Le differenze fra i due materiali. Produzioni a confronto

Scritto da Rossana De Caro |    Marzo 1998    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Vetro o cristallo?
Trasparente come il cristallo. Questo popolare motto indica già una delle caratteristiche principali di questo pregiato prodotto di vetreria. Il cristallo infatti è un vetro che possiede particolari peculiarità di lucentezza, trasparenza, elasticità e sonorità. La differenza sostanziale con il vetro è che il cristallo contiene ossido di piombo. Formato da una miscela di sostanze chimiche fusa ad alta temperatura, grazie al piombo il cristallo è più lucente, perché ha una maggiore rifrazione, e più sonoro del vetro. Secondo la legge italiana però, si ha il cristallo solo quando la percentuale di piombo è superiore al 24 per cento.
La Toscana è una delle maggiori produttrici ed esportatrici del cristallo, grazie alla perpetuazione dell'antica e difficile arte vetraria divenuta oggi un'attività economica redditizia, uno dei pochi settori che offre lavoro anche ai giovani. Basti pensare che a Colle Val d'Elsa, che non a caso viene definita la 'Boemia italiana', viene prodotto il 14 per cento del cristallo mondiale e il 95 per cento di quello italiano. Anche nell'Empolese e nel Valdarno le vetrerie sono numerose. E il cristallo made in Toscana non ha nulla da invidiare a quello più celebre boemo, con il quale rivaleggia a testa alta. La produzione è vastissima: si va dal pezzo più esclusivo e costoso a quello più economico. Una grande varietà di oggetti che assecondano anche il più moderno design.

A mano libera
Molte aziende hanno scelto di sostituire la mano dell'uomo con le macchine, mantenendo sempre alta la qualità del prodotto e riducendo di molto le spese. Alcuni invece hanno proseguito sulla vecchia strada investendo sulle risorse umane, tenendo viva l'arte dei maestri vetrai che vengono affiancati da giovani apprendisti che un giorno prenderanno il loro posto. Come la 'Nuova Cev' di Ponte a Elsa, cooperativa giovane e composta da giovani, 40 persone capitanate dal presidente Andrea Falaschi, classe '60.
La ditta, che si rivolge ad un livello alto di mercato, produce oggetti soffiati a bocca e incisi a mano libera dai maestri. Il 40 per cento della produzione è per il mercato estero, principalmente per gli Stati Uniti. Il loro migliore cliente è Tiffany, la famosa catena di gioiellerie americane.
Molti oggetti realizzati dai maestri empolesi vengono richiesti per arredare i set cinematografici di sceneggiati e soap opere. Ma la cooperativa di Ponte a Elsa esegue anche lavori di restauro: poco tempo fa ha restaurato una preziosa oliera dell'800 della contessa Frescobaldi, e collabora con i musei fiorentini per la riproduzione di oggetti custoditi nei musei o rappresentati in quadri famosi, come il calice e la bottiglia della 'Cena di Emmaus' del Pontormo, che saranno messi in commercio nei punti vendita dei musei.
Falaschi esprime la propria soddisfazione per il fatturato della cooperativa, che è in progressivo aumento da sei anni. ´La scommessa - dice - è stata di puntare sulle risorse umane, facendo dei corsi di formazione all'interno dell'azienda dove i giovani vengono affiancati ai maestri per imparare il mestiereª. Un investimento costoso, perché non esistono finanziamenti pubblici e l'azienda deve sostenere a sue spese i corsi.
Per diventare un bravo maestro vetraio occorrono almeno 15-20 anni di esperienza. La paga è di circa due milioni al mese. Il salario dei maestri si aggira invece sui tre milioni.

Vetro ecologico
La stessa filosofia di puntare sulle nuove leve è stata adottata anche dalla cooperativa 'Ivv' di San Giovanni Valdarno. L'azienda, che ha avuto in questi ultimi anni molti pensionamenti, ha assunto dal '92 ben 65 giovani, un rinnovamento non indifferente che riguarda più di metà del personale. La 'Ivv', 127 soci, si distingue inoltre per una sua peculiarità. Produce infatti vetro senza piombo. Eliminando la sostanza inquinante ha realizzato un 'vetro ecologico'. ´La mancanza di piombo nella composizione del vetro non ne intacca assolutamente la qualitàª, tiene a sottolineare Dino Guidelli, presidente della cooperativa di San Giovanni, i cui prodotti, articoli da regalo e per la tavola, sono tutti fatti a mano. Il 50 per cento della produzione viene esportato in Europa e negli Stati Uniti. L'azienda punta molto sul design, che viene rinnovato continuamente grazie ad un ufficio interno alla ditta di ricerca sulle nuove tendenze. Una attenzione particolare viene data al colore. Anche nel vetro ci sono infatti le mode: quest'anno ad esempio c'è un ritorno al trasparente, mentre il blu è un colore che va per la maggiore da tempo; colori emergenti sono il giallo e il blu pervinca. Ma allora meglio il vetro o il cristallo? Il presidente Guidelli, pur sapendo di andare controcorrente, non ha dubbi e consiglia il vetro ´che oggi come qualità - dice - è equivalente al cristallo; oltre tutto inquina meno ed è più conveniente da un punto di vista economicoª.

Occhio al bollino
Chi vuole acquistare deve fare molta attenzione: ad occhio nudo infatti è molto difficile, quasi impossibile, riconoscere il cristallo dal vetro. La legge impone che sui prodotti in cristallo ci sia un bollino rotondo color oro con su scritto: 'cristallo con 24 per cento di piombo'. Purtroppo è in voga l'uso di bollini con su scritto 'cristalleria' o 'cristallino' e spesso si tratta di vetro sonoro realizzato con meno del 24 per cento di piombo. Per essere sicuri di ciò che si acquista si può richiedere il certificato di garanzia, con su scritta la composizione del materiale, che le ditte serie accludono al prodotto. Un altro elemento da tener presente in caso di dubbio è l'incisione. Solo il cristallo, più duttile ed elastico, sopporta l'incisione profonda; il vetro al massimo può essere graffiato in superficie.

Cristallo in festa
A Colle Val d'Elsa, la cittadina toscana famosa in tutto il mondo per la tradizione del suo cristallo che risale al XIV secolo, ogni anno a settembre si svolge la mostra 'Cristallo fra le mura'. La mostra, alla sua XXI edizione, si svolge nel centro storico colligiano e prevede l'esposizione e la vendita dei prodotti artistici in cristallo realizzati dalle aziende e dagli artigiani incisori e molatori del posto. Numerose le iniziative collaterali: mostre dedicate al design sul cristallo, abbinamenti tra cristallo e altre materie, degustazione di vini in adeguati bicchieri, mostre storiche. Per gli interessati ci saranno le dimostrazioni dal vivo della soffiatura del cristallo nei forni.

Per saperne di più
Consorzio Cristallo di Colle Val d'Elsa, tel. 0577/924135