quale si affermò con i suoi metodi, che tutto il mondo ha poi conosciuto e sofferto!

Gli incendi e le devastazioni cominciarono nelle sedi politiche e sindacali, di pari passo furono colpite le cooperative, bastonati e perseguitati i dirigenti, in molti in galera o al confino.

A Sansepolcro gli spacci della Cooperativa operaia furono occupati, poi diretti da elementi comandati dai fascisti e dal Podestà.

(…) Si arriva così alla seconda guerra mondiale, peggiore della prima perché più micidiale, non solo per coloro ai quali veniva destinata prima la trincea, ma per tutta la popolazione civile.

Il tesseramento, la fame della popolazione, le tragedie degli sbandati, la volontà di pace, sfociarono nella guerra di liberazione sotto la guida anche degli stessi organizzatori delle Cooperative, messi in “letargo” dal fascismo.

Sansepolcro e la Valtiberina ricordano le gesta ed il sacrificio dei figli migliori: la città di Piero è decorata medaglia d’argento al valore militare per la guerra di Liberazione ed ha dato un notevole contributo al conferimento della medaglia d’oro al valore militare che vanta il gonfalone della Provincia di Arezzo.

È durante la guerra di Liberazione che si vuole far risorgere le Cooperative di Consumo: nel 1945 viene costituita la cooperativa di “Unità Proletaria” con un piccolo spaccio in via Fraternita a Sansepolcro. (…).

Un grande slancio venne dalle campagne e dobbiamo ricordare Gricignano per la sua struttura omogenea, nella quasi totalità mezzadrile: in questa frazione ci preparammo a costituire lo spaccio n.2 della Casa del Popolo (…).

Nel 1956 la cooperativa prese il nome di “Rinascita”, con lo spaccio n° 1 da tempo trasferito da via della Fraternita in piazza Berta. (…).

L’affetto e la stima per la Cooperativa “Rinascita” crebbero fino a promuovere l’interesse dei consumatori di San Giustino che si organizzarono ed entrarono a farne parte. (…)

In occasione dell’Epifania del 1966 venne inaugurato il 4° punto di vendita nella zona “Trieste” proprio di fronte alla fabbrica INGRAM, zona in continuo sviluppo: in questo punto vendita, munito di licenza bar e superalcolici, si teneva aperto anche la domenica pomeriggio.

Sempre nel 1966 ci impegnammo ancor di più: la sede della “Rinascita” con annesso magazzino si trovava in un punto infelice per la distribuzione su quattro spacci. Non fu facile trovare un punto adatto! Ci impegnammo con una cambiale a scalare dell’importo di 17 milioni e mezzo, in quanto ogni altra soluzione avrebbe comportato poco meno di un milione di affitto, la minaccia continua della disdetta, il peggioramento complessivo della situazione.

Sorse, quindi, quello che è stato il supermercato di Sansepolcro fino all’ottobre del 1987.

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