Nella foresta dove si raccoglie il miele Solidal

Scritto da Riccardo Gatteschi |    Aprile 2004    |    Pag.

giornalista e scrittore. Ha iniziato nel 1968 come cronista a Nazione Sera. Ha collaborato, nel corso dei decenni, a molti quotidiani, periodici, riviste. Ha pubblicato il primo libro nel 1971: "Toscana in festa". Sono seguiti alcuni volumi scritti a quattro mani con l'amico Piero Pieroni: "Vento del Nord, vento del Sud" (1972), "Indiani maledetti Indiani" (1973), "Ad ovest della legge" (1975), "Pirati all'arrembaggio" (1977). Ha curato alcune voci delle enciclopedie "Toscana, paese per paese" (1980) e "Costumi e tradizioni popolari" (1995). In anni più recenti ha pubblicato: "Con la croce o con la spada" (1990), "Baccio da Montelupo" (1995), "Donne di Toscana" (1996), Raffaello da Montelupo" (1998), "Feste per un anno" (2000), "Diavoli, santi e bonagente" (2002), "Un uomo contro" (2003). Ha tre passioni confessabili: viaggiare, conoscere la Toscana, guidare la motocicletta. Collabora all'Informatore dell'Unicoop dal 1995.

Viaggio in Chiapas 2
Panteló è un piccolo paese
a circa ottanta chilometri da San Crist ó bal de Las Casas, Chiapas.
Ottanta chilometri e cinque ore di viaggio.
Sì, perché ottanta chilometri in quel territorio messicano si percorrono ad una velocità del tutto simile a quella che può tenere un buon marciatore. Sono ottanta chilometri di strada impervia, che prima sale a 2.500 metri, poi precipita giù per oltre mille metri.
Ma non sono solo i saliscendi a rallentare la velocità dei pur vetusti autobus chiapanechi. C'è anche la striscia d'asfalto, spesso stretta e sconnessa, che costringe a soste per potersi scambiare con altri veicoli; ma soprattutto ci sono quelle famigerate "topes", una sorta di dossi artificiali messi trasversalmente sulla carreggiata in modo da costringere il conducente a fermarsi quasi del tutto, oltrepassare l'alto impedimento e riprendere la marcia fino ad interromperla di nuovo al prossimo - vicino, molto vicino - ostacolo.
A rallentare ulteriormente la marcia dell'autobus ci sono poi le fermate per i passeggeri. In genere non si trovano in punti prestabiliti, magari segnalate con dei cartelli; no, l'autista si ferma dove ci sono clienti da far salire; oppure nel punto preciso dove una persona desidera scendere. Cosicché il viaggio è tutto un susseguirsi di fermate e partenze.

Viaggio in Chiapas
Comunque, una volta arrivati a Pantelhó,
solo una parte del viaggio è archiviata; adesso si tratta di inoltrarsi nel folto della selva tropicale se si vuol conoscere di persona almeno uno degli allevamenti di api dove si produce quel famoso miele, parte del quale viene commercializzato, ormai da vari anni, nei punti vendita della nostra Coop.
Lasciata la strada principale (che si apre con un arco trionfale e termina, in fondo alla ripida discesa, con una semplice ma variopinta chiesa cattolica), adesso bisogna procedere a piedi per un sentiero melmoso (nella zona di Pantelhó d'inverno piove quasi ogni giorno), che si inoltra nella foresta e dopo un chilometro si trasforma in viottolo che si snoda fra piante di caffè sovrastate da alti frassini, ficus, palme, varie specie di pini e cedri, uniti fra loro da una fitta ragnatela formata da piante parassite o rampicanti.
All'improvviso, nel folto della vegetazione, si apre una radura ed è lì che sono sistemate in buon ordine le cassette degli alveari. E tutt'intorno fiorisce una specie di girasole selvatico che costituisce, insieme ai fiori di acacia e di molti altri che popolano in ogni stagione dell'anno la foresta tropicale, il cibo preferito delle api.

Ecco, è qui - e in altri duecento radure simili - che si produce il miele che troviamo sui banconi dei nostri punti vendita. I produttori sono riuniti nella Cooperativa "Tzeltal-Tzotzil" che è il nome di una delle più antiche etnie che compongono il variegato e complesso tessuto umano del Chiapas.
La produzione annua si aggira sulle ottanta tonnellate, delle quali circa un quarto viene importato in Italia a cura del Consorzio Nazionale Apicoltori (Conapi).
Il procedimento per l'estrazione e la raffinazione del miele è del tutto simile al lavoro che si compie in Italia; solo che in Chiapas è reso mille volte più difficoltoso sia per l'asperità del terreno, sia per l'assenza di qualsiasi macchina che possa in qualche modo alleviare la fatica. Anche il trasporto del prodotto fino a Pantelhó avviene a forza di braccia.

I vasetti che si commercializzano alla Coop portano il marchio "Solidal" e parte del loro prezzo ha l'obiettivo di aiutare concretamente gli allevatori della cooperativa Tzeltal-Tzotzil; l'augurio che ci sentiamo di fare, date le difficilissime condizioni di lavoro, è che il miele venga acquistato con particolare generosità.

Un modello di sviluppo
Quello a marchio Solidal Coop è un miele millefiori, disponibile in confezioni da 500 grammi. Grazie al commercio equo e solidale, migliaia di apicoltori del Centro America possono contare su un prezzo minimo garantito, sugli acquisti diretti senza intermediari speculatori e sul finanziamento anticipato del raccolto.
I produttori coinvolti sono riuniti in tre cooperative: Coop Copiasuro (Guatemala), Coop "Despertar de un pueblo Maya" (Chiapas-Messico) e la Sociedad Cooperativa De Produccion "Tzeltal Tzotzil" (Chiapas-Messico) che abbiamo visitato.
Quest'ultima nasce nel 1986 dall'unione di 19 produttori. Oggi la comunità conta quasi 200 membri, che stanno cominciando ad appropriarsi dei mezzi di produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti che sono alla base del loro sostentamento.
E' stato raggiunto un vero e proprio modello di sviluppo sostenibile, attraverso l'impiego di metodi ecologici come l'uso coscienzioso del legno, il recupero dei boschi, la lavorazione di prodotti biologici che seguono la cultura e la tradizione locale.

ANNATA 2004
Poco ma buono
Il mercato mondiale del miele è da almeno due anni condizionato da una generale mancanza di materia prima, dovuta soprattutto alle pessime condizioni climatiche (alternarsi di siccità a piogge torrenziali), che hanno portato al dimezzamento della produzione: la conseguenza è l'incremento verso l'alto delle quotazioni (il triplo rispetto a tre anni fa), con un conseguente allineamento dei prezzi del miele del mercato convenzionale con quello del mercato equo e solidale.
Sugli scaffali dei punti vendita Coop attualmente si trova già la produzione 2004 del miele Solidal, che si presenta buona come qualità ma anche quest'anno ridotta nelle quantità.