Intervista al maestro Giannetto Bencini

Scritto da Alma Valente |    Marzo 1999    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Yoga contro lo stress
Ce lo dicono le statistiche, anche noi stiamo diventando un popolo di depressi, ansiosi, stressati e insonni cronici. Circa il 30 per cento degli italiani infatti soffre, almeno una volta nel corso della vita, di stati depressivi più o meno gravi. Un fenomeno molto preoccupante che non risparmia, purtroppo, nemmeno i bambini molto piccoli. E di fronte a questo problema come ci comportiamo? Di solito il primo passo è quello di ricorrere al proprio medico di fiducia: "Dottore, mi sento agitato e giù di morale, mi dia qualcosa per star meglio". E via di corsa, con la ricetta in mano, a prendere ansiolitici ed antidepressivi. Farmaci indubbiamente di provata efficacia, ma che da soli non risolvono il problema.
Spesso è così che vanno le cose, e tra una pillola e una lamentela cerchiamo di 'esorcizzare' i nostri disagi psicologici senza fare lo sforzo di comprenderli. "Indubbiamente per chi soffre i mezzi chimici rappresentano la cura più veloce e meno faticosa. Ma in questo modo le persone vedono indebolirsi sempre di più la loro capacità volitiva. Senza poi tener conto del fatto che nessuna pillola può sostituire lo sforzo necessario ad affrontare il sacrificio giornaliero che la vita comporta". Sono le parole del maestro Giannetto Bencini, uno dei fondatori della Federazione italiana yoga, che ha elaborato, nel corso dei suoi quarant'anni di insegnamento, una tecnica di rilassamento adatta alle persone che soffrono di stati d'ansia e depressivi.

E allora in che maniera questa filosofia può intervenire a offrirci un'esistenza migliore? In altre parole, quali sono i principi base?
"E' difficile riassumere un'esperienza millenaria in poche parole. Va ricordato comunque che lo yoga cerca di realizzare l'unione tra mente, corpo e realtà che ci circonda. Uno stato che, una volta raggiunto, ci permette di mutare atteggiamento e comportamento nei confronti delle situazioni, dopo averle comprese alla radice".

Dunque un 'esercizio' che richiede uno sforzo lungo ed impegnativo...
"Indubbiamente. La cosa più aberrante è che alcune 'scuole' sbandierano la meditazione come se si trattasse di una condizione raggiungibile da chiunque senza sforzo. Niente di più falso. Si tratta di una tecnica molto complessa che può essere conquistata solo dopo anni di lavoro. Il presupposto indispensabile per raggiungere questa condizione, comunque, è quello di avere eliminato l'ansia, i pensieri negativi, l'insonnia e, soprattutto, la depressione. Tutti stati d'animo spiacevoli, che le tecniche yoga possono aiutare a superare. Raggiungere livelli 'superiori' è solo il passo successivo, se abbiamo la volontà di lavorare su noi stessi".

E adesso veniamo alla tecnica da lei elaborata, in che consiste?
"Lo stress e l'ansia producono sempre tensione e blocchi muscolari. Il mio metodo di rilassamento profondo si basa proprio, in primo luogo, sulla eliminazione dei blocchi muscolari. A questo si aggiunge il ripristino di una respirazione corretta e naturale. Intervengo poi suggerendo visualizzazioni che funzionano da igiene mentale su tutti i condizionamenti negativi accumulati. La respirazione, finalmente salutare e profonda, il rilassamento muscolare e le visualizzazioni gradevoli accompagnano la persona in ogni momento della giornata e la aiutano ad affrontare i problemi e i dolori grandi e piccoli della vita quotidiana".

Ma questo metodo ha sempre bisogno di una guida?
"La tecnica dello yoga non si può apprendere semplicemente studiando sui libri che ne parlano; la pratica e la presenza di un maestro qualificato sono indispensabili".

La figura del maestro evoca realtà e culture molto diverse dalla nostra. Ma chi è in realtà?
"E' soltanto colui che, ogni volta che l'allievo si trova in difficoltà, sa fornirgli la tecnica adeguata per superarla e andare avanti. Un maestro può essere giudicato tale solo se, conoscendo le tecniche di realizzazione ed avendo compresa la vita in maniera scientifica, è in grado di fornire al discepolo che è pronto e che lo richiede quelle stesse tecniche. Sta poi a quest'ultimo la scelta di usarle oppure preferire il passaggio attraverso un'esperienza dolorosa che potrebbe essere evitata".
Una strada diversa da percorrere, dunque, che riporta alla mente quello che diceva Platone già nel IV secolo a.C.: 'Il grande errore dei medici del nostro tempo è quello di tenere separata l'anima dal corpo'. Anche oggi ci troviamo ingolfati in questa diatriba!

Per saperne di più
Giannetto Bencini, "Yoga e/o depressione", Jñana Marga Editrice, via di Ripoli 26, 50126 Firenze, tel. e fax 0556580994