• 12/01/2012

I sosia, buoni e cattivi

Funghi tossici, mortali, cosa fare in caso di avvelenamento

 

Il chiodino classico può essere confuso con un altro fungo di buona qualità, avente caratteristiche simili e denominato Pholiota mutabilis. Niente di male, anzi, grave sarebbe, invece, la confusione con i tossici Hypholoma fasciculare ed Hypholoma sublateritium, un gruppo di “famigliole malefiche” dai bei colori smaglianti che sembrano disegnati da un pittore.

Ma anche con il fungo dell’olivo (Onphalotus olearius o Clitocybe olearea) non c’è da scherzare. Nonostante il bel colore rosso-arancio del suo cappello (nei funghi, si sa, il colore è spesso traditore), l’ingestione di questo fungo può produrre gravi avvelenamenti a carico dell’apparato gastrointestinale. Cresce sugli olivi e spesso sulle querce. Si può scambiare con i galletti e le pennenciole.

Questi sosia dei chiodini buoni si possono soltanto osservare, magari scattando qualche foto visto che hanno un bell’aspetto e sono molto fotogenici. Ma niente di più.

Funghi mortali

Il più pericoloso è certamente la tignosa verdognola, ovolaccio o farinaccio, meglio conosciuta come Amanita phalloides; non meno pericolose, anche se più rare, sono l'Amanita verna e l'Amanita virosa.

La phalloides ha determinato il più alto numero d’avvelenamenti gravi nel corso dei secoli: sono sufficienti, infatti, dai 20 ai 30 mg di veleno per uccidere un uomo adulto di media corporatura, a causa dei gravi danni riportati dai vari organi, soprattutto dal fegato (contiene una decina di principi tossici, rappresentati principalmente da amanitine e falloidine).

I bambini e gli anziani, in particolare, sono i più sensibili alla sua azione nefasta. Purtroppo, i primi sintomi dell'avvelenamento non si manifestano subito; il tempo che normalmente intercorre fra l'ingestione e le prime avvisaglie, è compreso fra le 8 e le 24 ore, ed oltre: possiamo immaginare i danni provocati nell'organismo umano, in tutto questo tempo, dai micidiali veleni!

Questo fungo compare dalla primavera all'autunno prevalentemente nei boschi di latifoglie, ma anche nei boschi di conifere, e in quelli misti.

Può essere confuso con varie specie commestibili, come i prataioli, i tiricholomi e alcune russule.

Il Cortinarius orellanus, piuttosto raro, determina avvelenamenti molto gravi simili a quelli imputati alla phalloides, con l'aggravante che gli effetti si mostrano dai 3 ai 14 giorni dopo l'ingestione.

Funghi tossici

Anche con i seguenti funghi non si scherza. L' Amanita pantherina, l'Amanita muscaria, la maggior parte delle Inocybe e delle Clitocybe bianche di piccole dimensioni (Clitocybe cerussata, Clitocybe dealbata, Clitocybe rivulosa...) contengono sostanze molto tossiche che agiscono sul sistema nervoso centrale.

È assolutamente da scartare la Gyromitra esculenta, specialmente se mangiata poco cotta. Si tratta di un fungo non molto noto, fino a pochi anni or sono dato per commestibile. Tossica è anche la già citata Clitocybe olearea.

Le ditole o manine (Clavarie o Ramarie) sono funghi dall'aspetto inconsueto che assomigliano alle ramificazioni di una pianta. Ritenute commestibili da molte persone, sono in realtà funghi che procurano seri disturbi all'apparato digerente, eccetto poche specie e purché consumati esemplari giovani.

Esistono altre specie velenose più difficilmente confondibili con quelle commestibili, e perciò meno conosciute dalla maggior parte delle persone.
Però è necessario tenersi sempre  aggiornati sulla tossicologia fungina poiché, senza fare allarmismi, l'elenco dei funghi sospetti o velenosi tende ad aumentare di numero, in quanto con il progredire delle conoscenze tossicologiche diminuiscono quelli ritenuti tradizionalmente sicuri.

Cosa fare in caso di avvelenamento

Non c'è tempo da perdere, se dopo aver mangiato funghi si manifestano questi sintomi,  rivolgersi subito ad un medico o al più vicino pronto soccorso:

  • profusa sudorazione
  • difficoltà nella respirazione
  • nausea
  • annebbiamento della vista
  • conati di vomito
  • dolori addominali
  • diffuso malessere
  • altri sintomi sospetti (tachicardia, brachicardia, allucinazioni, stato di eccitazione, ecc.)

Ciò può dipendere dall'aver mangiato specie velenose o anche commestibili, ma in cattivo stato di conservazione e questo accade abbastanza spesso.

Teniamo presente però che qualche volta anche la suggestione può giocare brutti scherzi!

Prima dell'arrivo del medico cerchiamo di procurare il vomito nell'intossicato. È assolutamente vietato somministrare bevande alcoliche, ed è molto importante conservare qualche fungo intero e un po' di quelli cotti avanzati. Il malato stesso, se può parlare, o qualche altra persona, dovrà fornire al sanitario tutte le informazioni riguardanti i funghi ingeriti e i luoghi di raccolta.

Molto più grave è il quadro clinico quando i sintomi dell'avvelenamento si manifestano a distanza di molte ore o anche di qualche giorno: si tratta con molta probabilità di specie mortali.

 

 

Didascalia foto
foto in alto: Boletus satanas
foto centrale: esemplari di Amanita phalloides
terza foto: Clitocybe olearia o Onphalotus olearius

quarta foto:un gruppo di Cortinarius orellanus

ultima foto in basso: esempio di ditola o manina