• 12/01/2012

Parole e funghi

'Stanno spuntando come funghi!', 'Nascono come i funghi!'.
Capita di frequente ascoltare espressioni come queste, riferite magari alla rapida diffusione di esercizi commerciali particolarmente alla moda.
Eppure, questi non sono che due dei tanti modi di dire (se ne contano una ventina) che hanno come protagonisti i funghi. Il fatto è che si tratta per lo più di frasi ormai lontane dalla lingua di tutti i giorni, anche se, proprio per questo, esse mantengono una singolare forza espressiva.
I funghi, elemento importante della cultura agreste, hanno da sempre colpito l'immaginario popolare, come risulta dai fantasiosi nomi volgari, che cambiano da regione a regione, ed anche dai numerosi e vivacissimi proverbi e modi di dire, che qui ci proponiamo di riscoprire.
Il mistero che circondava la nascita e la vita dei funghi diede origine, accanto ai modi di dire e ai proverbi, anche ad una serie di credenze popolari, molte delle quali vengono smentite dalla moderna micologia, ma che sono state tramandate ininterrottamente dall'epoca romana ai giorni nostri, spesso sotto l'influenza di vere e proprie autorità scientifiche del passato, come Plinio il Vecchio (sec. I d. C. ) e Pier Andrea Mattioli (sec.XVI). Di questi pareri non sempre attendibili abbiamo voluto fornire qualche esempio tra i più curiosi.

Ma quale è il rapporto tra uomini e funghi che emerge dalle espressioni linguistiche che abbiamo raccolto? Si potrebbe pensare, come aspetto dominante, alla paura dell'avvelenamento, oppure, per i tempi più antichi, alla dimensione magica di qualche rito stregonesco. Niente di più lontano dal vero: non mancano, infatti, riferimenti alla pericolosità dei funghi, ma quello che prevale è un sentimento di meraviglia e curiosità di fronte alle loro insolite caratteristiche. I funghi stupiscono per la casualità della loro nascita, per la povertà del loro ambiente, per la rapidità della crescita e per la breve durata, nonché per líestrema fragilità. Chi va in cerca di funghi sa che non è facile trovarli, c'è bisogno di tempo e di fatica e non sempre si torna a casa con qualcosa. Ci sono funghi velenosi, da cui è bene guardarsi, e funghi buoni, considerati a dire il vero un alimento piuttosto povero.
Quasi tutte le espressioni, pur avendo una chiara origine popolare e rurale, trovano però ampio uso nella lingua letteraria, che, come si sa, coincide storicamente con il parlare toscano e in special modo fiorentino. Ogni modo di dire, tranne rare eccezioni, trova quindi il sostegno di illustri e meno illustri testimonianze dei nostri letterati di ogni tempo, influenzati in questo caso dalla cultura del popolo. Ma gli scrittori e i poeti díItalia parlano di funghi anche in senso proprio, al di fuori cioè di frasi díabitudine. I funghi compaiono qua e là, proprio come in un bosco, in una serie di esempi più o meno poetici: a volte stilizzati in paesaggi di pastorale armonia, a volte come immagine della vita che passa, altre volte, più concretamente, su un bel piatto di tagliatelle.
E troveremo così Ariosto, Tasso, Leopardi, Pascoli e tanti altri a ricordarci che, a ben pensare, un fungo non si nega proprio a nessuno, almeno a parole.
(Alessandro Santini)

 

TUTTI I MODI DI DIRE FUNGO

Andare a cercar funghi = indossare un abito a rovescio (si pensava che portasse fortuna ai cercatori di funghi; ha forse origine dall'abitudine di rigirare i vestiti per non danneggiarli)

Avere la vita dei funghi = avere vita breve o breve durata (Ludovico Antonio Muratori, sec. XVIII)

Cercare funghi = andare in giro senza meta, bighellonare (Galileo Galilei, Anton Maria Salvini, sec. XVII)

Crescere, venir su come un fungo = crescere senza cultura e educazione (di persone); crescere troppo in fretta (di cose)

E' come cercar dei funghi = è una fatica inutile (Francesco Berni, Annibal Caro, Leonardo Salviati, sec. XVI; Gio. Battista Fagiuoli, sec. XVIII: Tí ho chiamato di sull'aia; t'ho fatto cercare. Sì, gli è stato come cercar de' funghi)

E' come cercare funghi in Arno = è tempo perso cercare una cosa dove è impossibile che si trovi (Anton Francesco Grazzini detto il Lasca, sec. XVI)

E' come un fungo sotto un leccio = è troppo piccolo rispetto a ciò che gli è accanto (modo di dire toscano)

Essere un fungo = essere una persona disonesta (Francesco Domenico Guerrazzi, Giosuè Carducci, sec. XIX)

Essere un fungo di rischio (o di risico) = essere come un fungo velenoso, cioè una persona di cui non ci si può fidare (Giovanni Maria Cecchi, sec. XVI)

Essere un fungo fuori stagione = essere o sentirsi fuori posto (Giosuè Carducci, sec.XIX: Io sto quassù e sempre più rincoglionisco, e mi par d'essere un fungo fuori stagione)

Far le nozze coi funghi (o coi fichi secchi) = voler ottenere molto spendendo troppo poco (Lorenzo Magalotti, sec. XVII; Riccardo Bacchelli, sec. XX)

Far nascere qualche buon fungo = avere qualche buona idea (Anton Francesco Doni, sec. XVI)

Far nascere qualche fungo = trovare un pretesto, frapporre ostacoli (Lorenzo Panciatichi, sec. XVII; Domenico Luigi Batacchi, sec. XVIII)

Nascere come un fungo = nascere in condizioni difficili e disagiate (Cecco Angiolieri, sec. XIII: Però non dica l'uomo: - Ií ho parenti (genitori)-; / chè s'è (se egli) non ha denari, è può ben dire: / -Io nacqui come fungo a' tuoni e venti)

Nascere, sorgere, spuntare, venir su come un fungo (o come i funghi) = sorgere all'improvviso, alla svelta e in gran numero (Matteo Villani, sec. XIV; Lorenzo de' Medici: Ogni ora a chi aspetta pare un anno, / ed ogni brieve tempo è troppo lungo... / e, quando ben nascesse come il fungo, / mi par che troppo al mio bisogno stia (sarebbe), sec. XV; Ludovico Ariosto, sec. XVI; Salvatore Rosa, sec. XVII; Vittorio Alfieri, Gasparo Gozzi, Alessandro Verri, Filippo Pananti: Ve n'eran deí più corti e deí più lunghi, / ma i versi mi venivan come i funghi , sec. XVIII; Ippolito Nievo, Massimo DíAzeglio, Vincenzo Gioberti, Francesco De Sanctis, sec. XIX; Eugenio Checchi, Carlo Emilio Gadda: (le bande) tenevano il paese per qualche anno, poi si dissolvevano, sparivano, altre sorgevano come funghi dopo l'acquata di settembre, sec. XX)

Pigliare il fungo, prendere il fungo = impermalirsi, arrabbiarsi; pigliare i cocci, prendere il cappello.

Può nascere un fungo; possono nascere cento funghi = all'improvviso può accadere qualcosa di negativo, possono nascere complicazioni (Giovanni Maria Cecchi, sec. XVI; Francesco Baldovini, sec. XVII; Orazio Marrini, sec. XVIII).

 

QUALCHE PROVERBIO

Al primo tono nasce il prognolo = il prugnolo ( Tricholoma Georgii ) nasce subito dopo le prime piogge primaverili (proverbio toscano)

Fra maggio e giugno fa il buon fungo = i primi porcini nascono in questi mesi (proverbio toscano)

Gli inconvenienti degli Stati sono come i funghi = nascono all'improvviso, inaspettatamente (proverbio toscano)

In una notte nasce il fungo; da un'ora a un'altra nasce il fungo; in un punto nasce il fungo = quello che meno ci si aspetta può accadere all'improvviso (Annibal Caro, Giovanni Maria Cecchi, sec. XVI)

Tanto piovve che nacque un fungo; nacque il fungo = finalmente è accaduto ciò che si voleva (Francesco Redi, sec. XVII; Giuseppe Giusti, sec. XIX: Dopo un processo lungo lungo lungo / si svegliò la Giustizia e nacque il fungo).

 

QUALCHE PARERE SCIENTIFICO...

Plinio il Vecchio (sec. I d. C. ): i boleti sono di tipo malefico '...se nascono vicino a bottoni di metallo, chiodi da scarpa, ferri arrugginiti, panni fradici, assorbendo i succhi impregnati di tali sostanze e trasformandoli in veleno'. '...se nelle vicinanze si trova qualche tana di serpente, o se un serpente passando vi soffia sopra, il fungo diventa velenoso, perché la sua natura è di assorbire qualsiasi sostanza velenosa'.
Piero de' Crescenzi (sec. XIV): (a proposito della Amanita muscaria) Nelle nostre abitazioni si trovano i funghi, i quali son lati (larghi) e spessi, e che hanno alcun rossor nella parte di sopra, e in quel rossore ha molte ampulle (verruche) elevate delle quali sono alcune rotte, e alcune no, e quello è mortale, che tosto (rapidamente) uccide, e chiamasi il fungo della mosche, imperocché (poiché) polverizzato in latte, uccide le mosche (l'uso moschicida di questo fungo è attestato anche in Toscana, in Casentino e nella Valle della Lima)
Giovanni Morelli (sec. XV): Desina all'ora compitente (opportuna), mangia buone cose e non troppo; levati (alzati) con buono appitito, guardati dalle frutte e daí funghi, non ne mangiare, o poco e di rado.
Giovanvettorio Soderini (sec. XVI): 'I funghi piacciono allo stomaco, muovono il ventre, nutriscono il corpo, ma con fatica si smaltiscono; son ventosi'. 'Credesi che tutti i funghi terragnoli che nascono con il gambo, attornovi un cerchio a uso d'anello d'una materia più frale (fragile) di loro, non sieno nocivi: intendendosi ciò dei funghi grandi'.
Pier Andrea Mattioli (sec. XVI): 'Ma le persone avvedute distinguono benissimo i (Porcini) velenosi quando li preparano per la cottura. Infatti, essi, tagliati, cambiano il loro colore più volte... Pertanto io trovo che coloro che furono vitttime di avvelenamenti da funghi, per la maggior parte avevano mangiato i Porcini malefici cotti interi sulla graticola o sui carboni. Infatti, apparecchiandoli in tal modo senza romperli, non si poté esaminarli come si conveniva'. '...nascono i funghi non solamente sul terreno, ma anche sugli alberi. E questi non sono pericolosi (purché non nascano sopra alberi velenosi) come quelli di terra; perché così non vi è pericolo che nascano su ferro, né su panno fradicio, né su serpente morto o altro animale velenoso...'.

 

FUNGHI CHE POESIA!

Anonimo (sec. XIV): In su' bei fiori, in sulla verde fronda (erba), / sotto novi arbor (alberi) ed ispessi e lunghi, / pasturella trova' (trovai) che cogliea funghi.

Lorenzo de' Medici (sec. XV): Campeggeran (appariranno) ne' verdi prati i funghi: / liete donne corranno (coglieranno) or questi or quelli.

Canti carnascialeschi (sec. XV): Donne, ... comperate dei funghi, / ché per tutto (in nessun luogo) mai più di tanti ne nacque. / D'ogni sorta n'abbiam, donne, chiedete, / da malefichi infuora (tranne quelli velenosi).

Francesco Berni (sec. XV): Come fiacca un giglio la tempesta, / o fungo, o altra cosa nata presto, / così... .

Luigi Pulci (sec. XV): Morgante, tu pari un bel fungo; / ma il gambo a quel cappel è troppo lungo.

Ludovico Ariosto (sec. XVI): In luogo d'occhi, di color di fungo / sotto la fronte ha due coccole (protuberanze) d'osso (è la descrizione di un Orco).

Torquato Tasso (sec. XVI): Altri (c'è chi) di fango / si pasce e nutre, altri di funghi e d'alga, / altri d'erbe marine, over (oppure) palustri, / o di quelle onde (di cui) i fiumi han verde il fondo.

Guido Casoni (sec. XVI): Poca polve (polvere) animata, / uomo più tosto morto che mortale, / questa tua vita amata, / fongo notturno e frale (fragile), / svanisce in questo mondo.

Giovanni Maria Cecchi (sec. XVI): Così voi avete cera / (avendo il cappel grande e' piè terrosi) / più di un fungo malefico, che d'uno / sposo novello.

Francesco Negri (sec. XVII): Allora fu chi prese un globetto, che è quasi di fongo, detto dagli autori vescica di lupo (Lycoperdon giganteum), ed apertolo lo pose sopra la ferita.

Lorenzo Bellini (sec. XVII): Barba, che par la muffa di un fungo porcino.

Niccolò degli Albizzi (sec. XVIII): A cercar tutto ieri, / Fioretta, andai de' funghi e non trovai / altro che vesce mai.

Giacomo Leopardi (sec. XIX): Oh guata (guarda): / un fungo, e quivi un altro: oh quanti funghi / usciti son per tutto (da ogni parte) appena han vista / quella poca di piova (pioggia).

Enrico Nencioni (sec. XIX): Là sotto, pullulan, tra 'l putridume / fradicio, rosei funghi venefici.

Giovanni Pascoli (sec. XIX): E' tacito, è grigio il mattino; / la terra ha un odore di funghi; / di gocciole è pieno il giardino.

Bruno Cicognani (sec. XX): Avevo mangiato tanti funghi con la nipotella da non saper come fare a digerirli.

Antonio Baldini (sec. XX): Il terreno vago del bosco, scendendo, era pieno di fievoli bagliori per la fosforescenza di funghi o di sterpi marciti.

Luigi Bartolini (sec. XX): Avevamo delle tagliatelle larghe un dito, gialle come frittata; impomidorate ed imburrate, informaggiate bene; condite con funghi porcini ed a manina.

Guido Piovene (sec. XX): A Penne (in Abruzzo) potremo mangiare... i maccheroni alla chitarra, le minestre condite con erbe aromatiche inconsuete, ed i piccoli funghi spinaroli.