Gli incontri e gli aneddoti di un fotografo

Scritto da Stefano Giraldi |    Febbraio 2009    |    Pag.

Giornalista e fotografo Specializzato in arte ed architettura. Ha realizzato un gran numero di cataloghi per artisti contemporanei italiani e stranieri. È stato a capo di campagne fotografiche per la realizzazione di numerosi volumi sui palazzi e chiese di Firenze per importanti case editrici con le quali collabora tuttora.

L’AMORE IN PANCHINA
(Raymond Peynet)

Il 14 Febbraio, quando pensiamo alla festa di San Valentino la festa degli innamorati, automaticamente il pensiero va ai due fidanzatini che timidamente amoreggiano seduti su una panchina.

Creati dalla matita del disegnatore Raymond Peynet, i due innamorati hanno fatto il giro del mondo rappresentando il timido e casto amore. Ha contribuito più Peynet alla memoria e alla gloria di San Valentino che alcune celebri industrie dolciarie.

Lui vestito di scuro, il cappello a melone dimezzato, il colletto duro coperto da una zazzera irsuta. Lei ingenua, gli occhi spalancati, la vita sottile, il petto rotondo e la pettinatura a coda di cavallo. In una celebre vignetta se ne stanno seduti ai giardini pubblici, sfiorati da angioletti che rasentano il prato, didascalia: "Gli amorini volano bassi, domani pioverà".

Ho conosciuto Peynet e sua moglie a Bordighera, al Festival dell’Umorismo creato da Cesare Perfetto negli anni ottanta. Erano già anziani ma avevano una grazia e una gioia quasi adolescenziale.
Non ci voleva molto per capire che i due famosi innamorati erano proprio loro: gentili e delicati, sì erano proprio loro, Peynet aveva disegnato se stesso e la moglie. L’amore aveva veramente attraversato il tempo.

 

OGNI VOLTA...
(Paul Anka)

Nel 1985 ero a Sanremo per realizzare un libro fotografico per il casinò. Una sera il direttore artistico e anche direttore dell’orchestra del casinò, il maestro Sergio Nanni, si avvicinò dicendomi che ci sarebbe stata una cena di gala e di andare al vicino teatro dove c’era il punto d’incontro con alcuni personaggi e da lì saremmo andati tutti insieme a cena nel Salone delle Feste.

Lui doveva sbrigare delle questioni e sarebbe subito arrivato per accompagnarci. Mi avvicinai al teatro dove già aspettavano gli ospiti, fra i quali c’era anche Paul Anka, grande cantante e compositore di successo internazionale; chi non ricorda quando arrivò in Italia giovanissimo, a 19 anni, e partecipò al Festival di Sanremo cantando “Ogni volta”?

Il maestro Nanni ritardava e l’imbarazzo dell’attesa cominciava a sentirsi. Paul Anka stupì tutti. Si alzo dalla poltroncina del teatro e andò sul palcoscenico dove c’era un pianoforte a coda. Si sedette sullo sgabello al piano e voltandosi verso di me, che ero il più vicino, disse in italiano “fotografo, cosa vuoi che canti?”, io avvampai in viso senza riuscire a dire una parola.

Uno dei più grandi cantanti al mondo mi chiedeva quale canzone doveva eseguire! Ero impacciatissimo! Paul Anka non aspettò la mia risposta e cominciò a suonare e cantare le canzoni più famose del suo repertorio.
Gli ospiti applaudirono fino a spellarsi le manie grazie alla sua bella "improvvisata" e la cena di gala passò di mente a tutti. Straordinario!


Foto di Stefano Giraldi

 


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