Con i certificati elettorali i moduli per dire sì o no

Vivere oltre
Quanti di noi saranno disposti a donare i propri organi? Lo scopriremo a partire dal 21 maggio quando, in occasione della consultazione referendaria, tutti i cittadini al di sopra dei 18 anni saranno chiamati ad esprimersi per una scelta "libera e consapevole". "Una decisione che riveste un indubbio valore etico - dice il dottor Roberto Lippi, del nucleo operativo del Coordinamento regionale trapianti -. Basti pensare che nel mondo sono centinaia di migliaia le persone ancora in vita grazie al trapianto che, attualmente, è l'unica terapia possibile per molte patologie a prognosi infausta". In Italia, nel '99, ci sono stati 788 casi di donatori e la Toscana, rispetto a una media nazionale del 13,7, ha avuto l'incremento più alto passando da una percentuale di 13 a 26,9 donatori per un milione di abitanti. "Una spinta in avanti - spiega il dottor Lippi - dovuta anche ad una politica regionale che ha favorito l'istituzione dei coordinatori locali e l'impegno del personale delle rianimazioni".
Ma vediamo più nel dettaglio cosa stabilisce la nuova legge. Come previsto dall'articolo 23, il sistema scelto in via transitoria è quello del "consenso o dissenso esplicito". Questo significa che ognuno di noi deve esser cosciente delle proprie scelte, mettendole per iscritto. Ogni cittadino avrà tre mesi di tempo per decidere e riconsegnare, alla Asl, al proprio medico di base o alle farmacie, il modulo allegato ai certificati elettorali dove dovrà essere barrato il "sì" o il "no". I dati saranno poi inseriti nell'archivio informatizzato del Centro nazionale trapianti o in quelli dei Centri di riferimento interregionali. Cambiare idea, però, sarà sempre possibile. Basterà presentare una dichiarazione contraria a quella precedente. E se la persona non si è espressa? In questo caso i familiari avranno diritto ad opporsi al prelievo. Per quanto riguarda i minori saranno i genitori a decidere ma solo se sono d'accordo entrambi.
Una dichiarazione di volontà, inoltre, può essere portata con i documenti personali, l'importante è che sia completa di nome, cognome, numero di documento o codice fiscale, data e firma. Nel caso della possibilità di donazione, quando cioè cessano in modo irreversibile tutte le attività dell'encefalo, saranno poi i rianimatori a verificare se il soggetto abbia con sé il documento o abbia annotato la propria volontà nel registro informatico. In sintesi, in caso di morte accertata, possono verificarsi tre situazioni: se il soggetto ha detto "sì" alla donazione i familiari, salvo che non presentino una dichiarazione contraria successiva, non possono opporsi; nel caso di un "no", il prelievo degli organi non è possibile; se invece la volontà non è stata espressa sarà il medico a chiedere la non opposizione alla famiglia. Una normativa dunque che, come sottolinea il dottor Lippi "tende, almeno in parte, a sollevare i familiari dalla terribile responsabilità di decidere per il proprio congiunto, e ad alleviare in noi medici la sgradevole sensazione di domandare alle persone sbagliate, nel momento presumibilmente peggiore, ciò che comunque non vorremmo mai chiedere".