• 01/02/2012

Questione d'etichetta

 

questione d'etichetta 01
Seguire le tracce I casi di contagio avvenuti a causa della BSE e la crescente preoccupazione per la salute pubblica, causata dell'uso, spesso indiscriminato, di ormoni ed altre sostanze pericolose per l'alimentazione animale, hanno spinto l'Unione Europea ad emettere norme sempre più severe riguardo all'alimentazione degli animali e all'igiene delle carni, ma soprattutto si passa da un sistema volontario di etichettatura ad un sistema comunitario di informazioni minime obbligatorie, da congiungere ad un eventuale sistema di informazioni facoltative. Il fine è di far conoscere il percorso della carne bovina "dall'allevamento al banco" del rivenditore, a garanzia degli allevatori e dei consumatori. Tutti i venditori al dettaglio di carni bovine (fresche e congelate, comprese quelle macinate) devono provvedere ad etichettarle in tutte le fasi della loro commercializzazione, indicando sull'etichetta (oltre alle normali informazioni sul taglio, il prezzo, il peso e la scadenza) tutte le informazioni sugli spostamenti con soste superiori ai 30 giorni, da un paese all'altro degli animali dalla nascita alla macellazione. Nelle macellerie, per la carne venduta sfusa, l'etichetta può essere sostituita con una informazione fornita per iscritto e in modo ben leggibile al consumatore (sulla vaschetta o sul cartello a fianco del banco frigorifero). Le nuove norme di etichettatura sono essenziali per la "tracciabilità", cioè la possibilità di sapere da dove proviene la carne che compriamo e che percorso ha seguito dalla nascita dell'animale alla macellazione. Inoltre, dal 15 luglio 2002, è attiva una grande banca dati nazionale - Anagrafe bovina nazionale - in cui sono registrati tutti i bovini e i bufalini allevati in Italia. Come all'anagrafe
questione d'etichetta 02
Collegandosi al sito http://www.izs.it, è possibile conoscere subito tutte le informazioni anagrafiche relative alla carne immessa sul mercato dalla Coop, che identifica ogni singolo animale, piuttosto che un gruppo omogeneo (minimo richiesto dalla legge), ed il percorso che ha seguito lungo la filiera, attraverso il codice identificativo dell'animale contenuto nell'etichetta delle confezioni o nel cartello esposto appositamente dal negoziante. L'Anagrafe bovina nazionale, voluta dal Ministero della Salute e dal Ministero delle Politiche agricole e forestali, è il supporto fondamentale per trasmettere informazioni corrette e veritiere ai consumatori, consentire un'etichettatura adeguata e chiara del prodotto, permettere una completa tracciabilità dell'animale ed evidenziare eventuali rischi derivanti da incroci di animali consanguinei. L'Anagrafe si basa sulla certificazione da parte del servizio veterinario dell'Asl dell'iscrizione della bestia nella Banca Dati Nazionale e dal conseguente rilascio e vidimazione del passaporto. Il passaporto è il documento di identificazione dell'animale e lo deve accompagnare in ogni spostamento. Il detentore dell'animale notifica alla Banca Dati gli eventi (nascita, morte, movimentazioni, uscite e ingressi) del proprio allevamento. L'etichetta La nuova etichetta è composta da informazioni obbligatorie che devono essere sempre presenti, a discrezione del venditore integrate da altre definite facoltative. Quest'ultime non possono MAI sostituire quelle obbligatorie di legge. Le carni bovine messe in commercio con etichette più dettagliate rispetto agli obblighi di legge, sono sottoposte a ulteriori controlli per garantire l'esattezza delle informazioni aggiuntive. Informazioni obbligatorie 1. Numero o codice che identifica l'animale o il lotto di animali: rappresenta una vera e propria "carta di identità" del bestiame, permette di risalire dal prodotto confezionato al singolo animale o al gruppo, individuato/i al momento della macellazione; 2. Nato in: lo Stato di nascita; 3. Allevato in: Stato dove è avvenuto l'ingrasso, ossia lo Stato di crescita e allevamento; 4. Macellato in: cioè lo Stato dove sono avvenute le operazioni di soppressione e suddivisione in mezzane o quarti e numero di approvazione del macello; 5. Sezionato in: Stato dove sono stati effettuati il taglio e la preparazione e numero di approvazione del laboratorio. Informazioni facoltative Tra le possibili scritture facoltative, la Coop ha scelto di inserire in etichetta le seguenti: 6. Razza (Piemontese, Chianina, Marchigiana, Romagnola, ecc.); 7. Età; 8. Categoria merceologica (vitello, vitellone, toro, ecc.). In taluni casi, soprattutto per far chiarezza e suggerire il consumo ottimale, è indicato anche il taglio e la cottura indicata.
questione d'etichetta 03
Etichettatura dei prodotti a base di carne Una recente direttiva ha introdotto una più rigorosa definizione di carne ai fini dell'etichettatura. La nuova definizione si applica ai preparati aventi la carne come ingrediente. Tra i prodotti interessati risultano le salsicce, il paté, le carni cotte, i piatti pronti, la carne in scatola, le paste ripiene ecc.. Quando leggiamo nella lista degli ingredienti la scritta "carne", dal 1° luglio 2003 si intende solo il "muscolo". Mentre tutte le altre parti dell'animale destinate al consumo umano, quali le frattaglie (inclusi cuore, fegato e intestini), il grasso o il sangue devono essere indicate in quanto tali e non con la dicitura "carne". La direttiva pone inoltre l'obbligo di indicare sistematicamente la specie di provenienza, consentendo di distinguere per esempio tra "carne bovina" e "carne suina".