Una residenza al femminile: dalle donne di casa Medici alle Montalve

Scritto da Francesco Giannoni |    Aprile 2017    |    Pag. 12

Fiorentino da una vita, anche se con sangue maremmano e lombardo, laureato in lettere, è sposato con due figli. Si occupa di editoria dal 1991, prima come dipendente di una nota casa editrice della sua città, ora come fotografo e articolista free-lance. Collabora a riviste quali Informatore, Toscana Oggi, Calabria7, e a importanti case editrici.

villa la quiete a firenze

Foto F. Giannoni

TOSCANA DA SCOPRIRE

Villa la Quiete, tra Careggi e Castello, a Firenze, nacque come villa privata; fra i proprietari, il capitano di ventura Niccolò da Tolentino. In seguito passò ai Medici, che vi intrattennero relazioni nazionali e internazionali.

Nonostante l’ingombrante presenza maschile, la storia di Villa la Quiete «si può declinare al femminile - come spiega Isabella Gagliardi, docente di Storia medievale all’Università di Firenze, esperta di storia religiosa -. È stata una residenza amatissima dalle donne di casa Medici che la consideravano un buen retiro spirituale e intellettuale. Tutte avevano qui le loro stanze, i loro appartamenti, fino all’ultima rappresentante della casata, Maria Luisa, Elettrice Palatina».

Fu Cristina di Lorena, moglie di Ferdinando I, a volere il corridoio di Boldrone, collegamento fra la villa e la chiesa del vicino monastero, e a commissionare nel 1632 a Giovanni da San Giovanni La quiete che pacifica i venti, affresco che dà nome alla villa, e che rispecchia il desiderio di pace di questa donna dalla vita difficile.

Fondamentali gli anni fra il 1648 e il 1650, quando la nobildonna spagnola Eleonora Ramires de Montalvo si insediò nella villa (concessale da Ferdinando II) insieme alle appartenenti alla congregazione religiosa da lei fondata, le Minime Ancilie della Santissima Trinità, conosciute come Montalve, dedite all’educazione cristiana delle fanciulle.

«Dalla storia della villa - continua la docente fiorentina - si capisce che questa magione è stata una sorta di microsocietà dove si sono intrecciate tante storie al femminile: protagoniste donne di politica e di potere, ma anche di carismatica influenza religiosa».

Prestigioso museo

Oggi è uno scrigno di capolavori, la cui valorizzazione è affidata a Donatella Piegazzano e Cristiano Giometti. Alcune opere d’arte sono state esposte nella recente mostra “Capolavori a Villa la Quiete. Botticelli e Ridolfo del Ghirlandaio”.

Racconta la professoressa Gagliardi che «a breve altre opere d’arte, dal medioevo fino all’età moderna, verranno sistemate in uno spazio ricavato dalle cosiddette Camere della padrona».

Ma non ci si premura di raccogliere e conservare solo capolavori dell’arte: nella pagina facebook della villa, sempre aggiornata, compaiono foto di particolari architettonici e curiosità di solito non visibili e vecchie cartoline in bianco e nero che ricostruiscono gli ambienti della villa quando il conservatorio delle Montalve era attivo.

Sempre su facebook le ex allieve si sono ritrovate e si scambiano ricordi sulla loro esperienza in villa, arricchendone la storia di toccanti testimonianze personali.

Il giardino e la ragnaia

Doverose due parole per il giardino all’italiana. Fra gli elementi più importanti e peculiari, la ragnaia, una delle pochissime integre ancora esistenti. La docente fiorentina ci spiega che «era un labirinto creato con alberelli: gli uccellini, entrandovi per beccare fra le piante, rimanevano confusi dalla struttura labirintica e finivano impigliati fra le reti, le ragne appunto, precedentemente posizionate. Una curiosità: le piante che vediamo sono figlie e nipoti di quelle piantate originariamente».

È interessante notare che «fra questo giardino e quello di Boboli c’è stata una sorta di contaminazione»: infatti nel ‘700 la cura del giardino di Villa la Quiete fu affidata al giardiniere capo di Boboli, Sebastiano Rapi.

Musei di Ateneo

I gioielli dell’Università

Villa la Quiete fa parte del Sistema museale di ateneo; come spiega Alba Scarpellini, responsabile comunicazione e organizzazione eventi, «riunisce le realtà che appartengono all’Università di Firenze: Villa il Gioiello e il Museo di storia naturale (con le otto sezioni di antropologia, biomedica, botanica, chimica, mineralogia, paleontologia, orto botanico, zoologia). L’importanza della villa nel Sistema museale è data dalle collezioni artistiche, in parte esposte in “Capolavori a Villa La Quiete” (si è chiusa a gennaio 2017, registrando oltre 15.000 visitatori). La mostra è la prima tappa del progetto di valorizzazione della villa». Seconda tappa la conoscenza della villa attraverso un percorso di visita guidato: dalla Chiesa della Santissima Trinità alla Farmacia, al Giardino degli aranci, al Teatro. Da qui si passa al Salone delle robbiane e poi alle due sale affrescate del Giardino onirico e delle Ville medicee. Gli ospiti accedono infine alla terrazza per ammirare il giardino.

Le intervistate

Isabella Gagliardi: docente di Storia medievale - Università di Firenze

Alba Scarpellini: Responsabile comunicazione e organizzazione eventi Museo di storia naturale - Percorso museale Villa la Quiete


Visita in Villa

1° aprile-25 giugno 2017, il sabato e la domenica.

Ingresso e visita guidata gratuiti.

Prenotazione obbligatoria.

Informazioni: Servizi didattico-divulgativi 0552756444;

lun.-ven. 9/17, sab. 9/13

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