• 30/08/2018
  • AMBIENTE

Arcipelago Pulito: 16 quintali di rifiuti raccolti e un appello al Governo

Mentre si avvia alla conclusione il progetto sperimentale che pulisce il mare toscano dai rifiuti, i promotori invitano Governo e Parlamento a fare una legge nazionale

Arcipelago Pulito: la Toscana per un mare senza rifiuti è il progetto partito a metà aprile per incentivare i pescatori a riportare a terra e smaltire correttamente i rifiuti recuperati durante la quotidiana attività di pesca.

Sedici quintali di rifiuti raccolti dopo e mentre la sperimentazione si avvia al termine i principali promotori del progetto chiedono l’aiuto del Governo e del Parlamento per l’introduzione di una legge nazionale che incentivi i pescatori a non ributtare in mare le plastiche pescate.

L’appello, pubblicato oggi sui maggiori quotidiani nazionali e firmato da Regione Toscana, Legambiente e Unicoop Firenze, è in particolare rivolto al ministro Costa che aveva dichiarato alcune settimane fa la sua disponibilità a lavorare ad una legge per ridurre la plastica nel mare, consentendo ai pescherecci di raccogliere i rifiuti marini e facilitandone il corretto smaltimento.

A fine giugno il progetto Arcipelago Pulito era stato presentato a Bruxelles all’attenzione del commissario europeo per l’ambiente, gli affari marittimi e la pesca Karmenu Vella. Una delegazione dei rappresentanti del progetto, composta da Vittorio Bugli, assessore alla presidenza della Regione Toscana, e Daniela Mori, presidente del Consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze, insieme all’eurodeputata Simona Bonafé, aveva incontrato il commissario europeo Vella per raccontare l’esperienza di Arcipelago Pulito, prima in Italia ed in Europa a dare vita ad una filiera per un mare senza rifiuti, che va dalla raccolta del rifiuto in mare fino al suo trattamento e, quando possibile, recupero in un impianto idoneo.

Il progetto sperimentale è stato reso possibile grazie ad un protocollo d'intesa siglato tra la Regione Toscana, il Ministero dell'Ambiente, Unicoop Firenze, Legambiente, la Guardia Costiera della Toscana, l'Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale, la società Labromare concessionaria per la gestione dei rifiuti nel porto di Livorno, l'azienda di raccolta e riciclo dei rifiuti Revet e la cooperativa di logistica integrata Cft.

IL RUOLO DI UNICOOP FIRENZE
Arcipelago Pulito nasce dal rapporto di Unicoop Firenze con i fornitori di pesce dell’Arcipelago. Al progetto la cooperativa destina parte del ricavato del centesimo che soci e clienti, per legge, dall'inizio del 2018 devono pagare per le buste in mater-b dell'ortofrutta. Fino a fine settembre inoltre la mostra Arcipelago Pulito, che racconta il progetto attraverso pannelli informativi, immagini e video, sarà in alcuni punti vendita Unicoop Firenze, con attività per i più piccoli che potranno cimentarsi in giochi, quiz e cruciverba sul tema del mare. Obiettivo dell’iniziativa: sensibilizzare soci e clienti sul tema dell’inquinamento marino e, più in generale, della tutela dell’ambiente.

LA FILIERA
Primi protagonisti del progetto sono i pescatori, che hanno attrezzato le barche con appositi sacchi stivati a bordo nei quali raccogliere i rifiuti plastici issati con le reti durante la quotidiana attività di pesca. Al rientro in porto, tutti i sacchi vengono depositati in un apposito contenitore di raccolta posizionato in banchina da Labromare che periodicamente provvede al suo svuotamento. Il contenuto del cassone viene poi trasportato da furgoni dedicati di Cft allo stabilimento di Revet, dove si effettuano le analisi e le classificazioni necessarie a quantificare e caratterizzare il rifiuto per poi destinarlo al riciclaggio o allo smaltimento. Sul corretto svolgimento delle operazioni in mare vigila la Guardia Costiera della Toscana, mentre Legambiente offre il proprio contributo in termini di esperienza scientifica, monitoraggio, elaborazione dati, formazione e sensibilizzazione.

I DATI
I dati aggiornati ad oggi diffusi da Revet contano 1590 kg di rifiuti conferiti, a cui in poco meno di un caso su quattro è possibile dare una seconda vita.

Manifesto appello