• 12/01/2012

Cosa dice la legge

Il consumatore può stare tranquillo, perché i funghi raccolti per uso proprio e quelli venduti nei mercati sono disciplinati da varie leggi che li rendono prodotti alimentari “sufficientemente sicuri” se vengono osservate le norme di natura preventiva in esse contenute. Ed anche l’ambiente naturale in cui nascono e si riproducono i funghi osservando le regole, è meglio protetto.

Cercare i funghi

Senza permesso, è come guidare un auto senza patente o andare a caccia senza porto d’armi. Non è possibile. Allora, occorre munirsi di una particolare autorizzazione rilasciata dalla Regione Toscana valida in tutto il territorio regionale. Vale come autorizzazione la ricevuta  del C/C inviato all'Ente indicato, in cui venga riportata la dizione: "Raccolta di Funghi", insieme alle generalità del cercatore. Portarla con sé insieme ad un documento di riconoscimento, da esibire nel caso di controlli.
Il limite massimo di funghi consentito è di Kg. 3, tranne che per per gli abitanti delle località considerate montane, che possono raccogliere fino a 10 Kg.

In Toscana può essere:

  1. personale;
  2. turistico;
  3. a fini scientifici.

 

  1. Per uso personale e turistico vale come autorizzazione alla raccolta la ricevuta relativa al versamento al comune competente poiché costituisce denuncia d’inizio attività, essendo indicate generalità, data di nascita, residenza del raccoglitore, nonché la causale del versamento. Non dimenticate un documento di riconoscimento per eventuali controlli.
    Per uso personale, ad uso dei residenti
    , l’autorizzazione ha validità di sei mesi, un anno o tre anni dalla data del rilascio. Importante è tenere presente che non possono essere superati 3 kg giornalieri di funghi raccolti, fatta eccezione per i residenti nelle località classificate come montane, ove possono arrivare fino a 6 Kg. Beati loro!
  2. Per uso turistico, l’autorizzazione per i non residenti è limitata al territorio del comune di rilascio e a quello dei comuni confinanti, ma per un tempo limitato: un giorno, o per sette giorni, anche non consecutivi, da usufruire nell’arco dell’anno. Il limite massimo di funghi che posono essere raccolti corrisponde a 3 kg.
  3. Per fini scientifici. Per la raccolta dei funghi nei parchi nazionali o regionali, informarsi presso i relativi uffici perché possono essere previste apposite autorizzazioni, o particolari modalità di raccolta, in questi territori.

 

Funghi protetti

Tutti i funghi devono essere protetti dalle “invasioni barbariche” di molti cercatori. Ma in particolare alcune specie di particolare rilevanza perché a rischio di estinzione o per possibili confusioni con specie velenose.

È vietato raccogliere funghi con dimensioni del cappello inferiore a questi valori:

  • Boletus edulis, Boletus aereus, Boletus pinicola, Boletus reticulatus (porcini) cm 4;
  • Hygrophorus marzuolus (dormiente o marzuolo) cm 2;
  • Tricholoma georgii o Calocybe gambosa (prugnolo) cm 2

È vietata la raccolta e commercializzazione dell’Amanita caesarea (ovolo buono) come ovolo chiuso, perché a quello stadio di sviluppo il fungo potrebbe essere confuso con alcune specie velenose piuttosto simili, ed anche per consentire a questo fungo sempre più raro di diventare adulto.

Rivolgersi agli ispettorati micologici delle aziende sanitarie per avere certezze sui funghi raccolti, se si hanno dubbi sulla loro commestibilità. Un consiglio è aderire ad uno dei numerosi gruppi micologici distribuiti in ogni provincia della Regione Toscana: un'occasione  per migliorare ed approfindire la conoscenza delle numerose specie micologiche.

Comperare i funghi

I funghi freschi spontanei destinati alla vendita devono essere preventivamente certificati da micologi in possesso di uno specifico attestato, ed iscritti nell’apposito registro nazionale e regionale.


Vendere i funghi

Gli operatori commerciali addetti alla vendita di funghi freschi spontanei devono essere muniti di apposito attestato micologico conseguito, previo corso micologico e relativo esame di idoneità.


Come si presentano

I funghi di un’unica specie, da commercializzare allo stato sfuso, devono essere contenuti in cassette ad un solo strato per facilitare la circolazione dell’aria all’interno che ne garantisce una migliore conservazione; oppure vengono venduti in confezioni alimentari munite di una reticella sigillata per consentire la necessaria protezione igienica del prodotto. Naturalmente, devono essere sani, integri e non invasi da parassiti.

I funghi non sono prodotti anonimi, ma nella relativa etichettatura deve essere il indicato il nome scientifico della specie, seguito da quello volgare con il quale è più comunemente conosciuto, e la zona geografica di provenienza.

 

Specie commercializzabili

Nel territorio nazionale è consentita la commercializzazione di specie fresche spontanee e coltivate. La Regione Toscana ha aggiunto alle precedenti, come previsto dalla legge, altre specie tipiche maggiormente ricercate ed apprezzate nel suo territorio.
Possono essere essiccate e commercializzate specie spontanee e coltivate.
Possono essere conservate sott’olio, sott’aceto, in salamoia, congelate, surgelate o altrimenti preparate, specie spontanee e coltivate.
In pratica la maggior parte dei funghi freschi spontanei raccolti a scopo alimentare possono anche essere venduti negli esercizi alimentari.
(Gli elenchi completi dei funghi si trovano negli Allegati I e II del D.P.R. n. 376/1995, e nell’Allegato A della Deliberazione della Regione Toscana, n.939/1999)

 

Attenti alle multe

I cercatori, ma anche gli operatori commerciali, che non osservano le normative sui funghi sono passibili di contravvenzioni da parte del Corpo forestale dello Stato, dei carabinieri del nucleo antisofisticazione (N.A.S.), dagli organi di vigilanza ed ispezione delle A.S.L., e da vari altri organi di vigilanza.

 

Riferimenti:

- Legge 23 agosto 1993, n. 352 - Norme quadro in materia di raccolta e commercializzazione dei funghi freschi e conservati.

- D.P.R. 14 luglio 1995, n. 376 - Regolamento concernente la disciplina della raccolta e della commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati.

- Legge Regione Toscana 22 marzo 1999, n. 16 e successive modifiche* - Raccolta e commercio dei funghi epigei spontanei.

- Deliberazione Regione Toscana 9 agosto 1999, n.939

- Legge Regione Toscana 17 Novembre 2010, n. 58

* (legge regionale 22 dicembre 1999, n.68; legge regionale 23 aprile 2007,n.25)