• 12/01/2012

Mazze da (o di) tamburo

(estate - autunno)

Tipici dei mesi estivo - autunnali, questi funghi originali e un po’ rari, sono chiamati anche ombrelloni o bubbole (Lepiota procera).
Da giovani, quando il cappello non è ancora aperto, hanno una spiccata rassomiglianza con le mazze da  tamburo, da cui prendono questa curiosa denominazione.

Godono fama di essere di ottima qualità e sono caratterizzati dalla notevole altezza del gambo eretto e fibroso, nonché dalla notevole ampiezza del cappello a forma di ombrello, che oscilla fra i 10-25 cm. Sono funghi molto appariscenti, raccolti un po’ ovunque.

L’ambizione di ogni cercatore di funghi è trovarne almeno qualche esemplare, da mostrare con orgoglio agli altri cercatori.

 

In cucina
Sotto l’aspetto gastronomico le mazze da tamburo sono i tipici funghi da cuocere alla griglia, pulendo leggermente il cappello con panno umido, ma senza sciuparne i tessuti.
Si aggiunge olio e contemporaneamente si aromatizzano con nipitella, sale aglio, prezzemolo, secondo i propri gusti. Si fanno poi cuocere lentamente le cappelle così preparate, avendo l’accortezza di voltarle frequentemente per ottenere una cottura uniforme.

C’è chi preferisce prepararle fritte a mo’ di cotoletta, tagliando la cappella a fette e passandola nell’uovo sbattuto e nel pane grattugiato e quindi cocendola nell’olio bollente, per pochi minuti. Molti ritengono che questi funghi siano una vera squisitezza!


Didascalia foto: Mazza di tamburo (Lepiota procera)