Da scoprire il parco romantico e il giardino che unisce stile ottocentesco e gusto rinascimentale

Scritto da Càrola Ciotti |    Settembre 2017    |    Pag. 40

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Villa Petraia

Foto F. Magonio

Giardini

Fu un edificio medievale fortificato, villa La Petraia che sorge a Castello, rione alle porte di Firenze, dove si può visitare il grande giardino e il parco romantico, posto sul retro del bel palazzo mediceo sede, tra l’altro, anche di un museo. Andrea Bellandi è il funzionario responsabile della gestione del verde, e anche delle aree green delle ville di Poggio a Caiano e di Cerreto Guidi. In oltre trentacinque anni d’attività professionale, dedicati alla cura e alla tutela dei nostri più prestigiosi giardini storici, Bellandi ha intrapreso innumerevoli ricerche e studi volti a riscoprire e recuperare ogni sorta di piante, antichi metodi di coltivazione e uso degli spazi di cui un giardino è composto. Così, ha restituito un’immagine di maggior valore culturale a questi siti straordinari, importante patrimonio collettivo di proprietà statale e dichiarate dall’Unesco patrimonio mondiale dell’Umanità nel 2013.


Stile ottocentesco

«Il giardino de La Petraia – spiega Bellandi – conserva l’aspetto ottocentesco. Nelle varie aiuole ogni specie di piante e fiori, per creare giochi di colore e forme, tipici del gusto e delle mode del tempo. Ho scelto le piante da coltivare in base alle regole dell’orticoltura di allora, che prevedevano sia di creare accostamenti di colore, sia di concepire il giardino come percorso creato per poter toccare, annusare ed osservare le diverse piante e goderne così appieno. Inoltre, affinché il giardino nel corso dell’anno sia sempre colorato, coltiviamo fiori diversi accanto agli stabili cespugli d’Artemisia, di colore grigio neutro, così come la Cineraria e la Santolina, che qui è potata nella forma sferica tipica del periodo ottocentesco. In maggio abbiamo la fioritura della collezione di rose classiche, come le Bourbon, le rose vittoriane e gli ibridi perpetui». Bellandi ha scelto anche numerose salvie ornamentali per decorare le aiuole del giardino, e la specie leucanta è quella che caratterizza il periodo d’inizio autunno: in ottobre le sue morbide e vellutate pannocchie, color blu violaceo e striate di bianco, che permangono per circa venti giorni sulla pianta, sono un vero spettacolo… che solo a La Petraia si può ammirare.


Un tuffo nel Rinascimento

Sempre nella parte bassa del giardino, troviamo anche un preciso e originale riferimento alle caratteristiche seicentesche di questo luogo. «Ho a lungo osservato e studiato le lunette di Giusto Utens, dove sono dipinte tutte le ville medicee – specifica Bellandi – e ho notato che qui si coltivavano alberi da frutto nani. In origine erano posti al piano nobile, per permettere alle dame di passeggiare e cogliere i frutti, senza troppo sforzo, dato anche l’abbigliamento del tempo. Quindi ho deciso di reimpiantare, nei prati della parte inferiore, specie antiche di meli, peri, susini, albicocchi, peschi e nespoli comuni, così da portare all’attenzione del visitatore questo peculiare aspetto del Rinascimento».

Proseguendo nella scoperta di questo bellissimo giardino, incontriamo una splendida spalliera di arancio amaro, elemento anche questo che Bellandi ha reintrodotto sulla base dello studio delle lunette dell’Utens, e una bella collezione di agrumi in vaso che decorano l’ampio spazio del piano del vivaio.

Ed eccoci, infine, all’ingresso della villa. Di fronte, sei bellissime aiuole contornate da un’originale bordatura di foglie di acanto, realizzate in cotto, all’interno veri e propri disegni formati da moltissime piccole piante: un esempio raffinato di mosaicoltura, introdotto dalla Francia dai Savoia. Le ampie sale del museo ospitano, tra le altre opere, anche gli originali delle lunette di Utens citate dal Bellandi: una vera emozione poterle osservare da vicino, soprattutto in questo luogo lontano dal caos della città. A La Petraia ogni dettaglio ci parla di cultura del verde, di arte, di storia, di bellezza.


L’intervistato


Andrea Bellandi

funzionario per le tecnologie del Polo Museale della Toscana



Villa La Petraia, Via della Petraia, 40 – loc. Castello (FI)

tel 055452691

pm-tos.villapetraia@beniculturali.it

www.polomusealetoscana.beniculturali.it 

Orari di visita in settembre: 8.30 – 18.30

ultimo ingresso in giardino 17.30, ultimo ingresso in villa 17.40

Orari di visita in ottobre: 8.30 – 17.30

ultimo ingresso in giardino 17.00, ultimo ingresso in villa 16.40

Ingresso gratuito





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