La storia delle confezioni nell'empolese

Scritto da Giovanni Lombardi |    Gennaio 1999    |    Pag.

Docente e direttore del periodico "Il segno di Empoli" E' nato e vive a Empoli. Giornalista professionista dal 1959, è stato docente negli Istituti Superiori e all'Università di Firenze. Critico teatrale e direttore artistico del Teatro Shalom di Empoli. Fra le sue opere, il volume "Agenda d'incontri", edito da Polistampa.

L'industria dell'abbigliamento nell'empolese ha una tradizione ben radicata, cominciata con la produzione di vestiti e cappotti per i soldati dell'esercito italiano durante la prima guerra mondiale.
Un settore in continua evoluzione, al quale recentemente è stato dedicato addirittura un libro, "Vestirsi a Empoli", che ne ripercorre le tappe più importanti nel corso di tutto il '900. Scritto da Rosanna Ragionieri ed edito dall'Associazione turistica pro Empoli, il volume raccoglie una ricca documentazione d'archivio: vecchi statuti, accordi sindacali, foto d'epoca.
I primi passi dunque furono fatti all'inizio del secolo. Ma è del secondo dopoguerra la svolta decisiva, quella che farà della zona uno dei principali centri dell'abbigliamento a livello nazionale. Un'esplosione produttiva che avrà come protagoniste le donne: quattromila operaie specializzate in una produzione di tipo artigianale, in grado di conferire al capo pregi estetici difficilmente riscontrabili in quelle standardizzate dei grandi complessi. Un successo confermato anche dalle foto, che ritraggono personaggi famosi di quegli anni - Coppi, gli atleti della nazionale di calcio italiana e di quella inglese - venuti in Toscana per visitare le industrie empolesi e fare compere.
"Vestirsi a Empoli. Passato, presente e futuro delle confezioni empolesi", lire 43 mila, Associazione turistica pro Empoli, tel. 0571/76115, nelle maggiori librerie di Empoli.