Dal super 8 al digitale: come si è evoluto il settore dei filmini fatti in casa

Scritto da Paolo Gelli |    Ottobre 2007    |    Pag.

Trentasei anni, vive a San Miniato, in provincia di Pisa, con sua moglie Marzia, e i loro due figli Andrea e Chiara Benedetta. Ha due grandi passioni: il cinema e la musica. La prima si ripercuote da diversi anni sulla sua vita professionale. Paolo è infatti un operatore cinematografico di cabina (altrimenti detto "proiezionista"), vale a dire la persona che si occupa di effettuare e garantire la corretta proiezione di un film in una sala cinematografica. Innamorato della scrittura letteraria fin da giovanissimo si cimenta nella scrittura di testi per le canzoni; dapprima con i vari gruppi rock nei quali canta, in seguito scrivendo testi per cantanti emergenti ed alcune trasmissioni televisive. Dal 1995 è iscritto alla SIAE come "paroliere". Nel 2004, dopo aver ripreso gli studi interrotti in gioventù, si laurea in Scienze della Formazione all'Università di Firenze discutendo una tesi sulla formazione fatta attraverso l'uso di film. Da allora affianca al lavoro di proiezionista diverse collaborazioni: docente per alcune agenzie formative, educatore in una casa famiglia per minori con disagi familiari, terapista occupazionale in una residenza per anziani e copywriter per alcune aziende. Per Coop ha curato la stesura del libretto "Storie di Prodotti", per il progetto di educazione al consumo consapevole. Dal dicembre 2006 collabora con L'Informatore tentando di spiegare le parole nuove legate soprattutto all'evoluzione della tecnologia domestica, un'altra grande passione.

Videocamera con vista 1
L'abitudine di realizzare filmati domestici negli ultimi anni può contare su sviluppi tecnologici senza dubbio affascinanti. Fino agli inizi degli anni '80 l'unico modo per riprendere le vacanze di famiglia era usare una cinepresa in pellicola super 8, oggi però il digitale ha preso il sopravvento. Il passaggio è stato il seguente: pellicola, nastro magnetico, supporto digitale. Vediamo di spiegarlo un po' soffermandoci maggiormente sugli apparecchi di ultima generazione.

Il nastro in partenza
Gli inconvenienti delle riprese in pellicola sono stati superati dall'introduzione, a partire dal 1980, delle telecamere con cassette a nastro magnetico. Del nastro magnetico esistono diversi standard, alcuni dei quali sono ancora in circolazione, altri hanno avuto vita piuttosto breve. Per questi apparecchi viene spesso usato il nome video-camcorder, contrazione fra (video) "camera" e "recorder" (registratore). Uno dei primi standard di cassette è stato il vhs-c (ove "c" sta per compact). Sviluppato dalla Jvc, questo formato consiste in una versione "ridotta" della cassetta funzionante nei normali videoregistratori di casa; ovvero il nastro con le stesse dimensioni, l'involucro un po' più piccolo. Era dunque necessario un adattatore per poter usare il televisore di casa.
A questo formato rispose ben presto la Sony con l'introduzione del Video 8 al quale venne in seguito aggiunta la versione migliorata, in termini di qualità dell'immagine: l'Hi 8 ("hi" sta per highband, solita grandezza del nastro 8, ma con una banda di informazioni più alta). Anche in termini di qualità audio il Video 8 ha prestazioni molto superiori ai concorrenti, attraverso la registrazione in modulazione di frequenza (quella usata dalle radio, appunto FM) che si traduce con la possibilità, a prezzi piuttosto contenuti, di registrare in stereo. Questo tipo di videocassetta non può entrare in un videoregistratore ma presenta il vantaggio di essere più piccola, funzionante quindi in una videocamera più maneggevole e, soprattutto nella versione Hi, ha un'immagine più definita. Per vedere il girato è la videocamera che funziona da video riproduttore.

Videocamera con vista 2
Arriva il digitale
Fino a qui parliamo di registrazione analogica e i due standard hanno avuto a partire dall'inizio degli anni '90 un'enorme diffusione. Ma anche nelle riprese video domestiche l'avvento del digitale si è rivelato necessario. L'anello di congiunzione fra le videocamere analogiche e quelle digitali è rappresentato dal formato Digital 8: stessa cassetta Hi 8, ma con qualità digitale; tradotto in soldoni una qualità audio-video nettamente superiore. Ma non solo di maggiore qualità si tratta: infatti con le videocamere digitali è arrivata la possibilità di trasferire le riprese effettuate direttamente su computer, quando con l'analogico erano necessari sofisticati (e costosi) apparecchi convertitori. Acquisire le immagini sul computer dà la possibilità di effettuare dei veri e propri montaggi (editing) attraverso programmi piuttosto semplici, il più famoso si chiama Pinnacle.
Il formato Digital 8 è ancora in circolazione, ma ovviamente sono arrivati nuovi sistemi di video ripresa in digitale sempre migliori, più versatili, maneggevoli... talvolta anche molto costosi.

Ancora mini
Videocamera con vista 2
La prima videocamera completamente digitale è stata la mini Dv, piccola cassetta ancora a nastro sul quale però vengono impresse non sequenze analogiche, ma in codice binario. Anche questo formato, nell'intenzione dei produttori, avrebbe dovuto essere uno standard "di passaggio" in attesa di poter proporre sistemi di immagazzinamento di immagini sempre meno materiali. Il mercato, a sorpresa, ha decretato un grande successo a queste piccole cassette a nastro, un po' per il basso prezzo delle cassette, un po' per alcune peculiarità di robustezza, maneggevolezza e praticità della videocamera. Insomma, a tutt'oggi il mini Dv è il formato che vanta il maggior numero di modelli sul mercato. E davvero c'è l'imbarazzo della scelta: come prezzi si parte dai 200 euro in su. Un altro aspetto da non sottovalutare è la durata del nastro mini Dv che garantisce un'ora di riprese nella migliore qualità.
Il formato successivo è stato il mini Dvd: le riprese digitali vengono salvate su un piccolo Dvd che può essere messo direttamente nei normali lettori Dvd domestici (si alloggia nell'incavo più piccolo del vano porta Dvd). Si capisce come questo formato offra vantaggi non indifferenti in termini di comodità: la videocamera è ora un vero e proprio Dvd-record. Il limite di questo formato è la durata limitata della ripresa: 30 minuti contro i 60 del nastro mini Dv ad un prezzo, tra l'altro, più alto.
Molte videocamere mini Dvd montano anche uno slot Sd - memoria flash - per fare le foto, praticamente una macchina fotografica su una videocamera. Ma il vero vantaggio può essere visto nella maggiore velocità di acquisizione sul computer che un mini Dvd può garantire.

Senza cassette e dischi
Completano il quadro le videocamere a memoria interna flash e le videocamere ad hard disk. Nelle prime le immagini vengono immagazzinate in una memoria fatta di piccoli circuiti in silicio, che danno ottimi risultati in termini di velocità di acquisizione sul computer. In una memoria di 2 gigabyte possono essere immagazzinati filmati da un'ora. Per quanto riguarda le videocamere hard disk, così come quelle a memoria flash, si risolve il problema del supporto, nel senso che non c'è da comprare nessuna cassetta o disco: le immagini sono immagazzinate all'interno dell'apparecchio. Attualmente esistono ottime videocamere ad hard disk da 30 giga che garantiscono più di 20 ore di registrazione. Attenzione però: se siete in vacanza e non avete un computer con voi per scaricare il girato e svuotare la memoria... sono dolori!

Occhio all'ottica
Ovviamente i prezzi salgono, ma l'aumento è giustificato da un'oggettiva migliore qualità degli apparecchi. In primis bisogna considerare la qualità delle ottiche, vale a dire delle lenti che compongono l'obiettivo; il consiglio è quello di non focalizzarsi eccessivamente sulla capacità di ingrandimento: le zoomate da lontanissimo possono essere date anche da lenti mediocri, ma i risultati saranno alquanto deludenti. Da preferire quindi meno ingrandimenti, ma un diametro superiore delle lenti. Il discorso sugli obiettivi vale per tutti i formati di videocamera.
Un altro aspetto da considerare è la qualità del sensore Ccd. Questo riceve le immagini dalla parte ottica e le converte in un impulso digitale che viene trasferito sul supporto. Le migliori telecamere hanno tre sensori Ccd, uno per ogni colore primario: questo evita la sovrapposizione dei colori che risulteranno dunque più "bilanciati", ovvero più nitidi. Ogni Ccd, in tal senso, prende la sua porzione di spettro di luce.
I requisiti e le discriminanti per orientarsi nell'acquisto di una nuova videocamera sono anche la presenza o meno di un telecomando, utile sia in ripresa (magari per autoriprendersi) sia se si usa la videocamera come riproduttore collegato all'apparecchio televisivo. Da tenere in considerazione la capacità di filmare bene anche in condizioni di scarsa luce. Ma non fatevi illusioni: nessuna videocamera può effettuare riprese decenti al buio!
Il futuro è aperto: basti considerare che sono allo studio videocamere ad alta definizione, con la possibilità di aumentare in modo esponenziale la qualità delle immagini godibili sui televisori al plasma o lcd Hd ready (cfr. numero 3 di marzo). Èancora presto per parlarne, ma non mancheremo di farlo non appena possibile.

Grazie a Massimo Trubbi per l'immancabile, preziosissima, consulenza tecnica