Già molti soci lasciano inalterato il Prestito per anni. Un modo per premiarli

Scritto da Alberto Migliori |    Luglio 2011    |    Pag.

Il Prestito vincolato nasce per un verso con l'intento di creare uno strumento per premiare la fedeltà, costante e continua nel tempo, di una parte consistente dei soci prestatori e, insieme, con lo scopo di arricchire l'istituto del Prestito sociale, modernizzandolo con una variante tecnica sempre più in uso nel mercato finanziario, quella appunto del deposito vincolato.
In parole povere, si è trovato il modo di dare di più a chi già oggi mantiene per lungo tempo il suo denaro in cooperativa. In effetti la gran parte dei soci tiene fermo il Prestito per molti anni. Per adesso, si è scelto un vincolo abbastanza limitato nel tempo, cioè 18 mesi, per consentire una certa flessibilità al socio prestatore e non impegnarlo eccessivamente in termini temporali.
L'adozione di questo tipo di contratto, secondo le logiche della fiscalità applicata alle rendite finanziarie, dovrebbe portare, almeno alla lunga (ma si spera anche nel breve) a un alleggerimento della ritenuta d'acconto che, nel caso del vincolato, dovrebbe scendere nuovamente al 12,5%, rendendo ancora più redditizia questa forma di investimento.


Proprio sotto il profilo del rendimento, la volontà della cooperativa è quella di mantenere sempre un differenziale significativo tra le due remunerazioni.
Ecco perché il Consiglio di gestione ha deciso di innalzare, a partire dal 1° giugno 2011, il tasso del Prestito tradizionale "a vista" dello 0,25% e quello del vincolato dello 0,50%, portandoli, rispettivamente, all'1,65% lordo (1,32% netto) e al 2,50% lordo (2% netto), con un differenziale tra le due tipologie dello 0,85% lordo (0,68% netto).
Ora, poiché le previsioni sui tassi sono a crescere e già la Banca centrale europea ha innalzato il tasso dall'1% all'1,25%, e molti pronosticano un ulteriore incremento all'1,75%, è naturale immaginare, in futuro, ulteriori occasioni per altri incrementi significativi e differenziati, del tipo di quello del 1° giugno scorso.
Con questa modifica, inoltre, si è anche aperto un periodo di analisi su possibili ulteriori proposte che potranno essere aggiunte in un prossimo futuro. Ciò appunto con l'ottica dell'aggiungere e mai del sostituire, nel senso che i metodi tradizionali saranno mantenuti e, a essi, si aggiungeranno altre opportunità.
Quindi resta un Prestito sociale "svincolato", per quei soci che hanno bisogno di una riserva di danaro pronta ad essere utilizzata in caso di bisogno.
Per gli altri, che questa "riserva" l'hanno già, la possibilità di avere un rendimento maggiore per i propri risparmi. Per tutti la sicurezza e la convenienza di sempre del Prestito sociale.

L'autore è consigliere delegato all'amministrazione, finanza e controllo gestione.