Streghe, libri gialli, film noir, e perfino vampiri, il fascino inquietante dellʼantica città etrusca

Scritto da Gabriele Parenti |    Aprile 2009    |    Pag.

Giornalista professionista e regista radiotelevisivo, Gabriele Parenti ha realizzato vari programmi per le reti nazionali della Rai (Intercity-cultura, Learning, Speranze d'Italia) e per Rai International. Autore di documentari e di docu-fiction, attualmente coordina i programmi culturali della Sede Rai di Firenze. Ha svolto attività di ricerca presso l'Istituto di Filosofia del Diritto e di Studi storico-politici dell'Università di Pisa; tiene workshop e seminari nelle Università di Firenze, Pisa e Siena. Tra i suoi libri: Il pensiero dell'esilio (1986); La Sfida. Il pensiero e il coraggio di Robert Kennedy (1999); Il sogno e la memoria (2000); Il lato oscuro (2002); Sui crinali della storia (2005); Oltre l'immagine (2006).

Nel 1398, nel contado di Volterra abitava un certo Andrea Lacci, detto l'"alchimista", in quanto conoscitore dei segreti medicamentosi delle piante. Ma l'alchimista era anche un acuto investigatore; infatti è uno dei protagonisti di Crimen Criminis l'ultimo libro del giallista Andrea Nacci (ed. Migliorini, 2007).
E nel 1530, durante l'assedio di Volterra da parte dei fiorentini di Francesco Ferrucci, agisce Andrea il "Normanno" un altro protagonista di inquietanti vicende del passato. Il bel libro di Andrea Nacci porta un nuovo contributo a fare di Volterra la città del mistero.

Infatti sono numerosi i romanzi mistery, i film noir ambientati nell'antica città toscana. E viene da domandarsi: da cosa deriva l'aura di mistero che caratterizza Volterra? Forse è insita nel suo appellativo di città "fuori dal tempo"? O nella definizione dannunziana di "città del macigno e del vento"?
Forse è colpa del sorriso ambiguo degli etruschi o della "malmignatta", la vedova nera europea detta anche "ragno di Volterra" e identificata con la mitica tarantola. Una domanda a cui è difficile rispondere perché il fascino misterioso della città ha più di una motivazione.

La regina del mistery

Fatto sta che a Volterra sono stati ambientati molti racconti "mistery" come I Gufi di Velathri di Marco Vozzoli (Il filo ed.), incentrato sul fascino arcano di un'urna cineraria: un romanzo che prende avvio nel 551 a Velathri, antica denominazione dell'attuale Volterra; oppure Chimaira di Massimo Valerio Manfredi (Mondadori ed., 2002), un giallo archeologico che affonda le sue radici in una maledizione antica e spietata che per alcuni versi ci ricorda quella dei Baskerville di Conan Doyle); ma anche Il mistero dell'ombra della sera (ed. Polistampa) di Riccardo Cardellicchio e Alberto Giustarini.

E, inoltre, film come il cupo, angosciante Vaghe stelle dell'orsa (1965) di Luchino Visconti, vincitore del Leone d'oro e definito dal suo regista "Un giallo dove tutto è chiaro all'inizio e oscuro alla fine"; sceneggiati televisivi (ricordiamo Ritratto di donna velata) e radiofonici (Chimera); e pare che anche i vampiri "approderanno" a Volterra, nei vicoli dove è ambientato, in parte, New Moon (Fazi ed., 2007) di Stephanie Meyer, secondo libro della saga di Twilight, dove verranno girate alcune scene del nuovo film.

 

Le streghe di Mandringa

Certo, contribuisce in misura notevole al mistero di Volterra, l'impronta dell'enigmatica civiltà etrusca, rappresentata in modo emblematico dalla celebre statuetta filiforme Ombra della sera e da statue dal ghigno inquietante. Infatti, il sorriso degli etruschi non è quello dellimperturbabile serenità greca, ma esprime qualcosa di ironico e di beffardo come nell'Apollo di Veio. Inoltre Volterra è una città darte dove lo stesso paesaggio così mutevole nell'alternarsi delle stagioni contribuisce ad esaltare un alone di mistero e di solitudine.

Infine, dove c'è il mistero come potrebbero mancare le streghe? Che si riunivano presso il masso di Mandringa "Sull'orlo delle Balze, un'altra notte di tregenda si stava consumando in onore del Principe delle Tenebre, ai piedi delle antiche mura, fra il sacro tempio dei Patroni e il diruto cenobio dei Camaldolesi". Questa e altre vicende come quella della "strega" Elena di Tarvale sono narrate in Volterra magica e misteriosa di Franco Porretti (Pacini editore) che traccia una serie di itinerari nel territorio volterrano che ne aumentano il fascino portandoci in un mondo fantastico al confine fra storia e leggenda.

 

IL LIBRO
Commissario di campagna

È nata a Volterra e vive in Val di Cecina. Doriana Mugnaini è l'autrice di Piccole storie gialle (Mef - L'autore libri Firenze, pagg 114, 9,40 euro) in cui è la provincia toscana a fare da sfondo a quattro racconti diversi ma con un unico protagonista, il commissario Adami e i suoi simpatici e molto paesani colleghi.

Single e con la passione delle donne, potrebbe somigliare al collega della serie televisiva Il commissario Manara. Invece le somiglianze finiscono qui: Adami vive con la madre, ama la buona cucina, fuma, vive volentieri nella piccola cittadina in cui si è perfettamente integrato.

Racconti diversi, fra passato e leggende, mistero e imbrogli. Una lettura piacevole e intrigante.

 


 

La foto di Volterra è di Carlo Valentini

 

 

 


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