Presidente del consiglio di sorveglianza dell'Unicoop Firenze

L’Informatore Coop, 1988, ottobre: l’articolo su Via Cimabue

Da Un’altra vita è possibile. Quando i valori dell’uomo condizionano le leggi del profitto, intervista di Turiddo Campaini con Pietro Jozzelli, B.C.Dalai editore, 2010.

È stato il meccanismo competitivo tra iper e super nello stesso territorio che ha dato a Unicoop una marcia in più, spingendo la direzione commerciale dei supermercati a concentrarsi sulle loro strutture, a inventarsi l’inventabile davanti all’avanzata dell’iper.

Nasce da questi sviluppi nel 1988 la creazione del supermercato italiano più all’avanguardia, quello di via Cimabue a Firenze, dove venivano ripresi alcuni concetti innovativi degli iper: per esempio l’offerta di frutta sfusa in grandi contenitori in cui ognuno può scegliere e servirsi. Fu subito un successo.

Annie Feole, la proprietaria dell’Enoteca Pinchiorri, uno dei ristoranti più importanti d’Italia, dichiarò alla «Nazione» che acquistava al supermarket di via Cimabue parte dei prodotti freschi che usava, poteva sceglierli in un certo modo ed erano di ottima qualità. Una manna per noi, avrebbe meritato un monumento. I lettori videro in quelle parole l’opinione di una persona esperta che apprezzava metodi innovativi di vendita.

Noi capimmo che la competizione con Esselunga non poteva svolgersi soltanto su un aspetto, la dimensione dei punti vendita in particolare, ma su più elementi differenziati. I supermercati Esselunga sono più ordinati dei nostri, ma i consumatori hanno mostrato di apprezzare la montagna di pesche o il pane e la pasticceria prodotti dal forno dentro il supermercato, cose che avvengono solo nelle strutture Unicoop.

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