Massimo Neri: proposte non solo culinarie, ma anche artistiche

Scritto da Maurizio Izzo |    Febbraio 2017    |    Pag. 12

Giornalista e regista televisivo.

Da anni segue il mondo della cooperazione, realizzando documentari sulla cooperazione internazionale e sulle attività della Fondazione Onlus “Un cuore si scioglie”.

Per Unicoop Firenze cura la trasmissione televisiva settimanale Informacoop.

La passione per la cucina (figlio e padre di cuochi) è diventata anche un lavoro con la direzione di Gola Gioconda, storica pubblicazione sulla cultura del cibo.

Responsabile comunicazione di Sicrea, azienda impegnata nell’organizzazione di eventi e nella comunicazione.

Vive in Mugello e scende a valle in treno sulla Faentina, ma se può sta lassù.

massimo neri

Massimo Neri - Foto L. Managlia

Grandi cuochi

La laurea in architettura era a un passo, più facile prenderla che lasciarla, ma qualcosa disse a Massimo che la strada seguita fino a lì non era quella giusta e che un’altra passione era sopraggiunta. Massimo Neri oggi è l’affermato chef del ristorante Sciatò di Serravalle Pistoiese ma il suo non è il percorso classico di tanti suoi colleghi, l’interesse per la cucina fino a quel punto lo aveva portato solo a essere quello che “cucina per gli amici”. Poi una sera alla fine degli anni ’90 l’incontro con un amico che gli propone di provare l’esperienza di una cucina vera (al ristorante Il Castagno di Barontini nel pistoiese). Quello che doveva essere un gioco diventa da lì a poco un lavoro vero.

Massimo ha anche altre passioni, quella del viaggio e dell’arte contemporanea e troverà il modo di tenerle assieme a questa sua nuova professione. Così invece della scuola alberghiera seguirà un corso a Singapore e al posto dell’Accademia girerà l’Asia e il mondo Arabo alla ricerca di storie e sapori. Torna da questa immersione con la voglia di aprire un locale tutto suo e lo farà a Pistoia nel 2006. Aoristò è una novità assoluta per la città, un ristorante in cima a un cinema, in pratica una serra di vetro nel pieno centro storico da cui si gode una vista magnifica. Ma è dentro che Massimo dà vita a un esperienza che non è solo culinaria ma anche artistica. Il ristorante diventa infatti anche galleria d’arte e ogni mese artisti da tutto il mondo si alterneranno con proprie performance. Saranno ospiti di Aoristò, nel giro di pochi anni, Loris Cecchini, Anish Kapoor, Francesco Carone, Pascale Martine Thayou, Michelangelo Pistoletto solo per citarne alcuni.


A Serravalle

Nel 2009 Massimo e i suoi soci individuano un locale a Serravalle Pistoiese, proprio accanto al castello e lo rilevano con l’idea di trasferire qui l’esperienza di Aoristò, il che succede tre anni dopo. Oggi al posto della serra di vetro in pieno centro c’è Sciatò il nuovo ristorante da cui si vede il mare. Siamo in una terra di mezzo che mette in difficoltà anche le guide, per qualcuno siamo in Valdinievole per altri nella piana fiorentina, ma sono anche i luoghi dove Massimo è nato e cresciuto. Un ritorno a casa con tante esperienze alle spalle e quella voglia di stupire, contaminare, di sommare piuttosto che sottrarre. «La cucina che sento dentro - dice Massimo - non è quella toscana classica, ma le materie prime che questa terra offre sono straordinarie. Allora guardo fuori, magari lontano ma poi faccio con quello che trovo qui». Una terra generosa quella che circonda l’antico borgo di Serravalle, qui si producono il Chianti Montalbano Docg, l’olio extravergine di oliva Igp Toscana Montalbano, formaggi, frutta e miele di grande qualità.


Cultura in tavola

Dai prodotti della terra e del vicino mare e dalle passioni di Massimo è scaturita una cucina brillante, curiosa, piena di accostamenti originali come il Baccalà, uovo e coriandolo o la Battuta di Fassona servita con i mirtilli dell’Abetone. Il menù cambia ogni mese e si abbina all’esposizione artistica che il ristorante ospita. A volte con gli artisti Massimo interagisce, come quando con Michelangelo Pistoletto dette vita alle Nuvole, dove le nuvole erano fili di patata e schiuma di acqua di vongola, mentre con Michelangelo Pistoletto ricreò la Venere davanti agli stracci, dove gli stracci colorati erano pasta fresca multicolore e spume colorate di verdura, nel piatto addossate a statuette souvenir raffiguranti la dea della bellezza. Con il 2017, che per Pistoia è l’anno di capitale italiana della cultura, Sciatò ha già pronto un ricco programma di eventi culturali che accompagneranno gli ospiti. Si comincia a febbraio con Carlo Colli, giovane artista fiorentino che con le sue opere ha partecipato alla collettiva che ha inaugurato il nuovo Centro Pecci di Prato. In tavola troverete la tradizione come il Petto d’anatra speziato con il suo fegato, e l’innovazione come il Polpo, ceci, quinoa e panna acida. E ancora lo Spaghetto allo scorfano con pimenton (una paprika affumicata), il Tortello di lepre servito con mandorle e topinambur. Tra i secondi un omaggio al territorio con il Maialino croccante con rape e castagne o il Peposo accompagnato dal carciofo alle fave di tonka (frutto di un albero caraibico, molto profumato). Sciatò è aperto a cena, i festivi anche a pranzo, chiuso lunedì e martedì. Dispone inoltre di sei camere arredate da altrettanti artisti, anche questo nel segno dell’originalità e del buon gusto.



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