Al cinema e a teatro per prevenire il fenomeno dell'usura. L'indebitamento in Toscana

Scritto da Bruno Santini |    Aprile 2008    |    Pag.

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

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La prima tappa è stata a Firenze
, al Teatro de La Pergola. Poi la campagna contro l'usura si sposterà in tutta la regione, toccando, entro la fine dell'anno, 21 città della Toscana. Il progetto si chiama "Vivere a rate": promosso dalla Regione Toscana, è a cura della Compagnia Teatri d'Imbarco, con il patrocinio del ministero della Pubblica Istruzione e la collaborazione di Mediateca regionale toscana-Film Commission e Fondazione toscana per la prevenzione dell'usura. L'obiettivo è sensibilizzare sul fenomeno dell'indebitamento delle famiglie, per un uso consapevole del denaro e la diffusione di una cultura della legalità. Per raggiungerlo il progetto fa sua la forza del teatro e del cinema, tra riflessione orale e parola scritta. Compone il mosaico di proposte la proiezione della bella pellicola diretta da Ricky Tognazzi "Vite strozzate", film verità sul mondo sommerso dell'usura con Luca Zingaretti e Sabrina Ferilli; lo spettacolo "Un matrimonio quasi felice" di Nicola Zavagli, portato in scena dalla Compagnia Teatri d'Imbarco con protagonista Beatrice Visibelli; un incontro sul tema "Debiti familiari", al quale di volta in volta partecipano esperti del settore e dell'associazionismo; la distribuzione gratuita del libro "Vita a credito", strumento di riflessione sulla cultura della legalità contenente anche brevi saggi divulgativi e gli atti del convegno sull'uso consapevole del denaro, organizzato dalla Regione Toscana per la Festa della legalità 2007.
Chiediamo al regista e autore teatrale e cinematografico Nicola Zavagli, ideatore del progetto, come è nata l'idea di "Vivere a rate".

«Tutto è cominciato con il mio spettacolo "Un matrimonio quasi felice", andato in scena per la prima volta al Teatro di Rifredi nell'aprile del 2007. In scena si racconta il dramma di una famiglia fiorentina, dei giorni nostri, alle prese con un'implacabile pressione causata dai debiti del padre che, per questo motivo, scivola in quello che si usa definire il "male dell'anima". Mentre i figli si scopriranno impossibilitati a capire le problematiche dei genitori, sarà la moglie a tentare di superare la crisi familiare. Perderanno la casa ma ritroveranno una rinnovata compattezza di affetti e complicità».
Alla fine dello spettacolo capitava spesso che gli spettatori andassero nei camerini degli attori. «Non lo facevano solo per congratularsi con noi - dice Zavagli -, ma per renderci partecipi che il dramma appena visto sul palcoscenico era stato condiviso, nella realtà, anche da loro stessi o da persone a loro vicine... e avevano un estremo bisogno di esternarlo. È stato allora che mi sono reso conto di quanto il fenomeno sia diffuso ed allarmante». Lo spettacolo, che il regista definisce un "thriller dell'anima" aveva scatenato un processo d'identificazione immediato... «E dire - prosegue Zavagli - che per la stesura del testo mi ero ispirato ad una vicenda vissuta in prima persona quando mio padre, come il protagonista sul palco, cercò di competere, di essere all'altezza dei tempi e fece il passo più lungo della gamba».
Gli spettacoli di questo artista - scrive a proposito di Zavagli Roberto Incerti, critico teatrale del quotidiano "La Repubblica" - sono una via di mezzo fra la commedia all'italiana e la riscoperta del neorealismo. Il risultato è quello di una ricerca teatrale in bilico fra i meccanismi della grande tradizione e quel cinema contemporaneo che sa parlare della vita di tutti i giorni. E questo rende ancora più facile ed immediata la condivisione di situazioni e sentimenti tra pubblico e personaggi in scena.

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Si parla spesso, in questi anni, di teatro civile. "Un matrimonio quasi felice" può rientrare in pieno in questo campo, che - e questo lavoro lo dimostra - non necessariamente deve trattare temi politici o storico-politici, ma può affrontare problemi privati altrettanto importanti, annota Francesco Tei, giornalista Rai e critico teatrale.
E che siano "problemi privati importanti" lo dicono le cifre: «Secondo i dati del Codacons regionale sono ben 30mila le famiglie toscane indebitate - sottolinea Zavagli -. Un problema che nasce dal nostro stile di vita: capisco che sia difficile, ma dobbiamo imporci di cambiarlo! Il sistema ci abitua a vivere al di sopra delle nostre possibilità, spinti anche dalla massiccia presenza e dall'aspetto ingannevole di tanta pubblicità».
Dai precedenti interventi e dalle testimonianze riportate - si legge nella relazione di Lelio Grossi, presidente della Fondazione toscana per la prevenzione dell'usura, tenuta al seminario "Per un uso consapevole del denaro: prevenire e combattere l'usura" e riportata anche nel libro "Vita a credito" - si evince quanto sia importante creare nei cittadini una cultura ad un uso corretto del denaro che contrasti quanto meno le campagne promozionali di vendita con pagamenti dilazionati a tasso 0, le offerte di facili finanziamenti (il cui tasso però è sempre a due cifre percentuali fino a raggiungere vette del 25%) o induca ad un uso riflessivo delle carte di credito, in particolare quelle di tipo revolving sui cui utilizzi continuano ad essere applicati anche tassi nell'ordine del 20%, per non parlare della pubblicità ingannevole per la quale dovrebbero intervenire le istituzioni con specifiche norme di legge a tutela dei consumatori.

«Situazioni che poi portano a veri e propri malesseri: angosce da mutuo, stress da leasing, insonnie da rate... - continua Zavagli -. Una vita insomma segnata dal vivere in bilico sul filo di una fragilità economica sempre più diffusa, che come nel caso del protagonista maschile di "Un matrimonio quasi felice" portano fino alla depressione».
Nella finzione scenica l'uomo non vuole essere aiutato perché non capisce di essersi ammalato e opta, sprofondato su una poltrona in penombra, per una autoimposta immobilità... "Vivere a rate" invece invita a far luce sui piccoli/grandi drammi familiari legati al problema, promuovendo, per esempio, gli appositi centri d'ascolto della Fondazione Toscana per la prevenzione dell'usura. L'obiettivo è fornire gli strumenti di conoscenza per non cadere nella trappola del sovraindebitamento (laddove ne esistano ancora i margini di sicurezza) e non far sentire le famiglie sole e abbandonate a se stesse, qualora il meccanismo perverso le abbia già fatte diventare delle vittime.

Lo spettacolo
Le tappe in Toscana
Queste le prossime date relative al tour di "Vivere a rate", che dopo la pausa estiva riprenderà per concludersi a dicembre.
4 aprile, Pisa, Teatro Lux: ore 16 film, ore 18 dibattito, ore 21 spettacolo.
21 aprile, Montepulciano, Teatro Poliziano: ore 21 spettacolo
22 aprile, Montepulciano, Sala polivalente: ore 18 dibattito, ore 21 film
23 e 24 aprile, Borgo San Lorenzo, Teatro Giotto (orari da definire)
6 maggio, Pistoia, Teatro Bolognini: ore 15.30 film, ore 17.30 dibattito, ore 21 spettacolo
15 maggio, Firenze, Viper Theater: ore 21 spettacolo
21 maggio, Santa Croce sull'Arno, Teatro Verdi: ore 21 spettacolo
22 maggio, Santa Croce sull'Arno, Teatro Verdi: ore 17.30 dibattito, ore 21 film
24 maggio, Firenze, Fortezza da Basso: Teatrino Lorenese, all'interno della mostra "Terra Futura".

Info: www.media.unisi.it/viverearate, realizzato dal Dipartimento di Scienze della comunicazione dell'Università di Siena; tel. 3294187925
Fondazione toscana per la prevenzione dell'usura, via del Porrione 49, Siena, tel. 0577210286-222516, www.prevenzioneusuratoscana.it/

L'intervistato
Nicola Zavagli, autore teatrale e cinematografico

Nelle foto un momento dello spettacolo e Beatrice Visibelli fotografata da Alessandro Botticelli