• 15/06/2015
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La farina fa boom!

Le farine Petra, in vendita solo a Novoli coop.fi, sono macinate in pietra come una volta, ma un lettore laser è lì in agguato a selezionare e scegliere i chicchi migliori. Cresce la voglia di produrre in casa pane e pasta e la quantità di farina venduta raddoppia….

Sono farine uniche, macinate a pietra, ma inserite in un processo di lavorazione avanzatissimo: un “occhio” laser unico in Europa che seleziona i chicchi e scarta i peggiori. Hanno il marchio “Petra”, sono prodotte dal Molino Quaglia (Pd), e Novoli Coop.fi è l’unico punto vendita della grande distribuzione commerciale in cui sono presenti. Per il resto si possono trovare nelle gastronomie, oppure nei circuiti di vendita per professionisti del settore.

A Novoli si può acquistare la farina bianca (per pane, pizza e dolci) e quella scura integrale con cui si può fare di tutto. La loro differenza? «La macinatura a pietra conferisce loro «un gusto rotondo e avvolgente, senza contare che mantiene inalterate proprietà e sapori del grano» dice Piero Gabrieli, direttore commerciale del Molino Quaglia. Gli italiani “tagliano”, sono tempi difficili e si mettono a cucinare seriamente. Cresce la voglia di preparare in casa la pasta, pane e dolci vari. È così che per le materie prime “povere” come le farine è un vero e proprio boom.

«Abbiamo iniziato a vendere ai privati solo nel 2012 e i risultati sono stati davvero inaspettati: il secondo anno le quantità vendute sono cresciute dell’80%, nel 2014 l’incremento è stato addirittura del 180%». E ad avvalorare il fatto che a lavorare farine non sono più solo le nonne e le vecchie zie, sta la singolare circostanza che questa esplosione di vendite è dovuta all’e-commerce: «siamo stati i primi in Italia a effettuare la vendita di farine on line» e questo “azzardo” è stato premiato da cifre record. Il grano delle farine Petra proviene da agricoltura sostenibile, coltivato a breve distanza dal molino, tra Rovigo e Ferrara. È tracciato dalla semina fino al Molino e controllato durante la crescita da un'équipe di esperti che guidano gli agricoltori secondo le regole del disciplinare di qualità stilato dalla Regione Emilia Romagna. Quando arriva al Molino passa attraverso una selezionatrice ottica che “espelle” i chicchi malati e tiene solo quelli sani.

«È un processo molto importante perché la pianta talvolta sviluppa muffe e di conseguenza delle microtossine all’interno del chicco che possono essere pericolose per la salute». Ma Molino Quaglia ha raffinato anche il processo di macinazione: «le macine in pietra sono incapsulate in un cilindro d’acciaio, per cui il processo di lavorazione avviene in atmosfera protetta».

Questa impresa di Vighizzolo d’Este (Pd) – 38 dipendenti e 38 milioni di fatturato nel 2014 – è uno dei casi in cui il passaggio del testimone da una generazione all’altra ha prodotto innovazione e sviluppo. Molino Quaglia nasce un secolo fa, nel 1914, quando Angelo, abbandonata la casa paterna, inizia la sua avventura imprenditoriale su due zattere ancorate in un’ansa del fiume Adige all’altezza di Sant’Urbano (Pd). Da allora si sono alternate tre generazioni al comando. Il marchio Petra nasce nel 2008: è una linea di farine «senza compromessi» in termini di gusto e qualità nutrizionali. Sapori antichi, inseriti in processi lavorativi d’avanguardia. Una formula che ha fatto la differenza.