La valorizzazione del prodotto locale passa dal giusto rapporto prezzo/qualità

di Giuliano Giuliani, Presidente della Cooperativa Le Chiantigiane

L'iniziativa di Coldiretti a luglio, di manifestare davanti al supermercato Coop di Gavinana, mi ha indotto a una riflessione sui rapporti fra la cooperativa che presiedo e Unicoop Firenze.

La notizia che voglio dare è che i rapporti tra fornitore (Le Chiantigiane) e cliente (Unicoop Firenze) sono eccellenti. Rapporti di collaborazione che vanno a vantaggio sia del consumatore che dei coltivatori e, in definitiva, del nostro territorio.

Le Chiantigiane è una cooperativa di produttori agricoli ed ha come unico scopo quello di riconoscere un giusto prezzo ai propri soci che producono uva. Il prezzo pagato per l'uva è quello di mercato. In questo prezzo non rientrano altri "valori", come la giusta remunerazione del lavoro nelle vigne, o la "funzione di presidio territoriale e paesaggistico" dell'agricoltore. Il presidio è fondamentale per l'assetto idro-geologico e per il paesaggio; una degna remunerazione del lavoro è civiltà. Però Le Chiantigiane è prima di tutto un'impresa e deve essere efficiente e competitiva. Efficiente per pagare al meglio l'uva prodotta dai soci, competitiva per durare nel tempo.

Lo stesso vale per Unicoop Firenze. La Coop è uno dei grandi operatori del mercato distributivo, ma non è essa stessa "il mercato". E i consumatori hanno altri operatori a cui rivolgersi, se la Coop non gli offre quello che desiderano a un prezzo uguale o più basso degli altri. Noi produttori non possiamo prescindere da questa situazione e invocare, ad esempio, l'appartenenza comune alla Legacoop o alla natura cooperativistica delle imprese. Mischiare i vari aspetti alla lunga sarebbe negativo per entrambe le cooperative, quella dei consumatori e quella dei coltivatori.

Dalla chiarezza, basata sul concetto del rapporto qualità/prezzo competitivo sul mercato, però, si può partire "per dare di più" sia ai consumatori che ai coltivatori. La gamma delle occasioni di collaborazione è ampia. Si va dalla qualità e sicurezza, all'informazione, alla programmazione, ai servizi.

Lo scambio di informazione e di consigli sui prodotti, le loro caratteristiche di qualità, la loro confezione, aiuta a migliorare il prodotto e a renderlo accattivante per il consumatore. Tutto questo per innovare e offrire di più. Anche la programmazione porta vantaggi, consentendo di operare sul mercato nelle condizioni migliori contenendo i costi. Sui servizi la gamma delle occasioni per collaborare è molto ampia. Dal garantire una risposta rapida ad ogni necessità, a particolari forniture per tipologia o prezzo, all'uso delle nostre strutture logistiche. In questo modo si crea una linea diretta dal vignaiolo al consumatore. La filiera corta, o il km 0 come si dice oggi, si materializza così sotto casa, alla Coop, a disposizione di tutti al prezzo più conveniente.

Questo è il parere della cooperativa Le Chiantigiane, detto in prosa. Per finire in poesia diciamo che amiamo la Toscana. Vogliamo continuare a mantenere la fisionomia della nostra regione. Il nostro celebre paesaggio sarebbe ancora così se cessassero l'attività i 2.000 agricoltori nostri soci? Se questi non avessero la cooperativa che ritira l'uva, la vinifica, imbottiglia e commercializza il vino (anche all'estero), per valorizzare il frutto del loro lavoro, forse smetterebbero e qualcosa cambierebbe irrimediabilmente.

 


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