Gli incontri e gli aneddoti di un fotografo: Riondino e Bollani

Scritto da Stefano Giraldi |    Marzo 2009    |    Pag.

Giornalista e fotografo Specializzato in arte ed architettura. Ha realizzato un gran numero di cataloghi per artisti contemporanei italiani e stranieri. È stato a capo di campagne fotografiche per la realizzazione di numerosi volumi sui palazzi e chiese di Firenze per importanti case editrici con le quali collabora tuttora.

STEFANO BOLLANI
Il bello del jazz

Il jazz è senza dubbio una fondamentale espressione artistica musicale contemporanea.
Libero e imprevedibile come qualsiasi forma d’arte, con una serie di moduli estremamente variabili, secondo i quali qualunque materiale musicale, melodico, armonico o ritmico, può essere trattato, il jazz si manifesta compiutamente solo in fase di esecuzione.

Uno dei più straordinari e brillanti interpreti italiani è senza dubbio il pianista fiorentino Stefano Bollani.

Ho rivisto questo musicista eccelso all’ultima rassegna della canzone d’autore, al Club Tenco di Sanremo: oltre a lui si sono esibiti personaggi come il grande batterista Ellade Bandini e nuovi talenti come la Banda Elastica Pellizza, vincitrice del Premio Siae 2008.

Alla cena del dopo spettacolo, dove si riuniscono a tavola tecnici e artisti dopo aver lavorato o essersi esibiti sul palco del teatro Ariston, raggiungo Stefano Bollani al suo tavolo e discorrendo del più e del meno, come succede nelle conversazioni conviviali, gli chiedo cosa significa per lui “fare” jazz.
Sorridendo, mi risponde: «il bello del jazz è tenere un concerto diverso ogni sera ed esser contenti anche se viene brutto!».
Quando si dice che oltre alla bravura c’è anche una grande modestia!

DAVIDE RIONDINO
Un cantastorie del XXI secolo

Uno dei personaggi toscani più surreali dell’ultimo secolo, e di questo appena iniziato, è senza dubbio Davide Riondino: comico, cabarettista, cantastorie e scrittore. Formato sulla tradizione rurale toscana, dotato di un umorismo raffinato, è degno erede di quei cantastorie toscani che possiamo ritrovare nelle cronache del ‘300 e ‘400.

Un giorno Riondino mi chiama per svolgere un servizio fotografico su di lui. Doveva essere diverso, strano, “curioso”. Decidiamo di ambientarlo in un luogo particolare: all’interno del Museo Stibbert di Firenze. Questo museo raccoglie armi e armature medievali e tardo-medievali. Era dunque il posto adatto per il “personaggio” Riondino.

Avute le necessarie autorizzazioni, passiamo un pomeriggio intero a realizzare il servizio. Una volta terminato, decidiamo di andare a cena in una simpatica trattoria dove servivano buon cibo e ottimo vino. Commentando le foto fatte, non ci accorgiamo che il tempo era passato.

Improvvisamente Davide sobbalza esclamando: “acc… dovevo essere a teatro un’ora fa, per uno spettacolo con Paolo Hendel”, e scappa di corsa. Non credo che sia arrivato in tempo, erano già le 22.30. Appunto come dicevo prima, surreale e... “strano”, molto strano!


Foto di Carlo Valentini


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