• 16/05/2014
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I vini di Al Bano

Inseriti da qualche tempo in assortimento a Novoli, vanno a ruba. Alcuni hanno i nomi delle sue canzoni, uno porta il nome di suo padre. Tutti provengono dalle campagne di Cellino San Marco da cui un giorno Al Bano scappò per fuggire alla miseria

Alcuni vini si chiamano “Felicità” e Nostalgia”, un altro “Don Carmelo” in onore del padre. Sì, è proprio lui, Al Bano Carrisi, una voce “prestata” all’agricoltura.

«Partirò – disse lui -. Diventerò un cantante e quando tornerò, costruirò una cantina per dedicarla a te» disse al padre Carmelo. E così ha fatto, anche con grande perizia, visto che il Platone - una delle sue etichette - è considerato uno dei trecento vini migliori d’Italia.

«Al Bano è un grande esperto di uva e vini – racconta Sergio Angioi, il suo general manager tuttofare – e in realtà non si è mai staccato da questa terra perché la campagna è parte integrante della sua vita». Quando Al Bano partì da Cellino San Marco (Br), nel cuore del Salento, fuggiva da una situazione di povertà tramandata da secoli. Un trisavolo di Al Bano, il bisnonno, nell’Ottocento lavorava nel bosco attiguo all’antica masseria di Curti Petrizzi (oggi di proprietà del cantante) come carbonaio. Narrano gli antichi e impolverati documenti di famiglia che avesse contatti diretti con i “briganti” che si nascondevano nelle campagne di Cellino. A lui si rivolgevano per le vettovaglie e l’immancabile bicchiere di “miero”, come in dialetto ancora si indica il vino puro (dal latino “merum”).

Da quegli anni arriva diritta diritta la tradizione dei vini prodotti oggi da Al Bano. Sono rossi, rosati e bianchi ricavati da vigneti di 40 e 75 anni che comprendono Primitivo, Negramaro, Salice Salentino, Chardonnay e Aleatico. «Al Bano è un cantante pop, popolare, ma anche una voce di altissimo livello capace di intonare opere liriche, come tutti sappiamo: ebbene, i suoi vini rispecchiano questa sua fisionomia». Ovvero: gamma alta e media, destinati sia ad una nicchia più raffinata che ad un uso più comune.

Il “Don Carmelo” (che si trova anche a Novoli) è il primo vino prodotto da Albano Carrisi ed è dedicato al padre. È ottenuto da uve Primitivo e Negramaro prodotte a Cellino San Marco. Quando le uve hanno raggiunto la giusta maturazione, vengono selezionate, raccolte, “ammostate” sofficemente e lasciate fermentare a temperatura controllata per ottenere il giusto equilibrio tra sapore, colore e profumo. Il vino così ottenuto si presenta brillante, di colore rosso, dall'odore, sapore e corpo caratteristici dei prodotti di quella terra.

«La produzione dei vini Carrisi è iniziata molto tempo fa, non appena Al Bano ha avuto la possibilità di investire su questa terra dove la sua famiglia lavorava per altri» prosegue Angioi. Ma solo negli ultimi tre anni l’azienda vinicola ha preso il volo.
In un anno producono oltre 500 mila bottiglie. Sono presenti all’estero in mezza Europa, Stati Uniti, Giappone e fra poco anche in Cina. Nel supermercato di Novoli coop.fi questi vini sono stati inseriti da pochi mesi e già vanno a ruba.