• 19/12/2008

Indovina chi viene a cena

Indovina chi viene a cena
Lei:
'Domani sera vengono a cena Laura e Antonio con i bambini'. Lui: 'Sono proprio contento! Era tanto che non li avevamo con noi'. Lei: 'Ho parlato a lungo con Laura. Sai la novità? Lei e il piccolino sono celiaci'. Lui: 'Celiaci?! Sì, ne ho sentito parlare. Vuol dire che non possono mangiare alimenti contenenti grano o qualcosa del genere... capirai. Certo è una bella seccatura, la loro vita cambia radicalmente, tutto si sconvolge. Poveretti. E poi, così tutto insieme: pensare che sembravano l'immagine della salute! Ma sei sicura di aver fatto bene ad invitarli? Non vorrei che ci fosse imbarazzo, o pericolo, o che ci sia troppo... da lavorare. Dovremo fare due cene distinte, una per loro e una per noi'. Lei (ridendo): 'Caro, svegliati! La celiachia non è proprio niente di strano. I celiaci sono sempre esistiti e anche tu potresti esserlo. E invece di preoccuparti inutilmente cerca d'informarti e di capire. Come ho fatto io. A proposito, domani sera a cena abbiamo: antipasto di mare, risotto di scampi, dentice al cartoccio con frutti di mare, asparagi all'agro, sorbetto di limone e per finire, panettone. E da bere uno Chablis Gran Cru: si fa festa!'. Questo dialogo, o qualcosa di simile, si svolgerà sempre più spesso nelle nostre case. Infatti nei prossimi anni sempre più aumenterà tra tutti noi la percezione di un problema finora poco conosciuto che riguarda la sfera alimentare: la CELIACHIA. Il motivo di tanto interesse è presto detto: a metà degli anni '90 i medici hanno scoperto che tantissime persone, indipendentemente dall'età, sono celiache: ben 1 su 100! Di conseguenza questa condizione finirà per interessare e coinvolgere in vario grado anche molti di quelli che celiaci non sono: i parenti, gli amici, i compagni di scuola, gli insegnanti, i colleghi di lavoro, gli alimentaristi, i medici, i farmacisti, i ristoratori, le industrie del settore alimentare e farmaceutico ecc... E poiché come spesso accade in ambito sanitario, i danni maggiori rischiano di venire dalla disinformazione (e talvolta dal pregiudizio), è molto importante che ciascuno abbia nozioni corrette su questa condizione che sempre più si configura come una variante della normalità piuttosto che come una malattia.