• 12/01/2012

L’educazione civica nel bosco

Ecco alcune norme di buon senso, ma anche di buona educazione quando si va a cercare funghi nel bosco.

- Non avventurarsi da soli nei boschi che non si conoscono: c’è pericolo di perdersi.

- Non andare a cercar funghi subito dopo la pioggia, si può scivolare e farsi male.

- Indossare indumenti e calzare scarponi o stivali adatti per il bosco.

- Assicurarsi che non esistano divieti o limitazioni alla ricerca dei funghi nelle località che intendiamo frequentare.

- Non raccogliere funghi in prossimità di discariche, lungo i viali o nei giardini pubblici delle nostre città, perché contengono metalli tossici dovuti all’inquinamento ambientale, e residui di fitofarmaci impiegati nei trattamenti antiparassitari.

- Raccogliere i funghi mediante una leggera torsione e trazione del gambo, cercando di non danneggiare lo strato erboso. Cogliere esemplari possibilmente integri, allo scopo di rendere più facile la loro determinazione.

- Portare con sé un coltello, per togliere terriccio e foglie dai funghi; lasciare cadere questi frammenti, perché possono contenere spore e pezzetti di micelio che il terreno è ben lieto di accogliere.

- Limitarsi a prendere gli esemplari adulti: lasciare sul posto quelli troppo piccoli o vecchi, che presentando caratteri botanici incompleti od alterati si prestano ad errori di classificazione.

- Non calpestare o danneggiare piccoli animali ed insetti, piante e funghi che non si conoscono.

- Non trasformare i prati in parcheggi per auto, danneggiando la vegetazione.

- Non accendere fuochi, né gettare fiammiferi accesi o mozziconi di sigaretta per non provocare incendi: negli ultimi anni il patrimonio forestale ha subito ingenti perdite a causa di queste incivili abitudini.

- Non abbandonare carte, bottiglie e lattine vuote: il bosco è un complesso ecosistema regolato da delicatissimi equilibri naturali che vanno attentamente salvaguardati.

- Non disporre i funghi nei soliti sacchetti di plastica, ma in panieri o cestini traforati di materiale rigido, per favorirne una migliore conservazione.

- Non mettere nel medesimo contenitore funghi commestibili e funghi velenosi, perché si potrebbero verificare pericolose contaminazioni dovute alla disseminazione delle spore; tenere separati i funghi di grosse dimensioni da quelli piccoli e fragili, per evitare ammaccature e spezzettamenti.

- Non dimenticare la cassetta del pronto soccorso, perché il bosco nasconde molte insidie: ricordarsi che le vipere sono sempre in agguato. Farsi vaccinare contro il tetano, perché è facile scivolare, bucarsi e procurarsi delle ferite, quando si passa fra i cespugli.

- Tenere d’occhio i bambini perché hanno l’abitudine di toccare qualsiasi tipo di pianta, compresi i funghi velenosi, e di mettersi le dita in bocca.

- In caso di dubbio sulla commestibilità dei funghi, chiedere consiglio a chi se ne intende, o più semplicemente gettarli nel cassonetto della spazzatura, in modo tale che nessuno se ne impossessi. È pericoloso azzardare diagnosi da soli, quando si è alle prime armi, né bisogna fidarsi troppo di certi presunti intenditori sempre pronti a dispensare consigli: non s’impara a riconoscere i funghi dall’oggi al domani, ma per ottenere i primi incoraggianti risultati occorrono tempo e pazienza.

- Impariamo ad osservare, ammirare e amare i funghi, come qualsiasi altro elemento della natura: camminare per i boschi è piacevole, rilassa e ritempra lo spirito.