• 13/03/2014
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Evviva la ribollita

Pane del giorno prima, recupero degli avanzi e delle vecchie ricette che fanno risparmiare. Sono cambiati i consumi e nelle cucine dei tempi di crisi non si spreca più. Anche perché la metà delle famiglie ha difficoltà a far fronte alle spese…

Più di sette italiani su dieci hanno ridotto gli sprechi. Non si butta più il pane avanzato del giorno prima ma si recupera, come si recuperano di più in generale gli avanzi di cucina. Tornano i cosiddetti piatti “poveri” ma non per questo meno gustosi: polpette, frittate, pizze farcite, ribollita, macedonie e così via. Per fortuna la tradizione culinaria italiana è un pozzo senza fondo in materia.

«È forse questo l’unico aspetto positivo della crisi: i consumi sono più sobri ma più consapevoli e più rispettosi anche dell’ambiente, della salute (grazie al biologico), dell’economia del territorio (filiera corta)» racconta Alberto Niccolai dell’Osservatorio interno di Unicoop Firenze. Con la crisi, prosegue Niccolai, il consumo diventa sempre meno simbolo di status e sempre più legato ai bisogni concreti. In una parola gli italiani rincorrono meno chimere e sono più saggi. Già, perché anche se appaiono i primi segnali positivi dell’economia e le agenzie internazionali non ci “bacchettano” più, gli italiani non si sentono ancora fuori dal guado.

Un’indagine sulle aspettative delle famiglie condotta nei mesi scorsi da Coop evidenzia come una buona metà degli intervistati dichiara un peggioramento delle proprie condizioni economiche, e le previsioni pessimistiche prevalgono ancora su quelle ottimiste. Il 49% degli italiani dichiara che nei prossimi mesi sarà in difficoltà a far fronte alle spese e che quindi proseguirà la prudenza sugli acquisti e sul contenimento dei consumi. Basta talvolta una spesa imprevista per mettere in crisi molte famiglie e dunque un italiano su due compra solo l’essenziale e fa ricorso a promozioni ed offerte. Uno su tre agisce in modo più drastico: ha ridotto le quantità, compra semplicemente di meno.

«L’asprezza della crisi ha cambiato in modo significativo i comportamenti di spesa e quindi i consumi anche negli alimentari». Si compra meno pesce, meno carni rosse compensate in parte dalle carni bianche, meno bevande alcooliche, meno merendine, più farina, più uova, più preparati per dolci. Insomma, per risparmiare, in cucina impera il “fai da te”.

Foto: A. Fantauzzo