A teatro una rappresentazione sul campo nazi-fascista di Fossoli. L’importanza della memoria per i giovani

Scritto da Rossana De Caro |    Gennaio 2014    |    Pag. 38

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

A gennaio il 28, alle 9.30 e la sera alle 21, va in scena al Teatro Puccini di Firenze  Vuoti a perdere, spettacolo portato in scena dalla Compagnia Centrale Produzioni nell’ambito del progetto didattico-educativo, rivolto alle scuole di Firenze, “Chiavi della città”. I testisono di Laura Forti, la regia di Teo Paoli, le musiche originali di Teo Paoli ed Enrico Fink, gli interpreti: Enrico Fink, Lavinia Rosso, Silvia Baccianti, Alessandro Mazzoni.

La rappresentazione teatrale, si svolge in occasione dei Giorni della Memoria, per ricordare l’orrore della Shoah, e racconta del campo nazi-fascista di Fossoli, punto di raccolta e smistamento dei deportati italiani verso i campi di sterminio. Ne parliamo con il regista Teo Paoli.

Che tema affronta questo spettacolo?

Vuoti a perdere è il terzo spettacolo della trilogia della Responsabilità dopo Dimmi, (storia di una famiglia toscana ebrea), e Di Razza (sulle leggi razziali e la discriminazione), ed è dedicato al campo di Fossoli, prova della responsabilità italiana nella Shoah.

Da questo campo di transito, costruito e gestito da italiani nel 1942, e poi anche dai tedeschi, sono partiti circa settemila fra ebrei e prigionieri politici e militari, verso i campi di sterminio. Fra questi, nel ’44, lo stesso Primo Levi, che racconta la sua esperienza a Fossoli nel libro Se questo è un uomo. Oggi di questo campo che si trova a Carpi (Modena), rimane solo uno spiazzo abbandonato con solo alcune tracce di quello che era originariamente.

Come viene tradotto in scena tutto questo?
Dentro il campo sono transitati anche i famigliari di Enrico Fink, marito dell’autrice dei testi, Laura Forti. Nello spettacolo sono descritte storie ipotetiche di personaggi, fra realtà e finzione, sulla falsariga delle vicende della famiglia Fink.

Teo paoli vuoti a perdere“Piccoli quadri” dentro il campo, dove le persone, che nella realtà non capivano neppure bene cosa stesse realmente succedendo, cioè che sarebbero state deportate verso i campi di sterminio, si rapportano fra di loro. Un racconto fatto di frammenti, che prende vita attraverso la voce degli attori, il video, la musica dal vivo. Un linguaggio di forte impatto emotivo, con lo stesso Fink che entra in scena, suonando e recitando, cantore della memoria e della sua personale vicenda.

Perché la scelta di questo titolo: Vuoti a perdere?
Il titolo è emblematico, lo abbiamo ripreso da una lettera di un forno locale, in cui si chiedeva il pagamento del pane fornito al campo e ai treni su cui viaggiavano i deportati, e anche dei sacchi che lo contenevano, definiti “vuoti a perdere”, poiché non sarebbero più tornati, esattamente come quelle persone che da lì partivano per i campi di sterminio.

Quanto è importante la “memoria” per i giovani?
I ragazzi sono il nostro pubblico principale.

La memoria deve restare viva e, sparendo col tempo i testimoni diretti, è difficile da mantenere. La storia ci insegna che gli abomini si ripetono: basta pensare ai nostri giorni, alle guerre nei Balcani, in Serbia, alle epurazioni etniche; sono gli stessi meccanismi e la stessa follia legati ai concetti di razza e  pulizia etnica.

Con l’immigrazione gli italiani si sono scoperti più razzisti di quanto pensavano, quanti si domandano che fine fanno i clandestini? Bisogna riflettere su queste vicende vicine a noi. Per questo il valore sociale della memoria è fondamentale per le nuove generazioni. L’ideologia dello sterminio è nata in Europa ed ha tutte le possibilità di riapparire. Mantenere viva la memoria è un modo per scongiurare il rischio che ciò accada nuovamente.

Vuoti a perdere, 28 gennaio 2014 – matinée scolastica ore 10 – serale ore 21

Info:

Info scolastiche:

Nella foto di metà articolo Il regista Teo Paoli

Video: Ex Campo di concentramento di Fossoli - Carpi - (Modena) Italia, durata: 4:11


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