Le esperienze dei nostri addetti sulla social card

Scritto da Antonio Comerci |    Luglio 2009    |    Pag.

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista e storico.

Autore alla fine degli anni ’80 di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra (1989); Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente (1989); Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico; Frutti esotici – Piccola guida per conoscerli, riconoscerli e apprezzarli (1987); A come agrumi (1987).

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2004 esce “All’origine dell’oggi – Cronaca degli ultimi 40 anni della cooperativa”, una cronologia dei più significativi eventi che hanno caratterizzato l’Unicoop Firenze e la cooperazione di consumo dal 1960 in poi. Stampato in proprio dall’Unicoop Firenze, la ricerca, le immagini e i testi della pubblicazione sono di Comerci.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati - Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze.

Per i cinquanta anni dalla registrazione della testata, nel 2013 esce “Quelli che... informano – Storia e considerazioni sul giornale dell’Unicoop Firenze” pubblicato dall’Unicoop Firenze e diffuso in migliaia di copie. Nella pubblicazione s’intreccia la biografia dell’autore, la comunicazione e la storia dell’Unicoop Firenze.

Nel 2018 Comerci va in pensione e pubblica un’edizione aggiornata de “All’origine dell’oggi”. È incaricato dalla cooperativa della responsabilità dell’Archivio storico dell’Unicoop Firenze.

Si stima che in Unicoop Firenze siano state utilizzate circa 5.000 social card, una fetta sostanziosa di quelle distribuite in Toscana. Da una prima analisi balza all'occhio che i maggiori passaggi si hanno negli iper e nei grandi super. Insomma, sembra che i titolari di social card preferiscano il grande centro commerciale, dove ci si conosce meno fra clienti, per utilizzarla. Mentre nei supermercati di medie e piccole dimensioni nei quartieri di città e nelle cittadine, le social card si limitano a poche decine.

Abbiamo chiesto ad alcuni colleghi qual è il tipo di utilizzo che ne viene fatto. «L'impressione è che i titolari deleghino, dato che c'è la possibilità richiedendolo alla posta, l'uso della social card a figli e parenti più prossimi - dice Jessica di Poggibonsi -, quindi fanno una spesa complessiva nella quale c'è anche quello che occorre all'anziano. Poi c'è anche la ragazza-madre con il figlio neonato, che prende la torta al reparto pasticceria e lascia la bistecca perché non rientra nel limite della spesa, ma è un caso isolato».

Diverso il discorso nel popoloso quartiere di Gavinana a Firenze, nel cui supermercato registriamo il maggior uso di social card, rispetto al resto della rete di vendita. «Qui vengono in prevalenza proprio i titolari della carta - dice Maddalena -, molti sono abitanti del quartiere e clienti abituali. Disinvolti e informati, ormai sanno come utilizzarla e quando hanno dei dubbi vengono al box informazioni a chiedere di verificare la disponibilità».

«Spese povere, essenziali, studiate per avere il massimo della convenienza - rileva Elsa dal supermercato di via Viareggio a Prato -. Casi umani che si individuano ad occhio nudo. In queste situazioni si riprende l'orgoglio di lavorare in cooperativa, che ha fatto della convenienza la bandiera della propria politica di vendita. In queste situazioni si capisce perché è una scelta importante».


Foto di Massimo D'Amato.