1944 Spaccio di Via Petrella. Archivio Unicoop Firenze

Il Notiziario della cooperativa di consumo fra ferrovieri di Firenze, pubblicò a puntate, a partire dal maggio 1956, la storia della cooperazione internazionale. Nel numero 2, ottobre 1957, troviamo anche la storia della Cooperativa dei ferrovieri. Ecco alcuni brani tratti dalla raccolta dei bollettini custodita nell’Archivio storico di Unicoop Firenze.

24 ottobre 1944
L’insurrezione partigiana e le truppe alleate hanno da poche settimane liberato Firenze dall’occupazione tedesca e dai fascisti, ma il fronte è ancora alle porte della città e l’Italia è divisa in due; le comunicazioni sono difficilissime, migliaia di famiglie vivono nell’assillo della fame e sotto l’incubo dell’inverno che si avvicina.

È urgente organizzarsi per superare di slancio le difficoltà, occorre soprattutto risolvere il problema alimentare.

(…) col ricordo di quanto hanno saputo fare in un passato ormai lontano, i ferrovieri si organizzano. Il 24 ottobre 1944 un gruppo di 81 ferrovieri, di tutte le fedi politiche, ricostituisce la gloriosa Cooperativa di consumo che la furia fascista aveva soppresso nel ’22-’23.

Il Consiglio si mette subito al lavoro (…). Il 4 dicembre si iniziano le vendite delle prime derrate alimentari negli spacci di Via Lavagnini, di Via Alamanni, di Porta al Prato, di Via Rinuccini. Non è molto ma i ferrovieri comprendono che la via della cooperazione è quella giusta e alla fine dell’anno i soci sono saliti a 2976.

All’inizio del 1945 la Cooperativa riesce a migliorare l’attrezzatura degli spacci e ad aumentare i generi di vendita. E’ una lotta continua in mezzo alle difficoltà dei trasporti, dei blocchi, delle pastoie burocratiche, del mercato nero; ma è appena crollata la resistenza nemica sulla linea Gotica che partono per il Trentino i camion che, con l’attivo interessamento del Capo compartimento sono stati messi a disposizione. Arrivano i primi carichi di patate, vendute a 12-15 lire al Kg, mentre sul mercato libero il loro costo è di 45-50 lire. In quell’anno di grande miseria si può affermare con orgoglio che la Cooperativa contribuisce sostanzialmente a risolvere il problema fame per le famiglie dei ferrovieri e non solo per queste. In sei mesi vengono distribuiti oltre 400 mila Kg di patate.

Ma i ferrovieri necessitano di tutto; mancano di vestiario e di scarpe, e la cooperativa con la collaborazione del Capo Compartimento, ottiene un’anticipazione di 12 milioni ed acquista e fornisce 6300 scarpe da lavoro. (…)

Fino a tutto il 1946 l’attività della cooperativa è rivolta soprattutto a soddisfare le necessità più urgenti dei ferrovieri; così la vendita di tessuti e calzature (…) diviene permanente e, in vista dell’inverno, si provvede all’acquisto e alla distribuzione di 10.000 quintali di legna da ardere (…).

Negli locali interni di via Nazionale si attrezza, sia pure in maniera rudimentale, gli Uffici di Amministrazione e gli spacci di Tessuti e Calzature, si apre al Pratellino un nuovo spaccio alimentare. (…)

Nonostante la scarsezza dei mezzi la Cooperativa dà inizio all’azione solidaristica nei confronti di tutti i lavoratori: aiuti in denaro e in generi alimentari vengono dati alle famiglie degli operai di Campo Tizzoro in lotta da oltre due mesi. È una grande affermazione di principio che andrà man mano concretandosi in interventi diretti e indiretti (…) tutte le volte che sciagure nazionali e lotte dei lavoratori rendano necessaria l’attuazione pratica dei principi di solidarietà che devono guidare il movimento cooperativo.

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