• 14/01/2014
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È tornato Maramao

In più di sette milioni piantano insalatine e verdure nell’orto (come recitava la vecchia canzoncina…). La crisi fa venire alla luce l’anima “verde” degli italiani, che sono anche più “etnici” e meno “mediterranei”: lo dice il Rapporto Coop 2013

La crisi non guarda in faccia nessuno: cede terreno perfino la pastasciutta. Gli italiani, ormai è un ritornello stantio, risparmiano anche sul cibo. Chi può, guarda a certi angoli incolti del proprio giardino e si mette a piantare insalate. E comunque, alla fine, se qualcosa devono mettere nel carrello sorprendentemente non sono i prodotti della dieta mediterranea a farla da padrone ma piuttosto il cibo etnico, che infatti fa un balzo del +6,4%.
I prodotti della nostra tradizione invece ingranano la retromarcia: pane e i carboidrati hanno ceduto l’11% in quantità, l’olio d’oliva il 6% e comunque nella sua interezza il carrello denominato basic flette rispetto a un anno fa di un buon 1,3%. Le cifre vengono dal Rapporto Coop 2013.

La cosa più singolare è che gli italiani hanno riscoperto il piacere dell’autoproduzione alimentare e mangiano l’insalata che cresce nell’orto. Circa 7,4 milioni (pari a quasi il 15% della popolazione maggiorenne) curano orti e/o giardini.
«Alla base più che una rinata inclinazione bucolica – dice il Rapporto –, il presupposto di avere cibi genuini e le solite esigenze di risparmio dimostrate anche dal fatto che quasi il 20% degli italiani dediti alle attività di coltivazione agricola sono diventati tali negli ultimi 5 anni, ovvero proprio in coincidenza con la crisi economica».
Tra gli altri dati che confermano l’anima “verde” degli italiani: il 45% dei consumatori dichiara di aver comprato prodotti a km zero e il biologico sembra poco toccato dalla crisi con un fatturato del settore in crescita (il fatturato 2013 rispetto al 2011 registra un +17%).