• 12/01/2012

Un toscano scoprì le spore

Spetta al naturalista Pier Antonio Micheli (1679-1737), fiorentino di nascita, il merito incontestabile di aver scoperto le spore, sconfessando con questa geniale scoperta la teoria della “generazione spontanea dei funghi” che dominava incontrastata negli ambienti scientifici del suo tempo.

Fu botanico di corte del Granduca Cosimo III de' Medici, e questa importante carica (ottenuta non senza fatica, perché non aveva seguito studi scolastici regolari) gli consentì di girare in lungo e in largo attraverso la Toscana, di viaggiare in diverse regioni italiane, e di recarsi anche all’estero: un vero e proprio precursore del moderno trekking. Ricoprì incarichi importanti, che lo fecero conoscere ed apprezzare negli ambienti scientifici europei.

Scrisse un’opera di grande rilievo nella cultura naturalistica del ‘700: Nova Plantarum Genera in cui vennero descritte numerose specie di piante, compresi i funghi; pertanto possiamo dire che proprio con lui ebbe inizio la moderna micologia.

 

Il manoscritto originale del Micheli con i suoi preziosi disegni è conservato presso la Biblioteca nazionale di Firenze, mentre presso l’Istituto botanico dell’Università di Firenze, adiacente al Giardino dei Semplici, che lui diresse ed ampliò conferendogli un'importanza internazionale, si conserva una parte del suo erbario micologico.