• 30/03/2015
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Libera pasta

«Prodotti d’eccellenza per restituire valore e bellezza alle terre strappate alle mafie». L’obiettivo di Libera Terra è coniugare valore sociale e qualità delle materie prime.In pochi anni è stato un vero e proprio boom: oltre 5 milioni di fatturato

Sono indiscutibilmente buoni e fanno particolarmente bene all’economia del nostro Paese. Si tratta della pasta, in vari formati, e del cous cous Libera Terra, prodotti di alta qualità che vogliono parlare a tutti della fatica e dell’impegno civile necessario per realizzarli. Questo marchio, per i pochi che non lo sanno, riunisce nove cooperative sociali che, guidate da Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie, gestiscono strutture produttive e circa un migliaio di ettari di terreno sottratti alle mafie in Sicilia, Puglia, Calabria e Campania.

«Ogni territorio ha una storia a sé – racconta il responsabile dell’area food del Consorzio Libera Terra Mediterraneo Marco Caravella –, in alcuni luoghi la minaccia della criminalità è ancora forte per le nostre cooperative, ma dove il radicamento è più antico si è creata una rete di contatti e relazioni che permettono naturalmente il loro rafforzamento, grazie anche alla concretezza che guida il lavoro delle cooperative». In sostanza si è innescato un circuito virtuoso che ha modificato per sempre il dna dei processi economici. Il Consorzio ha sede a Corleone, un luogo simbolo della storia e della lotta alla mafia. È nato lì per operare nel cuore dei territori produttivi. Si occupa di coordinamento delle filiere e della commercializzazione dei prodotti a marchio Libera Terra. Da un certo punto di vista quello dei prodotti Libera Terra è un vero e proprio “caso” economico.

All’inizio degli anni 2000 le cooperative muovevano i loro primi timidi passi con un giro d’affari che si avvicinava pericolosamente allo zero virgola qualcosa. Oggi, a distanza di poco più di un decennio il loro fatturato supera i 5 milioni di euro e l’indotto che generano coinvolge decine e decine di piccole e medie imprese. La prima pasta è nata nel 2003: «Tutto è cominciato da lì» racconta Caravella. Sotto il marchio Libera Terra Food oggi si trovano più di 70 referenze che spaziano dalla pasta, alle conserve dolci e salate, agli oli, ai vini. Prodotti che si possono trovare dal circuito di vendita della moderna distribuzione commerciale, alle gastronomie di alta gamma, fino ai negozi del commercio equo e solidale o in piccole nicchie vicino ai territori di produzione.

«Libera Terra rappresenta il nostro percorso verso produzioni d’eccellenza» prosegue Caravella. «Racchiude l’impegno di restituire valore e bellezza alle terre sottratte alle mafie e a tutto il territorio in cui si trovano». Per questo la loro pasta biologica è fatta con grani autoctoni di Puglia e Sicilia, macinati in un mulino che lavora a bassa temperatura per preservare la qualità della materia prima. E per questo stesso motivo la pasta è trafilata in bronzo e essiccata a temperatura moderata.

 Nella foto: Don Ciotti, presidente di Libera, Associazioni nomi e numeri contro le mafie