• 01/02/2012

Allevamento

 

allevamento
Per tutti i bovini destinati alla produzione di carne allevati in Italia o in altri paesi europei deve essere permessa in ogni momento la completa tracciabilità, pari garanzie devono essere fornite da tutti gli altri paesi da cui noi importiamo carne. Per tracciabilità si intende poter risalire dalla carne contenuta nella vaschetta o sul banco di qualunque macelleria a tutte le informazioni che hanno fatto la storia di quel particolare bovino o gruppo omogeneo di bovini. Per il superamento della crisi BSE, l'Unione Europea ha adottato infatti delle regole precise che riguardano l'allevamento degli animali e l'etichettatura delle carni, il cui rispetto deve assolutamente essere garantito al consumatore. In particolare: • Bando totale delle farine di origine animale nell'alimentazione • Obbligo di eliminazione e distruzione della colonna vertebrale per i bovini di età superiore ai 24 mesi destinati al consumo umano (dal 1° gennaio 2006) • Etichettatura obbligatoria di tutti i bovini e bufalini e attivazione dell'anagrafe bovina italiana • Attivazione di un sistema di sorveglianza attiva basato su test obbligatori per tutti i capi di età superiore ai 30 mesi destinati al consumo umano e a 24 in alcuni casi specifici. Per i prodotti biologici le misure da adottare sono ancora più stringenti. Il decreto legislativo n. 336 dell'agosto 2000 ha dato il via alle nuove regole della U.E. Molte sono le condizioni da rispettare, alcune per esempio si riferiscono a: • gli allevamenti, che non sono ammessi senza terra. L'alimentazione deve essere costituita nel 35% da alimenti derivanti dall'azienda o dal comprensorio (per esempio pascolo) e perciò almeno un terzo dell'alimentazione è senza mangimi. I mangimi non devono contenere OGM (che devono essere dichiarati se in percentuale superiore all'1%), devono essere completamente vegetali e di origine biologica • le cure: sono consentiti 2-3 cicli di trattamenti con medicinali allopatici in un anno. • la densità di bovini per ettaro, che è stabilita per legge secondo le dimensioni degli animali. • le stalle: tutti gli animali devono avere la possibilità di accedere a spazi aperti. All'interno della stalla deve esserci un'area di riposo il cui pavimento sia coperto con materiale naturale. Il consumatore riconosce le carni "bio" dalle etichette dove, oltre ad essere riportata l'indicazione "biologico", deve essere individuabile l'ente che ha rilasciato la certificazione e un apposito marchio. Il marchio viene rilasciato soltanto dopo accurati e specifici controlli. Ricordiamoci sempre che scritte quali "naturale", "allevato all'aperto" o "allevato in modo tradizionale" non hanno lo stesso significato di "prodotto biologico".
L'irlandese

La razza Aubrac è originaria della Francia e nasce come razza da lavoro, ma oggi è allevata soprattutto per la produzione di carne. È una razza molto "rustica" e se la cava bene anche negli ambienti più difficili.

Si tratta di animali dal pelo che va dal biondo al bruno (più scuro sulle spalle), di statura mediobassa ma di peso medio-alto (una femmina adulta può pesare dai 550 ai 750 kg).

In Irlanda, ricca di pascoli eccezionali, ha trovato il suo habitat congeniale e si è perfettamente ambientata.