• 19/12/2008

Come si fa diagnosi di celiachia?

COME SI FA DIAGNOSI DI CELIACHIA?
Come si fa diagnosi
La diagnosi di celiachia si fa seguendo un percorso oramai standardizzato che solitamente si svolge in tre tappe: 1) Sospetto clinico o appartenenza ad una categoria a rischio. Tutti i soggetti (adulti e bambini) che a giudizio del proprio medico hanno sintomi compatibili con la celiachia, dovrebbero fare degli accertamenti specifici. Questi accertamenti dovrebbero essere svolti sistematicamente dai parenti di primo grado dei celiaci, da soggetti affetti da malattie autoimmuni (tiroidite di Hashimoto, diabete di tipo I ecc.), da soggetti con Sindrome di Down e da appartenenti ad altre categorie particolarmente a rischio; 2) Sierologia. I soggetti di cui sopra dovrebbero effettuare un esame del sangue la cui positività fa sospettare fortemente la celiachia (senza dare la certezza); 3) Biopsia intestinale: si effettua nei soggetti risultati positivi al test sierologico. Ci dà, in positivo o in negativo, la certezza della diagnosi. IL CELIACO E' UN 'DIVERSO'? La diversità del celiaco rientra tra quelle di cui mediamente ciascuno di noi è portatore: l'allergia al pelo di gatto, la pelle troppo chiara per esporsi al sole, l'incapacità di distinguere i colori ecc... Il vero problema della celiachia non sta tanto nel celiaco ma nel glutine, cioè nel contesto alimentare in cui il celiaco inevitabilmente si trova a vivere. Mentre chi è allergico al pelo di gatto eviterà di tenere un gatto in casa, chi ha la pelle delicata non farà le vacanze ai tropici e, infine, chi è daltonico non si illuderà di diventare vigile urbano, il celiaco si trova comunque, e suo malgrado, inserito in un ambiente ricco di glutine. La vera differenza sta in questo. Da questa, che è una diversità banale e tutto sommato facilmente rimediabile, derivano una serie di problemi pratici che in certi casi possono essere vissuti come una grave limitazione, un marchio o, addirittura, un motivo di autoemarginazione.